Per fortuna che c’è il CIO!

(UnoScacchista)
Ricorderete forse le speranze di riconoscimento del bridge come sport create dal pronunciamento di uno degli Avvocati Generali della CGUE (Corte di Giustizia dell’Unione Europea). E’ di pochi giorni fa la notizia che la Corte di Giustizia ha poi comunque disconosciuto quel parere: il bridge, e quindi gli scacchi, non sono uno sport. Ma per fortuna c’è il Comitato Olimpico Internazionale!

Cosa ha fatto il CIO? Ha dichiarato di considerare seriamente i cosiddetti eSports (che noi chiamiamo volgarmente videogiochi): potrebbero entrare fra le discipline olimpiche. Certo con alcuni vincoli da rispettare, ma insomma, visto che “gli eSports competitivi potrebbero essere considerati come un’attività sportiva,  i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un’intensità paragonabile a quella degli atleti degli sport tradizionali“, essi soddisfano i requisiti fondamentali per essere ammessi alle Olimpiadi: sono uno Sport.

Certo, la Corte di Giustizia Europea ha sentenziato che uno sport per essere tale deve essere “caratterizzato da una componente fisica non irrilevante”, ma immaginiamo che schiacciare bottoni o usare freneticamente joysticks o altri dispositivi di interazione ludica soddisfi pure questa caratteristica.

Insomma, grazie al “combinato disposto” di CGUE e CIO, abbiamo capito che gli scacchi sono uno sport solo se giocati col computer: ottima notizia! Gettate via quelle obsolete scacchiere e quegli antiquati pezzi di legno o plastica con i quali vi ostinate a giocare e cominciate a sfidarvi a colpi di click sui mouse o di ditate su uno schermo: il futuro degli scacchi come eSport è radioso!

7 thoughts on “Per fortuna che c’è il CIO!

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  1. Attenta Mrs P, se le caratteristiche che configurano gli sport saranno quelle che ipotizza il CIO, rischi di finire a Sant’Elena!
    Scherzi a parte, mi sembra che siamo in una situazione abbastanza netta (almeno apparentemente): se prevarrà l’opinione della Corte di Giustizia Europea (sport= attività fisica rilevante), scacchi, bridge, e-game e simili non dovrebbero considerarsi sport; se invece prevarrà la tesi abbozzata dal CIO (sport= preparazione e allenamento intenso), la schiera degli sport si allargherebbe a chissà quante altre attività.
    Ma il nostro CONI ha detto o dirà qualcosa? E la FSI? E, soprattutto, la FIDE?
    Personalmente non credo che si uscirà presto dalla situazione, con una soluzione chiara e largamente accettata del problema.
    PS: il tutto è nato per dirimere una controversia di natura fiscale in Inghilterra, visto che le discipline definite “sportive” godono di esenzioni. Gira e rigira, i soldi sono sempre uno dei motori principali degli accadimenti

  2. Buon pomeriggio Mrs P e Fabrizio,

    mi piacciono entrambi, per motivi differenti, i vostri commenti; ovviamente il mio parere conta poco e se conta qualcosa conta soltanto per uno, cioè per me stesso.

    Credo che la FIDE (Federazione Internazionale degli Scacchi), pur con le sue 171 Federazioni nazionali associate (dati al dicembre 2010), la sua storia (dal 1924) e quella del nostro gioco millenario, abbia numeri considerevolmente minori rispetto a quelli relativi agli eSports.

    Sono andato a cercare qualche notizia in lingua italiana che riporto qui di seguito:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Giochi_Elettronici_Competitivi
    “Giochi Elettronici Competitivi (GEC) è il settore sportivo italiano di ASI che si occupa di sport elettronici a livello competitivo disciplinando i giocatori, le multigaming, le sale LAN, gli organizzatori di eventi e supportando le aziende e i brand presenti sul territorio italiano.
    Ad agosto 2016 GEC conta più di 50 associazioni affiliate, oltre 20.000 atleti tesserati e più di 250 tornei ufficiali in Italia.”
    Storia
    “GEC nasce in occasione della conferenza stampa tenutasi il 27 ottobre 2014 durante la quale ASI – ente di promozione sportiva riconosciuta dal CONI – ha ufficialmente riconosciuto Giochi Elettronici Competitivi organizzazione responsabile della regolamentazione degli eSports in Italia.”

    https://it.wikipedia.org/wiki/International_World_Games_Association
    “La International World Games Association (Federazione internazionale giochi mondiali) anche nota con l’acronimo IWGA, è una federazione internazionale affine al CIO che organizza ogni quattro anni dal 1981 la manifestazione multisportiva denominata Giochi mondiali.”
    Le federazioni affiliate
    “La IWGA raccoglie al suo interno le 32 federazioni internazionali i cui sport, sebbene ufficialmente riconosciuti dal CIO, non sono ancora ammessi ai Giochi olimpici. Tuttavia il CIO è attento agli eventi dei Giochi mondiali e, periodicamente, alcuni di questi sport conquistano la nobiltà olimpica, conseguentemente uscendo dal programma dei Giochi mondiali. In grassetto le federazioni riconosciute dal CIO. Nel 2012 l’AMF è stata legata alla iscrivendosi organizzazione del futsal sportiva entra come ospite nei giochi che si terrà nella città di Cali, in Colombia, per un totale di 33 federazioni registrate con IWGA”.

    Quanto possano esserne interessate le aziende del settore lo si capisce perfettamente; quanta economia riescono a muovere annualmente si può anche riuscire a trovare… gli scacchi riescono a fare altrettanto ? Non mi pare… Sia chiaro: purtroppo per gli scacchi non mi pare…

    1. “Quanto possano esserne interessate le aziende del settore lo si capisce perfettamente; quanta economia riescono a muovere annualmente si può anche riuscire a trovare… gli scacchi riescono a fare altrettanto ? Non mi pare… Sia chiaro: purtroppo per gli scacchi non mi pare…”
      Caro Roberto, grazie dell’analisi della situazione; già lo sospettavo, ma mi hai convinto ancor di più che la definizione di “sport” che probabilmente prevarrà sarà: “attività, più o meno giocosa, diffusa largamente e che prevede un ritorno economico significativo per produttori e organizzatori del settore”.
      Aspetto con ansia le prime olimpiadi dei supermercati (gare di velocità nel riempimento del carrello, corsa col carrello più pesante, scelta della cassa più rapida, ecc,ecc)?

  3. Evidentemente altre associazioni/federazioni si danno molto da fare ed hanno orecchie ed occhi aperti sul futuro. Gli scacchi, invece, non sono mai usciti (soprattutto in Italia) dal quell’angusto recinto che ha fatto sempre comodo agli “addetti ai lavori”.

  4. Non sono bravo come voi a parlare-spiegare, ho commentato su Facebook e non mi sono piaciuto , meglio se stavo zitto.
    Quello che non capisco che la Commissione europea sprona i Stati membri ad inserire gli scacchi come disciplina scolastica vuol dire che gli scacchi hanno un valore altissimo per la formazione degli stdenti. Ma il gioco degli scacchi con l ‘atletica leggera possono andare a braccetto? Allo sport di squadra puo essere utile il gioco degli scacchi? Direi proprio di si. Ma la FSI dove la metiamo ? Dentro o fuori dal CIO?
    Grazie per l’ospitalità. Ciao.

    1. La discussione sugli scacchi sport o non sport va avanti da tempo e ovviamente gira tutta attorno alla definizione che diamo della parola “sport”, Pino. Se guardiamo l’aspetto della competizione agonistica gli scacchi sono uno sport, se guardiamo la componente legata all’attività fisica non lo sono, se guardiamo l’aspetto educativo/ricreativo lo sono certamente, se guardiamo l’aspetto della necessità di allenamento atletico non lo sono. Il CIO considera gli scacchi uno sport secondo la loro definizione (e infatti la FSI è all’interno del CONI), la CGUE no, perchè usa un’altra definizione (e lo fa per dirimere una questione fiscale, non filosofica).
      Tutto ciò non cambia nulla della considerazione che gli scacchi hanno come attività (sportiva o no) sia educativa sia formativa.
      Qualche giorno fa su La Stampa il presidente della Fitarco (Federazione italiana di tiro con l’arco) ha scritto quello che pensa della possibile integrazione degli eSports nelle discipline olimpiche. Ecco, mi piacerebbe leggere qualcosa di simile da parte della FSI.

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