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L’appello al presidente russo da parte degli scacchisti russi

The aftermath (Florian Renner)

(UnoScacchista)
Nei giorni scorsi anche noi del Blog abbiamo toccato il più importante e delicato problema internazionale di questi giorni, e forse di questi anni (e forse di questo secolo).
La guerra è sempre qualcosa di orrendo, chiunque la inizi in qualunque parte del mondo. Ma questa guerra, derivata dall’incomprensibile invasione russa dell’Ucraina, pertanto in Europa e non lontano da casa nostra, ed inoltre accompagnata da un’adombrata e assurda minaccia di uso di armi atomiche, è più tremenda di altre e rischia di diventare ancora più tremenda.

Torniamo oggi sul tema in quanto ieri l’altro, 3 marzo, è apparso su vari siti un inatteso e coraggioso appello al Presidente della Russia Vladimir Putin da parte di tantissimi fra i più noti giocatori (e non solo giocatori) russi di scacchi.

La lettera è stata pubblicata sul sito russo “championat.ru”, in un post a firma di Yana Metlyova, preceduta da una semplice riga di presentazione, questa: “I principali giocatori di scacchi russi hanno lanciato un appello ufficiale al presidente russo Vladimir Putin”.

La lettera è stata quindi ritwittata (senza commenti) dalla Federazione Scacchistica Russa e poi dalla FIDE. L’hanno subito ripresa i principali siti scacchistici del mondo come “chess24.com”, in un post a firma di Leon Watson, e “chess.com“, in un post a firma di Sam Copeland.

In Italia sono stati seguiti dal vice caporedattore de “Il Sole 24 Ore”, Franco Sarcina. Franco l’ha immediatamente ripubblicata sul sito del giornale, col titolo “Appello per la pace degli scacchisti russi” e ci ha informato attraverso una gentile mail. “Mi sembra una lettera importante”, ci scrive Franco, che è un nostro affezionato lettore e che si definisce simpaticamente “dilettantissimo scacchista”.

E’ vero, Franco ha ragione, è molto importante questa ‘lettera aperta’ perché non ci risulta che altri organismi sportivi di Russia abbiano preso nelle stesse ore un’analoga coraggiosa iniziativa, tra l’altro in un momento in cui la Presidenza russa tutto vorrebbe fuorché dissidenze interne, com’è stato dimostrato dai “fermi” operati nei giorni scorsi dalla polizia addirittura di un’anziana ottantenne che a San Pietroburgo manifestava per la pace, Yelena Osipova, sopravvissuta all’assedio nazista di Leningrado, o da quelli di due madri moscovite, Ekaterina e Olga, e delle loro 5 bambine, semplicemente ‘colpevoli’ di aver lasciato delle rose davanti ai cancelli dell’ambasciata ucraina.

Yelena Osipova

Ieri mattina la Duma (il parlamento russo) ha approvato una legge che di fatto ripristina in Russia una totale censura di Stato, soffocando ogni “voce libera” sui media e introducendo la responsabilità criminale per la diffusione di false informazioni sulle forze armate russe: in base alla gravità del reato sono previste multe e anche la prigione (si rischiano fino a 15 anni di carcere).

Ci pare tutto un incubo, invece è la triste e assurda realtà. Adesso tutti ci accorgiamo quanto avesse ragione Garry Kasparov …

L’inverno sta arrivando (“Winter is comin”), scritto da Garry Kasparov ed uscito nel 2015 (2016 in Italia)

Pubblichiamo anche noi qui il testo dell’appello degli scacchisti russi, nella traduzione dell’amico Franco:

Appello al Presidente della Federazione Russa (*) dei giocatori di scacchi russi.

“Ci opponiamo alle azioni militari sul territorio dell’Ucraina e chiediamo un cessate il fuoco tempestivo e una soluzione pacifica del conflitto attraverso il dialogo ei negoziati diplomatici. È insopportabilmente doloroso per noi vedere la catastrofe che sta accadendo in questi giorni ai nostri popoli.
Abbiamo sempre giocato per la Russia in gare individuali e, con particolare orgoglio, in squadre. Crediamo che gli scacchi, come gli sport in generale, debbano unire le persone. I tornei internazionali più difficili e prestigiosi si sono svolti nel nostro Paese ai massimi livelli anche in piena pandemia.

Gli scacchi insegnano la responsabilità delle proprie azioni; ogni passo conta e un errore può portare a un punto fatale di non ritorno. E se si è sempre trattato di sport, ora è in gioco la vita delle persone, i diritti e le libertà fondamentali, la dignità umana, il presente e il futuro dei nostri Paesi.

In questi tragici giorni, pensiamo a tutte le persone che si sono trovate al centro di questo terribile conflitto. Condividiamo il dolore con i nostri colleghi ucraini e chiediamo la pace.

La squadra di scacchi ucraina è la campionessa europea in carica, una delle migliori squadre al mondo insieme alla nostra. Abbiamo giocato con loro centinaia di partite. Abbiamo sempre messo lo scontro leale al di sopra della politica e gli ucraini ci hanno risposto nel medesimo modo.

Vi chiediamo di dare alle squadre, ai giocatori e alla gente comune di entrambi i Paesi una possibilità di rispetto reciproco.

Siamo per la pace. Fermate la guerra!”

(*) il “Presidente della Federazione Russa” è Putin, in quanto “Federazione Russa” è chiamata la Russia.

Il sito “championat.ru” riporta di seguito la lista dei firmatari, accostando ai nomi un sintetico profilo.

(Jacques Cardon)

Trascriviamo il tutto:

La petizione è stata firmata da:

Sono davvero tanti. Manca qualche nome, è vero, e potrete scoprire da soli chi è. Mancano soprattutto Karpov e Karjakin, ma non c’è da meravigliarsi, considerata la loro storica e acritica fedeltà ai governi russi. In particolare Anatoly Karpov, in qualità di parlamentare nella attuale Duma, ha votato stamane la legge sulla censura sopra citata.

E’ notizia di ieri pomeriggio che anche Twitter e Facebook sono stati censurati in Russia, di fatto togliendo ai cittadini russi il modo per ottenere informazioni indipendenti dai canali controllati dal governo russo e da Putin.


Noi del Blog, oltre ad avervi informato dell’iniziativa del folto gruppo di scacchisti russi, non possiamo che condividerla pienamente, ma temiamo davvero di non essere ascoltati. Pertanto proviamo ad abbracciare anche l’altro appello, rivolto ad altre (probabilmente più ragionevoli) persone, ovvero l’appello ai soldati russi della magnifica nonnina di San Pietroburgo, Yelena Osipova, che sui suoi cartelli sequestrati aveva scritto così:

Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un eroe”.

Monument (Pawel Kuczynski)
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