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Velimirovic il Tal jugoslavo, ovvero “l’uomo che aveva troppo talento”

(Riccardo Moneta)
Il 22 maggio del 2014 si spegneva a Belgrado, all’età di 72 anni, il grande maestro serbo Dragoljub Velimirović, da alcuni chiamato anche “il Tal jugoslavo” per i suoi virtuosismi nell’attacco e per la sua predilezione verso posizioni difficili e a doppio taglio.

Velimirovic era nato il 12 maggio del 1942 nella graziosa cittadina termale di Valjevo (Serbia), ma visse a Belgrado fin dalla prima infanzia. Lì infatti la famiglia decise di trasferirisi proprio per dare le migliori opportunità di crescere ed affermarsi al giovane scacchista Dragoljub, il quale scherzosamente avrebbe poi raccontato che gli scacchi gli erano già familiari dalla nascita. Vero! La madre infatti, Jovanka Petrovic Velimirovic (1910-1972), è stata la prima campionessa di scacchi femminile jugoslava.

Negli anni Cinquanta del ‘900 c’era un grande fervore scacchistico a Belgrado, maestri e maestri internazionali spuntavano come funghi. Il motivo? Semplice: dopo la fine della seconda guerra mondiale la popolarità del nostro gioco in Jugoslavia era sospinta dal suo leader, Josip Broz detto “Tito”, il quale pare adorasse gli scacchi e sapesse anche giocare dignitosamente. Inoltre crescevano gli imitatori del più forte giocatore di scacchi del Paese, quello Svetozar Gligoric che tra l’altro aveva avuto parte attiva nelle vicende belliche e che, anche in conseguenza di ciò, poté godere del favore dei vertici del partito che dal novembre del 1945 guidava la Repubblica Federale Popolare di Jugoslavia. Di Gligoric abbiamo parlato in “Il “Caffè Corona Verde” e i pezzi di sughero di Gligoric“.

Posso ricordare alcuni nomi tra i più noti scacchisti slavi del periodo: Ivkov, Parma, Trifunovic, P.Nikolic, Rajkovic, Ljubojevic, Marovic, Marjanovic, Cvitan, Matanovic, Matulovic, Janosevic, Planinc, Rukavina, Raicevic, Kurajica … la concorrenza era spietata!

Nel 1960 Velimirovic già giocava la finale del campionato assoluto slavo (l’avrebbe giocata in tutto ben 20 volte!), e otteneva un sorprendente terzo posto. Vincendo la Coppa jugoslava nel 1962 divenne maestro nazionale, ma dovette attendere i primi anni ’70 per conquistare i titoli di  Maestro internazionale e di Grande Maestro. Furono quelli i suoi migliori anni, con il secondo posto a Skopje nel 1971 (dietro Polugaevsky) e la vittoria a Vrnjacka Banja nel 1973. Un altro gran bel torneo fu per lui il “5° Liberazione” di Novi Sad 1976, dove (p.10/15) fu preceduto dal solo Smejkal, ma lasciò dietro di sé nomi quali Hort, Sax, Gligoric, Ivkov e Olafsson.

Veimirovic all’interzonale di Mosca 1982 (Foto di B.Dolmatovsky)

Velimirovic vinse due volte il campionato jugoslavo (1970 e 1975) e altre due volte fu 2° (1981 e 1984). Con la squadra nazionale vinse pure due volte il campionato europeo (1973 e 1977). A proposito di campionati europei, in questa manifestazione nel 1970 giocò quella variante contro la Difesa Siciliana, con ‘Ac4’ e ‘g4’, che da quel momento prese il nome di “Attacco Velimirovic”. Ne fu celebre vittima, tra i primi, il fortissimo sovietico Leonid Stein.

Garry Kasparov nel suo libro Revolution in the 70s scrive di aver affrontato il G.M. slavo nell’ultimo turno dell’interzonale di Mosca 1982: “Ho scelto la Caro Kann contro di lui, non volevo rischiare di giocare la Difesa Siciliana…”. E così si esprimeva sul gioco dello slavo:

E’ vero che a volte i colpi spettacolari di Velimirovic avevano più clamore che forza, ma ciò poteva essere scoperto solo analizzando a casa. Allo stesso modo, giocare in modo così rischioso, cercando continuamente “l’impossibile”, comporta un grande dispendio di energie, non è molto pratico e nuoce alla possibilità di ottenere un miglior risultato sulla scacchiera”.

Velimirovic prese parte alle Olimpiadi sei volte, dal 1974 al 1990, e a Nizza 1974 vinse la medaglia d’argento con 9 punti su 12. Gli mancò soltanto, per fare un ulteriore salto di qualità, forse una sufficiente solidità e continuità di rendimento, forse quella praticità cui accennava Kasparov, che potessero evitargli le delusioni che gli avrebbero portato i due tornei Interzonali ai quali si qualificò, nel 1979 e nel 1982.

Pubblicò molte analisi sul Gambetto Göring nella sezione sulle aperture (Teoriski Bilten) della principale rivista jugoslava, Sahovski Glasnik.

Una sua bella partita che mostra bene le insidie micidiali dell’Attacco Velimirovic è la seguente:

Dragoljub Velimirovic – Jovan Sofrevski
Campionato Jugoslavo 1965, Titograd 02.12.1965

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Una travolgente partita di “Drago” è quest’altra, giocata in occasione di un match fra URSS e Jugoslavia, una Siciliana ‘Paulsen’:

Dragoljub Velimirovic – Evgenij Vasjukov
Match URSS-Jugoslavia, Tbilisi 29.11.1973

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Gli ultimi tornei importanti vinti dal G.M. jugoslavo (serbo dal 1990) sono stati quelli di Titograd 1984 (alla pari con Korchnoi e davanti a Tal), Vrsac 1985 (8,5 su 11) e (alla pari con Ehlvest a 8/11) ancora Vrsac 1987. Un particolare accomuna questi ultimi due tornei, ovvero la scadente e sorprendente prova dei rappresentanti sovietici, che in quegli anni erano favoritissimi in qualunque occasione: Gavrikov e M.Gurevich non andarono oltre il 5° e 7° posto nel 1984, mentre nel 1987 Tseshkovsky e Geller si piazzarono solo al 7° e 9° posto, bloccati dalla muraglia slava.

Velimirovic ritratto da Vladimir Jagr

Velimirovic venne pure a giocare in Italia, a Reggio Emilia nel 1984, quando si classificò sesto con 5,5 su 11. In Italia era stato anche nel 1981, occasione in cui fu uno dei ‘secondi’ di Viktor Korchnoi nel suo match di Merano con Karpov. Korchnoi aveva una grande ammirazione per lo stile di Velimirovic.

Il G.M. paraguayano Zenòn Franco Ocampos pubblicò, a un anno esatto dalla morte di Dragoljub, un articolo sul quotidiano “ABC Color Asunciòn”. In questo richiamava un altro articolo, apparso il 12 febbraio 2010 su “The Huffington Post” a firma del G.M. Lubosh Kavalek e intitolato “L’uomo che aveva troppo talento”. Eccone un capoverso:

“… Dragoljub Velimirovic è stato uno degli attaccanti più feroci e temuti, sempre alla ricerca dell’impossibile. Il suo stile di gioco fantasioso è stato paragonato a quello del campione del mondo Mikhail Tal, formidabile, pieno di sorprese. Il suo stile di gioco era unico, audace e spesso camminava sul filo del rasoio… Amava creare confusione sulla scacchiera, fiducioso sempre di poter trovare una bella via d’uscita da una brutta situazione. Aveva abbastanza talento per riuscirci, forse “troppo talento”, come lo definì una volta Bobby Fischer mentre discutevamo del gioco del gran maestro e campione serbo…”.

Una curiosità per concludere. Nel 2001 fu pubblicato un libro dal titolo “Le 60 migliori partite di Nona Gaprindashvili” in occasione del sessantesimo compleanno della campionessa georgiana. Conteneva 59 sue vittorie ed un pareggio.

Qualcuno chiese a Nona quale fosse delle 60 partite quella che ricordava con più piacere. E Nona rispose: “L’unica patta, quella con Velimirovic”. E continuò nella descrizione delle fasi salienti della partita: “Velimirovic aveva sacrificato un pezzo per tre pedoni e voleva prendere anche il quarto, ma io l’ho tenuto, ho complicato il gioco, … e ho avuto la fortuna di trovare una difesa tattica incredibile. Tutte le altre partite erano terminate, i giocatori si erano affollati attorno al nostro tavolo, e quando non c’era più nulla e abbiamo concordato la patta, sono scoppiati gli applausi. Successivamente in molti hanno analizzato quel gioco, ma nessuno è riuscito a trovare la via della vittoria per Velimirović, sebbene avesse l’iniziativa. E dalla Federazione scacchistica dell’URSS quella partita ricevette il premio come la migliore di quell’anno”.

Velimirović è stato sempre fedele al suo stile di gioco (e ovviamente all’apertura di Re), ed è rimasto attivo negli scacchi fino agli ultimi anni della sua vita, terminata dopo una lunga malattia. Ha tenuto spesso simultanee, conferenze, sedute di studio e di allenamento con i giovani e soprattutto con principianti. Nella storia degli scacchi del suo Paese troverà sempre un meritato capitolo, così come ineliminabile resterà il suo nome in quel celebre attacco contro la Difesa Siciliana.


Foto sotto il titolo dal sito  https://chess-boom.online/dragoljub-velimirovich/
Vi si riconoscono note figure in piedi intorno ai due contendenti Velimirovic e Andersson.

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