Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Il “Caffè Corona Verde” e i pezzi di sughero di Gligoric

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(Riccardo M.)
Il filosofo greco Epitteto disse che la ricchezza non consiste nell’avere tante cose, ma nel desiderarne poche. Il desiderio più grande del piccolo Svetozar Gligoric, nato in una modestissima famiglia di Belgrado il 2 febbraio del 1923, era quello di diventare un bravo giocatore di scacchi.

Ma come poterci riuscire, se a casa non c’era neppure una scacchiera con i pezzi?

Qualche anno fa lessi che il dodicenne indiano Praggnanandhaa Rameshbabu era divenuto il secondo più giovane grande maestro di sempre, mentre nel 2002 ci informarono che l’ucraino Sergej Karjakin divenne il più giovane grande maestro della storia degli scacchi, all’età di 12 anni e 7 mesi. Può essere che questi record siano stati perfino battuti. Non lo so, e non sono qui per fare statistiche ma solo per ricordare che quando si confrontano i giocatori di un tempo con quelli di oggi non si può prescindere dal tenere a mente qualche particolare di rilievo come questo.

Svetozar Gligoric fu il più forte, o uno dei più forti, giocatori jugoslavi di sempre (ai suoi tempi esisteva la Jugoslavia unita). Però Svetozar, a differenza di Praggnanandhaa e di Karjakin e di migliaia di altri scacchisti dei nostri giorni, quando aveva 12 anni non possedeva nessuna scacchiera: provava via via ad imparare le regole di quello strano gioco sbirciando attraverso le vetrate del Caffè Corona Verde di Belgrado, dove erano soliti riunirsi alcuni avventori con le loro scacchiere.

Già ve ne accennai in un mio precedente articolo, “I due insuccessi di Gligoric“.

Guardava, il piccolo “Gliga”, come lo chiamavano gli amici, e imparava … finché un giorno uno di questi scacchisti gli chiese se volesse entrare nel Caffè e fare una partita con lui. Gliga si fece coraggio: entrò e, nient’affatto emozionato, lo batté. Euforico, quando tornò a casa si mise a costruire una scacchiera di legno con dei pezzi di sughero. E finalmente qualche mese più tardi poté partecipare nella sua scuola ad un vero torneo di scacchi. Arrivò al secondo posto.

Una via di Belgrado negli anni ‘30

Nel 1937, a 14 anni, giocò nel Campionato giovanile di Belgrado. Vinse tutte le partite del suo girone e incontrò in semifinale un ragazzo che pure aveva vinto tutte quelle del suo. Ecco un episodio che raccontava Svetozar: “Gli diedi scacco matto, ma il ragazzo mi guardò con le lacrime agli occhi; io mi commossi, gli consentii di ripetere l’ultima mossa e alla fine persi la partita. Per fortuna l’arbitro del torneo aveva visto la mossa irregolare e decise di ammetterci entrambi al girone finale: arrivai primo”.

Nel 1939, a 16 anni, era il più giovane partecipante al Campionato nazionale giovanile, ma non gli fu semplice convincere la madre (il padre era già morto da alcuni anni) a lasciarlo andare a Zagabria a parteciparvi. Gliga giocò bene e vinse il torneo: per premio c’erano 1.500 dinari, grazie ai quali poté aiutare la madre per l’acquisto dei libri di testo del successivo anno scolastico e poté finalmente acquistare una vera scacchiera, mettendo da parte quei suoi amati pezzi di sughero.

Purtroppo la nuova scacchiera dovette restare inutilizzata in un cassetto per tanto tempo: la vita costrinse il ragazzo ad attraversare altri momenti difficili: Gliga perse anche la mamma e si trasferì presso amici di famiglia in Montenegro. Poi scoppiò la guerra e il Caffè Corona Verde nell’aprile del 1941 rimase distrutto sotto i bombardamenti tedeschi di Belgrado. Svetozar si unì ai partigiani montenegrini, nel reparto fucilieri.

Ritrovò gli scacchi soltanto alla fine del conflitto mondiale, insieme ad un mondo diverso, senza più pezzi di sughero e senza più il Caffè Corona Verde. Scoprì però che quello degli scacchi era rimasto ancora il suo desiderio più grande, nonostante l’interesse per altri sport e discipline (calcio, nuoto, pianoforte) e per il giornalismo.

Fu soltanto nel 1947, a 26 anni, che poté finalmente misurarsi con i famosi grandi maestri sovietici. Si era a Varsavia. L’esito della manifestazione fu imprevedibile e determinò la scelta definitiva nella carriera di Svetozar: vinse il torneo con 8 punti su 9 (7 vittorie e due patte), precedendo di ben due punti i sovietici Isaac Boleslavsky e Vassilj Smyslov e i due cecoslovacchi Ludek Pachmann e Jaroslav Šajtar. Sensazionale fu la vittoria contro Smyslov, coi colori neri, una Catalana giocata alla grande dallo jugoslavo e che in pratica fu decisiva per il primato.

Svetozar Gligoric ottenne il titolo di G.M. solo nel 1951, all’età di 28 anni. Aveva iniziato ad inanellare una lunga serie di successi, che lo portarono ai primi posti delle classifiche mondiali fino, almeno, al 1974: Mar del Plata (1950 e 53), Hastings (1952, 60 e 61), Dallas (1957), Sarajevo (1961 e 62), Manila (1969), Belgrado (1971), Berlino (1971), Lone Pine (1972 e 79), Los Angeles (1974), Montilla (1977), Osijek (1978), oltre ad una serie innumerevole di buoni piazzamenti. Nel Torneo dei Candidati del 1968 fu battuto da Tal col punteggio di 4-6.

Fu per 11 volte campione di Jugoslavia e per 38 anni iscritto al club belgradese del Partizan. Vinse complessivamente 65 tornei; l’ultimo lo giocò all’età di 79 anni, dedicandosi poi al giornalismo, facilitato dalla conoscenza di diverse lingue. Di lui non si possono dimenticare gli splendidi articoli di fondo che venivano pubblicati negli anni ’80 dalla “L’Italia Scacchistica” e che resteranno fra le gemme più brillanti della storia del nostro mensile.

Gligoric vinse 6 medaglie ai campionati europei a squadre (di cui 4 d’oro) e ben 14 alle Olimpiadi. Totalizzò 60 punti in 78 partite nelle cinque Olimpiadi alle quali prese parte, risultando (così fu scritto) l’olimpionico jugoslavo di maggior successo di tutti i tempi.

I desideri di quel modesto bambino dodicenne che, povero ma ricco dentro, nel 1935 si appiccicava affascinato alle vetrate del belgradese “Caffè Corona Verde” e costruiva con le sue mani dei pezzi di sughero, erano stati completamente esauditi.

Vi presento qui una sua istruttiva partita. I commenti sono quelli dello scacchista viennese Hans Müller (1896-1971), che l’aveva seguìta dal vivo e del quale veniva  giustamente apprezzata la capacità di descrivere con chiarezza e semplicità lo svilupparsi delle idee di gioco.

S.Gligoric – A.Matanovic
Zagabria 5.11.1955

Un capolavoro strategico!

Svetozar Gligoric morì a Belgrado il 14 agosto del 2012. Aveva 89 anni. Fu sepolto fra i Grandi del Nuovo Cimitero di Belgrado e al suo funerale partecipò anche l’allora primo ministro Ivica Dačić.

“Gliga” rimane una figura leggendaria degli scacchi di Belgrado e della Serbia.

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