Emanuel Schiffers, il “maestro degli scacchi di Russia”
(Riccardo Moneta)
Forse i motori di oggi diranno che 16. ♖e8!?!! non è la mossa migliore. Forse. Boh! Ma a noi che importa? Noi vogliamo vedere bellissime mosse perché a scacchi vogliamo anzitutto divertirci, e 16. ♖e8!?!! è una mossa bellissima.
Di cosa stiamo parlando, mi chiederete. Sì, forse non tutti si ricordano della partita
Schiffers-Harmonist
dal Torneo di Francoforte 1887. Un peccato. E allora eccola qua:
Emanuel Schiffers era nato a San Pietroburgo il 4 maggio del 1850, esattamente 176 anni fa, da genitori prussiani colà emigrati nel 1819, e nella stessa città morì il 12 dicembre del 1904. Aveva studiato al liceo classico, ma poi si dedicò alla fisica e alla matematica, laureandosi nel 1871, anno in cui ottenne la cittadinanza russa. Divenne un insegnante privato.
Intorno ai 15 anni aveva imparato il gioco degli scacchi nei locali del celebre Café Dominik e a 20 riusciva a sconfiggere tutti i migliori giocatori di Russia, da Alapin a Mitropolsky a Shumov. Nel 1873 batteva Chigorin dandogli il vantaggio di un Cavallo. Potremmo ben dire che nel quinquennio 1873-1878 Schiffers non abbia avuto rivali in Russia; però l’allievo Chigorin stava compiendo giganteschi progressi, che gli consentirono di prendersi rivincite su di lui negli anni successivi e in particolare nel 1880. Alla fine dei tempi lo score fra i due avrebbe visto prevalere nettamente Chigorin con 39 vittorie contro 18 sconfitte (e 15 patte).
Schiffers al Café Dominik era molto rispettato quanto stimato, rispettato anzitutto per il suo portamento fiero e la sua corporatura alta e robusta (quasi 2 metri, si diceva) sormontata da una folta capigliatura, stimato per i modi solitamente corretti e gentili.
Dopo un match vinto 5 a 4 contro Andrei Chardin, Emanuel Schiffers venne considerato il campione di Russia e pian piano si diffuse l’abitudine di chiamarlo “il maestro degli scacchi di Russia”.
Purtroppo Schiffers non ebbe una carriera internazionale molto felice, da un lato perché assai ostacolato dal vizio dell’alcool, dall’altro per aver iniziato a partecipare a tornei mondiali (ne giocò 8 in tutto) quando ormai stava evidenziando un certo declino, ovvero sul finire degli anni ’80, il primo a Francoforte 1887 (dove fu 10° su 21) e l’ultimo a Colonia 1998. Forse non era un giocatore troppo adatto ai tornei, ma seppe dimostrare ancora il suo valore quando nel 1896 a Rostov sul Don ben si difese in un match contro l’ex campione del mondo Steinitz, cui cedette solo per 6,5 a 4,5, e quando ad Hastings nel 1895 si classificò ottimo sesto, dietro i monumentali Pillsbury, Chigorin, Lasker, Tarrasch e Steinitz.
Tra il 1894 e il 1898, mentre teneva conferenze e lezioni, pubblicava numerosi articoli nello Shakhmatnyi Zhurnal, una rivista da lui diretta, articoli che intendeva raccogliere in un libro la cui pubblicazione aveva programmato per il 1904. Non ci riuscì, in quanto sul finire dell’inverno di quell’anno si ferì molto gravemente cadendo da una finestra (qualcuno scrisse che era ubriaco …). Non riuscì più a riprendersi e morì il 12 dicembre di quell’anno. Il suo libro, Samouchitel Shakhmatnoi Igry, che raccoglieva ben 675 sue partite, fu pubblicato postumo nel 1906 e fu in assoluto il primo manuale di scacchi in lingua russa.
Emanuel Schiffers, nonostante fosse ritenuto dai suoi contemporanei “il maestro degli scacchi di Russia”, non fu molto fortunato nemmeno dopo la morte, dal momento che per tanti decenni venne completamente, o quasi, ignorato dal movimento scacchistico di quella nazione, che probabilmente (dopo le due guerre mondiali) non seppe mai perdonargli le sue origini tedesche.
Ecco, per concludere, una divertente miniatura che risale agli anni migliori di Schiffers:
Zhusman – Schiffers
San Pietroburgo 1876