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Miron James Hazeltine, il pioniere

Miron James Hazeltine

(Mario Spadaro)
Miron James Hazeltine (Rumney, New Hampshire, USA, 13-11-1924 / Thornton, New Hampshire, USA, 24-02-1907), di origine tedesca era figlio di James Hazeltine e di Lydia Steams.

Nell’autunno del 1847 entrò nell’Amherst College gymnasium, ma un giorno rimase gravemente ferito nella palestra della scuola, infortunio che lo rese quasi invalido per il resto della sua vita, per cui dovette lasciare il college nella primavera del 1849.

Non vi è certezza che abbia completato gli studi scolastici, però nel 1848 imparò lì a giocare a scacchi e continuò a progredire in seguito a Lowell nel Massachusetts, dove iniziò a studiare giurisprudenza in uno studio legale, rimanendovi per quattro anni.

Andò poi a New York e nel 1854 si iscrisse al New York Chess Club; dal 1859 al 1861 fu preside del Clinton Istitute, una scuola privata di studi classici (Hazeltine che era uno studioso dei classici, fece una traduzione metrica di Anacreonte dal greco); in seguito spostò la sua residenza al «The Larches» a Campton Village, nel New Hampshire, dove fu giudice di pace e notaio dal 1871; infine si trasferì a Thornton, nel New Hampishire, dove morì.

Politicamente fu un democratico e nelle opinioni religiose fu un unitariano, poiché aderiva al movimento religioso nato all’interno del cristianesimo protestante, che rifiuta il dogma della Trinità.

Si era sposato a Waterville, il 20 luglio del 1853, con Hanna M. Bryant, poetessa e parente di William Cullen Bryant (poeta romantico, giornalista e direttore del New York Evening Post), restando uniti in matrimonio per 54 anni (fino alla morte di Miron) ed ebbero sette figli.

Il professor Miron J. e la signora Hannah Bryant Hazeltine nel 1861, quando erano a capo di una scuola rinomata in West 23rd Street, New York City. [source ChessHistory]
Nel 1856 iniziò a scrivere una colonna di scacchi sul New York Clipper, che continuò ad essere pubblicata per più di cinquanta anni (fino alla sua morte), evento storico che costituisce un record di longevità.

Per tutti questi anni Hazeltine preparò i suoi contributi settimanali, tranne in cinque occasioni in cui gli fu impedito accidentalmente di farlo di sua mano.

Nella rubrica del 28 dicembre 1872 pubblicò il risultato del match telegrafico tra la squadra di Hartford e quella di Springfield, vinto da Hartford grazie alla signora Gilbert, che vinse entrambe le partite (Ellen Gilbert, la regina degli scacchi).

The Chess and Draughts Columns of The New York Clipper Vol.6 pag.267

Si ritiene che sia stato il primo articolista ad avere eliminato la parola «to» nella trascrizione delle mosse scacchistiche, sostituendola con un trattino, semplificando lievemente la macchinosa notazione descrittiva in uso a quel tempo (personalmente ritengo che l’idea gli venne per avere un poco di spazio tipografico in più, sulla ristretta concessione che gli editori di giornali concedevano a chi si occupava di attività ricreative e di svago).

Viene considerato come uno dei pionieri degli scacchi negli Stati Uniti, anche perché insieme a Daniel Willard Fiske, fondò la rivista «The Chess Monthly» nel 1857.

Inoltre ha collaborato con il «New York Saturday Courier», il «Porter’s Spirit», il «Telegraph» (Mascon, Georgia), l’«Union Democrat» (Manchester, New Hampshire), l’«Enterprise» (Muskegon, Michigan), l’«Herald» (Bayonne, New Jersey) ed il «Vox Populi» (Lowell, Massachusetts).

Scrisse tre libri di scacchi:

Il primo, «Dime Chess Instructor», nel 1859-60.

Frontespizio del libro Chess Instructor

Il secondo, «The Clipper Chess Problem Tournamernt», nel 1860-61.

Frontespizio del libro The Clipper Chess Problem Tournament

Il terzo, «Brevity ands Brilliancy in Chess», nel 1866.

Frontespizio del libro Brevity ands Brilliancy in Chess

Inoltre compilò la parte pratica del «Marache’s Manual of Chess» e fu assunto dall’editore Robert M. De Witt per completare «Morphy’s Match Games», iniziato da Charles Stanley, il quale non lo aveva portato a termine per i suoi problemi di alcolismo.

Possedeva una vasta biblioteca scacchistica, che incrementava con dei volumi unici, creati da lui raccogliendo con pazienza certosina i ritagli di giornali di tutto il mondo, contenenti notizie di qualsiasi genere sugli scacchi.

Chiamava questi volumi Chess Scrap-Book (libri di ritagli di scacchi), oppure miscellanee, collezionandone centinaia (uno degli Scrap-Book che sono riuscito a reperire è denominato Vol.107), ma ve ne sono anche di numerazione successiva.

Frontespizio dello Chess Scrap-Book Vol.44 con autografo di Hazeltine
Frontespizio dello Hazeltine papers. Vol. 1 miscellaneous papers relating to chess

In un Volume denominato «Hazeltine papers. Vol. 1 miscellaneous papers relating to chess», ho trovato una lettera della Gazzetta del Popolo (Venezia 1884) di sostegno alla Nuova Rivista degli Scacchi, in quell’anno edita a Roma, che annunciava la creazione di due colonne di scacchi sul giornale.

Lettera della Gazzetta del Popolo (Venezia 1884)

La lettera riporta i timbri di Venezia, Bologna Ferrovia, New York e Campton Village N.H. ed è indirizzata a Miron J. Alzettine The Larches Campton, e con inchiostro rosso è aggiunto Campton Village N.H. (a dimostrazione che il nostro uomo aveva contatti anche con l’Italia).

Timbri postali della lettera della Gazzetta del Popolo (Venezia 1884)

Dare un giudizio sulla forza di Hazeltine come giocatore non è semplice, perché non partecipava ai tornei ufficiali e fino ad un certo tempo erano pervenute solo poche partite di mediocre qualità e giocate contro persone sconosciute.

Oggi si è scoperto che prese parte almeno ad un torneo con giocatori di primo piano e precisamente al New York CC Tournament (1855), un torneo con eliminazione diretta dell’avversario dopo tre vittorie, ed in cui i giocatori di primo livello dovevano dare un vantaggio a quelli più deboli.

Hazeltine venne eliminato al primo turno dal forte giocatore Frederick Perrin, che gli dava come vantaggio il Cavallo di Donna e che vinse con il risultato di +3 =0 -1.

Nel 1856 giocò un match di dieci partite contro William Miller, un giocatore pressappoco della sua forza, e vinse con il risultato di 6-4.

Samuel Loyd scrisse di lui: «Il signor Hazeltine è estremamente prodigo nella sua ammirazione per il lavoro degli altri, ma non ha mai tentato di comporre un problema né di acquisire fama come giocatore; si è accontentato di guadagnarsi la reputazione diffusa di un onesto, liberale ed entusiasta lavoratore della causa degli scacchi, amato dall’intera comunità».

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