(UnoScacchista)
E’ un po’ di tempo che non vi racconto di qualche mio viaggio, inevitabilmente collegato agli scacchi. Riprendo quindi volentieri questa abitudine, recuperando ricordi e immagini di una mia visita di qualche anno fa al Naval Maritime Museum di Greenwich. Ben due le “chicche” scacchistiche che mi aspettavano tra le sue sale.
Il National Maritime Museum (“Museo marittimo nazionale”) di Greenwich è, insieme al famosissimo osservatorio di Greenwich, uno dei luoghi definiti “patrimonio dell’umanità” e per molte buone ragioni. Le storie delle molte esplorazioni, conquiste e guerre condotte dalla marina inglese sono ben documentate e l’esposizione mostra oggetti e spaccati di vita marinara che fanno ben capire la vita non esattamente facile che si viveva a bordo.
Dopo l’inevitabile “salto del meridiano di Greenwich” che, ovviamente, non fa saltare di un’ora avanti e indietro, si può inizire la visita al museo che, come altri musei inglesi finanziati con fondi pubblici, non ha un biglietto di ingresso.
Prima di entrare, devo però chiedervi se sapete la pronuncia corretta di “Greenwich”. No, non ci siamo: non è “griinuic” (con la c dolce) come usato dalla gran parte degli italiani, bensì “gren’ic” (sempre con la finale dolce). Ci sarebbe da scrivere un trattato su come gli inglesi pronunciano i nomi delle loro città e cittadine, usando regole apparentemente casuali e illogiche per chi, come noi, tende ad applicare regole di pronuncia simili per parole simili.
Dopo aver appagato il lato “precisino” della mia personalità, entriamo nel museo.
Il colorato mappamondo sul quale si può camminare vagando di continente in continente ci porta alle varie sale con le esposizioni. Come vi dicevo, ci sono oggetti appartenuti ad ammiragli famosi, ma anche oggetti di uso quotidiano e dipinti di varie dimensioni e tecnica. A me sono piaciuti molto gli schizzi di vita di bordo, molto più vividi delle pompose tele raffiguranti velieri e grandi navi.
Ed eccoci (finalmente direte forse voi) agli scacchi. Già, perché a bordo di tempo da ingannare ce n’era molto e gli scacchi non potevano non essere tra i passatempi per ufficiali e passeggeri (molto più raramente per i marinai che, statene certi, di tempo libero ne avevano ben poco).
© National Maritime Museum Collections
Questo è uno dei 262 disegni e 2 dipinti donati al Museo dalla famiglia dell’artista nel 2012, legati al periodo di servizio di John Kingsley Cook nella marina mercantile durante il secondo conflitto mondiale, tra il dicembre 1940 e l’agosto 1945. Questa scena di svago a bordo di una nave è stata realizzata con una penna ad inchiostro sul retro di un foglio di carta nautica. Sul verso del disegno è indicato il titolo, scritto di pugno dall’artista: “Il primo ufficiale radiotelegrafista e il capo meccanico che giocano a scacchi”.
© National Maritime Museum Collections
La vita in prigionia era durissima: gli uomini erano tormentati da pidocchi, da varie malattie e dalla noia. Cook e i suoi compagni di equipaggio impararono a ingannare il tempo, dedicandosi a giochi (come gli scacchi, raffigurati in questo disegno realizzato con penna, inchiostro nero e acquerello blu su carta sottile) e pianificando tentativi di fuga.
Dopo questi disegni relativamente recenti, sono passato ad altre sale, con reperti più indietro negli anni, dove… aspettate, mi chiamano in coperta e devo scappare. Rimanete a bordo, perché c’è altro da vedere al National Maritime Museum di Greenwich!
