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Antonio Sacconi (1895 – 1968), il conte scacchista

(Roberto C.)
Di gran lunga uno dei migliori dirigenti dell’Accademia Scacchistica Romana, il più antico circolo italiano nato nel 1819, fu Augusto Guglielmetti. Suo successore è stato il conte Antonio Sacconi, ingegnere, figlio dell’architetto che ha costruito il monumento al Vittoriano, l’Altare della patria di Piazza Venezia a Roma. Giocatore, fanatico della Difesa Francese, problemista e studista.

Lo scacchista Bigelow, Campione di scacchi della Oxford University, raccontò il seguente  aneddoto: “Ho imparato le mosse da una governante svizzera a Lucerna, in Svizzera, all’età di dieci anni. Per diversi anni non ho nemmeno guardato una scacchiera. Poi ho incontrato un ragazzo un po’ più grande di me, in un collegio di Mondragone, a Frascati, a pochi chilometri da Roma. Abbiamo giocato insieme occasionalmente nell’anno che ho trascorso lì. La sua abilità superiore ha risvegliato da parte mia il naturale desiderio di superarlo. In seguito divenne uno dei giocatori più forti d’Italia e un membro della loro squadra nei tornei internazionali. Si chiama Conte Antonio Sacconi.

Sacconi si mise in luce nel 1917 quando vinse a Roma il torneo del Caffè Balbo dopo spareggio con Bernheimer (+3 =1) e davanti a Rosselli Del Turco col quale l’anno successivo pareggiò un match (+1 =4 -1); nel 1920 vinse il torneo a categorie di Roma e nel 1921, a 26 anni, fu promosso maestro nel torneo di campionato di Viareggio. Partecipò a quattro Olimpiadi (+13 =18 -20). Arrivò al titolo di M. I. 30 anni dopo, nel 1951, all’età di 56 anni.

In Italia:

Olimpiadi L’Aia (Olanda), Meeting dell’Assemblea Generale della FIDE del 1 Agosto 1928 (tratta da http://www.chesshistory.com/winter/extra/thehague.html)

In campo internazionale:

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Lo schiaffo al gerarca fascista

Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, al Conte Antonio Sacconi, si affiancarono dei forti giocatori come Giustolisi, Giuseppe e Roberto Primavera, Tatai dal 1957, Zichichi e Fricker, con i quali riuscì ad ottenere altri successi:


[1] Tale ‘prestito’ alla squadra dei “Dipendenti comunali di Roma” proseguì con le vittorie del 1963, 1965, 1966 e 1971 e successivamente, dopo la vittoria del 1973 a Tivoli come Accademia Scacchistica Romana, con il ‘prestito’ alla squadra del “Banco di Roma”, squadra vincitrice per cinque volte (1974, 1976, 1977, 1979, 1983).

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