La marcia su Roma

(Roberto C.)
I pezzi degli scacchi francesi Régence e quelli inglesi Staunton erano praticamente presenti da tempo su tutte le scacchiere italiane dei Caffè, dei circoli e delle case private ma, poiché stranieri, se ne vietò per legge il loro utilizzo e fu deciso che non sarebbero più stati importati nel nostro paese. Si era in pieno periodo autarchico durante il quale l’economia fascista, a partire dal 1935, decise di sostituire le importazioni di materie prime con i prodotti nazionali e così anche i nuovi pezzi “Italia” furono realizzati esclusivamente con legno italiano.

Gli scacchi “Italia”, dopo la pubblicazione del COMUNICATO UFFICIALE O.N.D.-A.S.I. 8 Febbraio 1936-XIV (“Il Direttorio dell’A.S.I. ha deliberato a unanimità l’approvazione dei giuochi di scacchi tipo «Italia» sottoposti alla Direzione della Rivista «L’Italia Scacchistica» di Firenze”) e della Circolare POS EDF 1/4 Prot. N. 6416 del 5 Febbraio 1936 della Direzione Generale dell’Opera Nazionale Dopolavoro (O.N.D.) diramata a tutti i Dopolavoro provinciali invitandoli “ad interessarsi affinché tutte le Sezioni dell’A.S.I. siano al più presto provviste di tutto il materiale occorrente”, vennero presentati dall’articolo a firma del fiorentino Guido Angelo Salvetti, ideatore e autore del loro disegno, sullo stesso periodico nel 1935 [1] (Fig. 1).

1 Salvetti disegno
Fig. 1 – Il disegno di Salvetti per gli scacchi “Italia” (da “L’Italia Scacchistica” 3/1935 p. 50)

Ora qui accenniamo en passant alle garbate critiche all’articolo da parte dell’avv. anglo-milanese Mildmay (la testa del Cavallo “è troppo minuta e sproporzionata al piedistallo” e l’Alfiere “rassomiglia una cogoma da caffè[2]) ma chi vuole gustarsi anche l’immediata controreplica di Salvetti [3] ed il divertente siparietto telefonico notturno con il marchese Stefano Rosselli del Turco, all’epoca Direttore de L’Italia Scacchistica, può approfondire l’argomento qui. In ogni modo il nuovo set andò in produzione e fu pubblicizzato alla vendita nella quarta pagina di copertina de L’Italia Scacchistica, dal maggio 1935 ad almeno fino all’agosto 1943 (Fig. 2) sempre con la presentazione dei sei pezzi base in ordine di altezza (Re, Donna, Alfiere, Cavallo, Torre e pedone).

2 IS 1943 N.8 AGO 4
Fig. 2 – L’Italia Scacchistica N.8 Agosto 1943 (quarta di copertina)

Quello che segue è un set originale di una collezione privata italiana in legno di bossolo (Fig. 3); queste le dimensioni approssimative in centimetri: Re: 8,7; Donna: 7,2; Alfiere: 6,3; Cavallo: 6; Torre: 5,4; pedone: 4,5.

3 SET ITALIA PIOMBATO
Fig. 3 – Set ‘Italia’ originale, proprietà privata

Questi nuovi pezzi vennero utilizzati in tutti gli eventi ufficiali e per alcuni di questi abbiamo anche la possibilità di presentare in ordine cronologico una valida documentazione fotografica, abbastanza rara come gli stessi pezzi. Iniziamo a vedere di cosa si tratta.

I pezzi “Italia” furono immediatamente “messi in uso nel Torneo di Firenze per il Campionato Italiano” del 1935 (Fig. 4), vinto dal conte romano Antonio Sacconi con 9,5 su 12 per aver battuto negli scontri diretti Romi e Rosselli del Turco, ottimi secondi ex-aequo a 9 punti.

4 IS 1935 FIRENZE_Riccardo 2
Fig. 4 – 1935: 6° Campionato Italiano Firenze, L’Italia Scacchistica N.6 giugno p.123

Questa immagine, seppur poco leggibile, è una testimonianza importante, la prima in assoluto, dove nella scacchiera in primo piano si nota la forma dei pedoni, delle Torri e dei Cavalli bianchi che, inequivocabilmente, proprio per quella loro piccola testa, caratterizzano in modo particolare il set “Italia”. E con l’utilizzo di una buona lente di ingrandimento per capire la posizione di molti pezzi neri e di alcuni pezzi bianchi, come ad esempio il Cavallo bianco in c3 e la Donna bianca in b3, Mauro Berni di Genova è riuscito a capire che è la partita Rosselli del Turco-Del Pezzo (6° Campionato Italiano Firenze 1935, turno 5): 1.Cf3 f5 2.g3 Cf6 3.Ag2 e6 4.c4 Ae7 5.0-0 0-0 6.Cc3 d6 7.d4 Cbd7 8.Cg5 Cb6 9.Db3 h6 10. Ch3 (la posizione della fotografia) 10. … g5 11.a4 c6 12.a5 Cbd7 13.f4 g4 14.Cf2 d5 15.c:d5 c:d5 16.Cd3 a6 17.Ad2 b6 18.C:d5 Tb8 19.C:e7+ D:e7 20.Ab4 De8 21.Ad6 Ab7 22.A:b8 A:g2 23.R:g2 C:b8 24.Ce5 b5 25.Tac1 h5 26.Tc2 Cd5 27.Tfc1 De7 28.e4 f:e4 29.Cg6 e il Nero abbandona (1-0). [4]

La presenza di Salvetti, in qualità di organizzatore e direttore del torneo, nonché di Delegato A.S.I. (Associazione Scacchistica Italiana), incarico di nomina del regime [5], offre la matematica certezza che in tutte le scacchiere si giocasse con i pezzi ‘Italia’!

Nella simultanea tenuta a Venezia da Mario Monticelli il 10 Novembre 1935 su settanta scacchiere, con lo scopo di stabilire un nuovo primato nazionale (+50 =13 -7), su tutte le scacchiere visibili ci sono tali pezzi (Fig. 5) e ci pare probabile anche su tutte le altre.

5 Monticelli 1935 Gente Nostra_solo foto
Fig. 5 – 1935: GENTE NOSTRA – ILLUSTRAZIONE FASCISTA [6] ANNO VII E.F. N.48 del 1 DICEMBRE 1935-XIV, ATTIVITA’ SPORTIVA, p.11
Nella simultanea tenuta da Vincenzo Nestler [7] nel 1938 a Milano su trenta scacchiere (Fig. 6) sulle prime scacchiere, anche se l’immagine non è nitida, si riescono ad individuare i pedoni ed i Cavalli degli scacchi ‘Italia’; anche qui pare probabile che tutti giocarono con questi pezzi.

6 Nestler
Fig. 6 – 1938: Vincenzo Nestler in simultanea

Mauro Berni, ancora lui, in riferimento alla descrizione di vendita su Ebay della seguente fotografia “1938 Milano Torneo Scacchi Vincenzo Nestler vs 30”, ha ipotizzato – con ragionevolezza – che fosse stata invece giocata a Roma “Poiché Nestler ha già tenuto il 4/12/1937 una simultanea presso il Dopolavoro dell’I.N.F.P.S. (Istituto Nazionale Fascista Previdenza Sociale) e la stessa sede ospiterà tra la fine di marzo e l’inizio di aprile 1939 il 9° campionato italiano maschile [8], è possibile che anche la simultanea del 28/10/1938 vi si svolga. È quindi plausibile, ma non assolutamente certo, che la presentazione dell’oggetto vada così modificata: 22/10/1938 Roma Simultanea Vincenzo Nestler vs 30[9]. Difatti, per il 1938 abbiamo notizia di due sue simultanee nell’ambito delle manifestazioni dell’O.N.D.-A.S.I. del Dopolavoro dell’Urbe, quello di Roma: la prima il 9/4/1938, contro 20 avversari (+16 =3 -1) [10] e la seconda il 28/10/1938 contro 30 avversari (+24 =5 -1) [11], entrambe giocate presso il Dopolavoro «Previdenza Sociale» [12].

Sarà un caso ma la simultanea tenuta il 28 Ottobre coincise col XVI anniversario della ‘marcia su Roma’ svoltasi il 28 Ottobre 1922 [13]; del resto, quale miglior occasione per utilizzare i pezzi ‘Italia’ se non le sue celebrazioni durante le quali venivano interessati anche altri sport ?

Proprio nello stesso giorno della seconda simultanea di Nestler, quella del 28 Ottobre, sempre nell’ambito delle manifestazioni dell’O.N.D.-A.S.I., “Calapso giocò 5 partite alla cieca col risultato di 3 vinte e 2 patte[14]; nella monografia in sua memoria presentata a Roma nel 1977 [15], c’è questa fotografia forse contenente l’errata dicitura dell’anno (1939) e del numero delle scacchiere (sei, di cui solo due con questi pezzi chiaramente visibili) [16], a meno che non si tratti di un’altra occasione a noi sconosciuta e della quale, però, non siamo riusciti a trovare alcun riferimento.

7 CALAPSO 1939
Fig. 7 – 1939: Remo Calapso, simultanea alla cieca contro sei giocatori a Roma.

Nel tavolino a sinistra si notano bene entrambe le Torri del bianco e nel tavolino a destra, dove è seduto il giocatore con gli occhiali, una Torre ed un Cavallo del bianco (questo pezzo è fuori dalla scacchiera); in quegli anni di dittatura fascista non si può pensare che si giocasse con altri pezzi.

Osservate, tentate almeno di osservare al meglio, il disegno del pavimento perché sembra possa essere lo stesso pavimento delle prossime quattro immagini; questo affinché un giorno, si spera, qualcuno riesca a dimostrare in quale sede si sono svolti questi eventi.

In un pomeriggio dei primi anni ’80 del secolo scorso, nella sede dell’allora Circolo Scacchi dell’istituto scolastico S. Maria di Roma, il Maestro Nestler mi invitò a giocare con lui non appena mi vide entrare nella sala dove stava studiando qualcosa; essendo ancora presto eravamo gli unici due presenti, delle due partite amichevoli vi lascio immaginare il risultato. Da quel giorno non rividi mai più Nestler, che morì nel 1988, ma le prossime quattro fotografie recanti delle scritte sul retro sono appartenute a lui, poi al suo badante per circa 25 anni e, dal 2013, fanno parte delle mie memorabilia scacchistiche.

8 NESTLER 28 X 1940 ROMA

9 NESTLER 28 X 1940 ROMA
Figg. 8 e 9 – 1940: Vincenzo Nestler in simultanea a Roma, 28/10/1940 (XVIII) nel giorno del diciottesimo anniversario della marcia su Roma
Tutte le scacchiere visibili hanno i pezzi ‘Italia’.

11 NESTLER 28 X 1942 ROMA

10 NESTLER 28 X 1942 ROMA
Figg 10 e 11 – 1942: Vincenzo Nestler in simultanea a Roma, 28/10/1942 (XX) nel giorno del ventesimo anniversario della marcia su Roma Tutte le scacchiere visibili hanno i pezzi ‘Italia’.

Sul retro delle quattro fotografie è riportata a matita la data e, in una soltanto, anche la parola ‘Spagna’ che potrebbe indicare che si siano svolte entrambe in un palazzo di Piazza di Spagna a Roma; lo precisiamo anche perché in queste immagini si vede molto bene il disegno del pavimento.

Il fascismo, anche tramite la partecipazione alle gare sportive, tentava di “creare uno spirito nazionale, con cui i rituali e le cerimonie erano il cemento dell’unità della nazione[17] e per questo la marcia su Roma veniva ricordata anche con le simultanee di scacchi. In quegli anni il 28 di Ottobre c’era l’obbligo di giocare a scacchi per celebrare una marcia (fascista); nei 28 Ottobre come oggi, invece, si gioca a scacchi liberamente mentre a chi vuole celebrare quella marcia viene – giustamente – fatto divieto.


[1] SALVETTI G. A.: Scacchi italiani per gli scacchisti italiani, in L’Italia Scacchistica, n. 3, marzo 1935, pp. 49-51

[2] La cuccuma per il caffè, meglio conosciuta come caffettiera napoletana, è il bricco utilizzato in genere per la preparazione casalinga del caffè

[3] SALVETTI G. A.: Italiani: sissignore!, in L’Italia Scacchistica, n. 4 aprile 1935, pp. 74-77

[4] L’Italia Scacchistica N.6 giugno 1935 pp.133-134

[5] Nel 1926 venne istituita l’Opera nazionale balilla (ONB) e due anni dopo con la promulgazione della Carta dello sport il CONI passa sotto il diretto controllo del partito nazionale fascista: tutti i presidenti delle diverse federazioni sportive vengono nominati e non più eletti, anche quella degli scacchi.

[6] Gente Nostra, organo ufficiale dell’Opera nazionale dopolavoro – Roma; la rivista nacque nel 1929 e con il n.14 del 29 marzo 1931 assorbì L’Illustrazione fascista

[7] Vincenzo Nestler (Agrigento, 8/1/1912 – Roma, 14/7/1988) scacchista italiano, vinse due edizioni dei Campionati italiani (Firenze 1943 e Trieste 1954)

[8] Berni Mauro: “Da notare che il IX C. I. maschile ed il II C. I. femminile si svolgono contemporaneamente nella sede di Roma dell’INPS, o meglio INFPS, in via Rasella, destinata a una triste fama per l’azione partigiana e la susseguente feroce rappresaglia nazista delle Fosse Ardeatine.” da Un gossip estivo, in Scaccomatto 140, settembre 2008, http://www.centurini.it/arretrati/2008-9.htm

[9] Berni Mauro, Indagine su una fotografia in vendita su Ebay (http://soloscacchi.altervista.org/?p=23375 2 ottobre 2011)

[10] L’Italia Scacchistica N.5, 15 Maggio 1938, p.98

[11] L’Italia Scacchistica N.11, 15 Novembre 1938, p.220

[12] Comunicato Ufficiale A.S.I.: “… presso la sede del Dopolavoro dell’Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale, via Rasella 155”, L’Italia Scacchistica, N.5 maggio 1939, p.100.

[13] La marcia su Roma fu una manifestazione armata organizzata dal Partito Nazionale Fascista (PNF), guidato da Benito Mussolini, il cui successo ebbe come conseguenza l’ascesa al potere del partito stesso in Italia. Quel giorno, 25.000 camicie nere si diressero sulla capitale rivendicando dal sovrano la guida politica del Regno d’Italia e minacciando, in caso contrario, la presa del potere con la violenza. (Fonte Wikipedia, consultata il 27 Agosto 2017)

[14] L’Italia Scacchistica N.11, 15 Novembre 1938, p.220

[15] A due anni dalla scomparsa di Remo Calapso fu presentata, nell’aula magna dell’istituto S. Maria di Via Manzoni 5, la monografia a lui dedicata da parte degli autori; “il Prof. Nestler visibilmente commosso, ha commemorato la nobile figura di Calapso nel quadro dell’utilità sociale e del valore psicologico degli scacchi”, in Scacco!, 1977, p.175

[16] GIUDICI E. – NESTLER V.: Remo Calapso, I Maestri Italiani, Edizioni SCACCO!, 1976 p. 16

[17] FALASCA-ZAMPONI Simonetta, Fascist Spectacle (Los Angeles: University of California Press, [1997]), 6-9

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