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Vyacheslav Eingorn, il primo dei secondi

(Riccardo Moneta)
Vyacheslav (Vereslav) Semenovich Eingorn, nato a Odessa il 23 novembre del 1956, di famiglia ebrea, laureato in matematica a Odessa, Grande Maestro dal 1986, appartenente alla Federazione ucraina, è il protagonista, forse non troppo noto (lo sarà di più da oggi!), del presente post.

Eingorn apprese tardi il gioco degli scacchi, a 13 anni, quando ai nostri giorni si è spesso già maestri internazionali se non di più. Negli anni ’80 ottenne ottimi risultati, piazzandosi sovente subito alle spalle dei migliori sovietici del suo tempo: era considerato tra i più forti scacchisti di non primissima fascia al mondo, oserei dire “il primo dei secondi”, o almeno tra i primi dei secondi (dove per “secondi”, si badi bene, mi piace intendere tutti coloro che normalmente sono soliti sempre classificarsi nelle immediate vicinanze del primo posto senza mai riuscire ad arrivare primi).

Del resto ammetterete che classificarsi per ben tre volte al terzo posto nella finale di campionato sovietico è qualcosa che in quegli anni avrebbero firmato in tanti in quel Paese. Sarebbe come riuscirci ai nostri tempi in India, insomma. E lui ci riuscì nel 1984, nel 1986 e nel 1989. “Il bronzo è un bel colore” -disse una volta Eingorn- “ma non è oro, e non credo che si possa mai sognare semplicemente un bronzo … però al primo posto io andai molto vicino nel 1989, peccato mi sia sfuggita quell’occasione, proprio a Odessa”.

Per la cronaca, a Odessa nel 1989 Eingorn giunse a mezzo punto di distacco dal vincitore Vaganjan. Dal 1992 giocò per la squadra nazionale ucraina: fu anche stavolta bronzo,alle Olimpiadi del 2000, a Istanbul, ma era stato già argento al Campionato Europeo a squadre del 1992. Chessmetrics gli attribuisce un punteggio massimo di 2713 nel 1986, quando era il numero 12 delle classifiche mondiali e quando fu primo in due tornei a Bor (Serbia) e a Mosca.

La sua carriera iniziale fu penalizzata anche dalla circostanza che soltanto all’età di 28 anni, nel 1984, giocò il suo primo torneo fuori dall’URSS, precisamente a Polanica Zdroj, giungendo 4°. Perché accadeva questo, lo spiegò poi lo stesso Vyacheslav:

C’erano tornei che si svolgevano in Unione Sovietica e c’erano tornei all’estero. Questi ultimi erano divisi in tre categorie. La prima era data dai Paesi del blocco socialista, la seconda era la Jugoslavia e la terza (la più ambita dai giocatori) dai paesi occidentali. Ebbene, quando un giocatore entrava nella fase finale del campionato sovietico, poteva qualificarsi per due tornei: uno nell’Unione, l’altro all’estero. È così che ho potuto giocare i miei primi tornei internazionali nel 1984 a Lvov e a Polanica-Zdroj, nei quali realizzai le norme per maestro internazionale. Prima di allora non avevo alcuna possibilità di giocare in competizioni internazionali né fuori dall’URSS”.

Nel 2015 appariva su Chess.ru una lunga intervista ad Eingorn, a cura di Sergey Kim. Il G.M. ucraino non si fece pregare e alcune sue affermazioni sono state poi riprese da altri siti ed hanno suscitato interesse e (come nel caso della prossima osservazione su Nimzowitsch) qualche meraviglia. Ecco alcuni stralci:

“Sono arrivato agli scacchi quando ero già piuttosto vecchio. Mio zio mi regalò il mio primo libro: “Cento partite” di Paul Keres. Più tardi lessi “Il mio sistema” di Nimzowitsch e non posso dire che mi sia piaciuto. Non vi ho trovato in effetti alcun ‘sistema’. Ci sono molte idee interessanti, certamente, ma non esiste ‘un sistema’. È stato dalle raccolte di partite che ho imparato davvero: ho cercato di capire, analizzando, perché i giocatori più bravi decidano per una mossa anziché per un’altra e, visto che questo veniva comunque spiegato nei commenti, trovavo ciò di grande interesse”.

“I giocatori di scacchi giocano per lo spettacolo e quindi per gli spettatori. E gli spettatori si annoiano guardando un combattimento di tante ore, è vero. Però Rapid e Blitz sono solo pallide ombre degli scacchi …”

“I programmi di scacchi? I programmi di scacchi uccideranno gli scacchi prima o poi. Dopotutto, gli scacchi sono interessanti solo nella misura in cui esprimono la bravura di una persona, con i risultati, gli errori, le imprecisioni e le delusioni che  accompagnano una carriera. Nessuno dei giocatori moderni diventerà una leggenda, semplicemente perché ormai esiste un computer che sta al di sopra di tutti”.

Vyacheslav Eingorn, grande esperto dell’apertura di Donna e della difesa Francese, ha sviluppato molte nuove idee nelle aperture, e alcune delle continuazioni da lui introdotte hanno avuto buon successo, ad esempio la variante moderna nella Difesa Grunfeld con Tb1.

Eingorn ha pure allenato la squadra nazionale femminile dell’Ucraina che vinse l’oro nel 2006 alle Olimpiadi di Torino (con Zhukova, Lagno, Yanovska-Gaponenko e Ushenina) lasciandosi alle spalle Cina, Russia e USA. E’ autore dei libri “Il processo decisionale alla scacchiera” e “Approccio moderno ai problemi delle aperture”.

E’ merito della casa editrice “Le Due Torri” aver tradotto e pubblicato in italiano quest’ultima opera, che così recensiva:

L’autore, uno dei più interessanti teorici moderni oltre che forte grande maestro, in questa sua nuova, acclamata opera offre al lettore un ricco itinerario attraverso la moderna teoria delle aperture, fornendogli gli strumenti atti a scoprire nuove idee durante la prima e più delicata fase della partita. Eingorn è un autore moderno all’ennesima potenza, convinto che i problemi di scacchi non potranno mai contare su soluzioni permanenti e che anche le teorie più accreditate subiscono nel tempo modifiche, la cui portata verrà veramente capita solo dalle future generazioni di giocatori.
Eingorn è un pioniere nel campo delle aperture, dove ha dato il via a nuove tendenze e introdotto nuovi concetti, alcuni dei quali hanno poi originato linee che si sono imposte come principali, ad esempio Tb1 nella Variante di Cambio della Difesa Grünfeld.
In questa sua opera egli dimostra come anche in sistemi già collaudati sia possibile maturare nuove idee, conducendoci per mano attraverso il processo creativo e guidandoci tra gli inevitabili alti e bassi di quando si mettono alla prova le idee.
L’autore non dà nulla per scontato; per esempio nelle prime pagine di questa sua opera scopriamo che la famosa batosta in 19 mosse subita da Nimzovitsch per mano di Alekhine, a Bled nel 1931, non fu affatto causata dal suo trattamento dell’apertura come invece è stato sempre creduto”.

Nel campionato sovietico del 1987 Eingorn giunse 3°-4° alla pari con Ehlvest, mezzo punto dietro i vincitori Beljavsky e Salov. Determinante fu la sua unica sconfitta subita in quel torneo di 17 turni, contro Beljavksy. Da questo torneo vediamo una sua bella quanto istruttiva conclusione.

Vi ricordo che che del suo avversario, il bravo GM bielorusso Viktor Kupreichik, abbiamo già parlato qui sul Blog in questi altri articoli: “Viktor Kupreichik ci ha lasciato“, “Vincere come Kupreichik con il sacrificio di alfiere in h6” e “Era il 1973 e c’era un fantastico Kupreichik“.

Vyacheslav Eingorn – Viktor Kupreichik
Minsk, marzo 1987

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