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Gli scacchi tra gli eSports nella World Cup 2025

(Uberto Delprato)
La notizia è di due giorni fa: gli scacchi sono stati inseriti nella lista degli sport “elettronici” che verranno ospitati nella ESPORTS World Cup. Di fatto, la “ESPORTS World Cup Foundation” che organizza la più importante competizione al mondo basata su videogiochi, ha annunciato di aver raggiunto un accordo con chess[dot]com per organizzare una competizione scacchistica all’interno della ESPORTS World Cup 2025 (EWC) che si svolgerà a Riyad dal 31 luglio al 3 agosto 2025.

La notizia sancisce una precisa trasformazione degli scacchi, che da gioco alla scacchiera diventano un videogioco nella variante online. Potenzialmente questo fatto apre anche le porte alla partecipazione degli scacchi (online – attenzione!) alle Olimpiadi, visto che, anche se con un processo più lento di quanto annunciato nel 2017 (‘Per fortuna che c’è il CIO‘) gli eSports sono considerati per una partecipazione alle Olimpiadi, dopo l’isituzione delle Olimpiadi degli Esports da parte del CIO il 23 luglio scorso nella riunione tenuta poco prima delle Olimpiadi di Parigi. La prima edizione di questi particolari giochi si svolgerà nel 2025 in Arabia Saudita.

Questo avvicinamento degli scacchi online al mondo degli eSports non è stato guidato dalla FIDE ma da chess[dot]com, la principale piattaforma di gioco online al mondo. Magnus Carlsen sarà l’ambassador degli scacchi nel contesto della EWC e ha dichiarato che:

Questa partnership è un’incredibile opportunità per far crescere il gioco, presentando gli scacchi a un nuovo pubblico e ispirando la prossima generazione di giocatori. Essere parte della famiglia degli eSport è un’incredibile opportunità per gli scacchi per raggiungere la vasta platea dei fan degli eSports.

Gli scacchi all’EWC saranno giocati nel formato rapido 10’+0″ (quindi senza incremento). La scelta di questa cadenza è motivata da queste parole del comunicato ufficiale: “… è uno dei formati di scacchi più equilibrati, che offre ai giocatori abbastanza tempo per mostrare la loro brillantezza strategica attraverso mosse ben ponderate, mantenendo al contempo un ritmo veloce che rende le partite emozionanti da guardare e giocare.

Saranno 16 i partecipanti al torneo, che offrirà sostanzioso montepremi: 1,5 milioni di dollari. Il processo di selezione vedrà il coinvolgimento del Champions Chess Tour (della cui edizione 2024 si stanno svolgendo in questi giorni le finali a Oslo) che identificherà 12 giocatori tramite due eventi di qualificazione a febbraio e a maggio 2025, mentre i rimanenti 4 partecipanti saranno selezionati in un evento direttamente a Riyad in un evento aperto a tutti, dilettanti inclusi.


Tutto interessante, si potrebbe dire, ma a me resta il retrogusto amaro di vedere gli scacchi plasticamente divisi in due sport, quello classico alla scacchiera e quello del videogioco allo schermo digitale, che imboccano due strade diverse. Scrivevo circa due anni fa nel post ‘Come si evolveranno gli scacchi nei prossimi anni?‘ queste parole:

“Questo è lo scenario che credo si stia preparando e, in assenza di un soggetto che rappresenti e difenda il lato culturale del gioco (come dovrebbe fare la FIDE), penso sia inevitabile la trasformazione in uno sport di più larga penetrazione che porterà inevitabilmente ad una “normalizzazione” dorata degli scacchi: da sport di élite a eSport di massa.”

Team Falcons , i vincitore della EWC2024 che si è svolta a Riyad

Al di là dell’assegnarsi per statuto il governo degli scacchi in ogni variante e mezzo (inclusi quindi gli eSports e il Chess960) la FIDE non sembra in grado di guidare questa trasformazione e non è sorprendente che l’occasione venga colta dal mondo imprenditoriale. Si può storcere il naso di fronte allo strapotere di chess[dot]com, ma senza di loro si sarebbe visto ben poco ammodernamento nel mondo delle competizioni scacchistiche.

E Carlsen, figura sempre carismatica e potente, sta partecipando a questa trasformazione come e quanto Fischer prima e Kasparov poi fecero nei loro anni contribuendo a plasmare gli scacchi agonistici come li conoscevamo fino a qualche anno fa. Ora è lui, non più Campione del Mondo FIDE, a esplorare nuovi orizzonti per il gioco, più spettacolari e meno tecnici, forse, ma più al passo con questa era digitale.

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