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Il pubblico in sala può influenzare i risultati?

Gli spettatori al Freestyle Chess di Las Vegas 2025 (Stev Bonhage)

(Uberto Delprato)
Mentre quasi tutti i big sono a Riyad per la “Esports World Cup 2025”, affronto oggi un argomento sempre abbastanza dibattuto: come coinvolgere gli spettatori nei tornei, convincendoli a pagare un biglietto di ingresso, garantendo comunque il giusto equilibrio con le necessità dei giocatori di avere condizioni adatte alla concentrazione? E, soprattutto, come impedire che il pubblico possa, volontariamente o involontariamente, passare informazioni ai giocatori?

Lo spunto per questo post è una conversazione tra Caruana e Chirila sul loro canale social “C-squared”, durante la quale Caruana spiega le ragioni della sua insoddisfazione espressa verso gli organizzatori. Il motivo è molto specifico: la presenza di un pubblico molto rumoroso in sala.

C’è una ragione per tutto ciò ed è la visione imprenditoriale di Jan Henric Buettner, sponsor e primo finanziatore del Freestyle Chess Grand Tour, che ha sempre detto di ispirarsi alla Formula 1 e al suo paddock pieno di VIP come ambiente di gioco, e al tifo acceso degli spettatori in sala. Se il primo obiettivo si può in qualche modo immaginare, è chiaramente impossibile sperare di vedere scacchi di alto livello giocati tra gente urlante, magari nel numero e nel modo sognato da Buettner: 4-5000 mila persone in un’arena, con giocatori al centro che giocano in una gabbia di vetro insonorizzata.

Stravaganze al Freestyle Chess di Las Vegas 2025 (Stev Bonhage)

Ammesso che questa visione non vi faccia venire i brividi, e che l’idea di convincere 5000 persone a pagare un biglietto per assistere a partite di scacchi abbia un senso dal punto di vista economico, quello che si è visto a Las Vegas non era molto distante. Non proprio migliaia di persone, ma certamente qualche centinaio e soprattutto vociante. Mancava però l’ambiente insonorizzato, cosa che ha suggerito agli organizzatori di consigliare ai giocatori (senza che ciò fosse un obbligo) di indossare delle cuffie che li isolassero dal brusio o dalle esclamazioni degli spettatori.


Condizioni di gioco oggettivamente difficili, ma che, secondo Caruana, hanno anche probabilmente influenzato l’esito di alcune partite. Quello che Caruana sostiene non è solo il fastidio che il pubblico può arrecare alla concentrazione dei giocatori, ma sono le reazioni alle singole mosse sulla scacchiera. Già, perché a Las Vegas gli spettatori non solo potevano usare liberamente i loro cellulari, ma avevano modo di vedere in tempo reale  le partite con tanto di barra con la valutazione della posizione!

Caruana argomenta, a ragione, che nei tempi ante-computer era impossibile per uno spettatore comprendere a fondo la valutazione di una posizione giocata da Grandi Maestri e, anche quando fosse stato in grado, avrebbe comunque impiegato del tempo prima di formarsi una opinione. Ora, con i computer, e soprattutto con la barra, chiunque, anche il più scarso dei neofiti, può ottenere un’informazione immediata e certa, per di più in una forma visuale di comprensione molto semplice.

L’effetto pratico è che il pubblico reagisce velocemente (e rumorosamente) ad un cambiamento evidente della valutazione (ad esempio dopo un errore grave) anche senza capire perché la valutazione della barra sia cambiata in maniera così netta. Una reazione istintiva che, per di più, è contagiosa e crescente, fino ad essere facilmente udibile dai giocatori anche con le cuffie.

Fabiano Caruana con le cuffie al Freestyle Chess di Las Vegas 2025 (Stev Bonhage)

Ricordo che nel torneo Tata Steel Chess 2024, il vincitore del Torneo Challengers, l’indiano Mendonca, ammise che, dopo essere stato in svantaggio a lungo contro Divya Deshmuck nell’ultimo e decisivo turno, capì che gli si stava presentando l’occasione di vincere quando notò che molti fotografi si erano velocemente portati vicino alla sua scacchiera dopo una mossa debole dell’avversaria. Una sorta di “cheating” involontario che, pur senza una prova provata, aiutò l’indiano a cercare la continuazione decisiva.

Ecco, a Las Vegas la partita So-Carlsen era arrivata alla posizione del diagramma, con entrambi i giocatori in zeitnot.

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Sono certo che un giocatore della forza di So non avesse bisogno di aiuti esterni per capire di avere a disposizione una continuazione vincente, ma il concetto rimane: il pubblico ha di fatto “suggerito” che era successo qualcosa che aveva cambiato drasticamente la valutazione della posizione. Se non è “cheating” questo…


Dice Caruana che una cosa simile, ma con molte più esclamazioni di stupore visti i molti errori da ambo le parti, è accaduta nel finale della sua partita di spareggio Blitz contro Nakamura. Pur senza suggerire che le reazioni del pubblico abbiano causato i suoi errori, ciò che lo ha fatto innervosire è stato proprio il fatto che ciò era possibile e facilmente udibile.

Freestyle a Las Vegas 2025, Nakamura e Caruana (Lennart Ootes)

Altra esperienza personale è stato il finale della terza partita del match tra Nakamura e Aronian. La posizione che si era creata, spiega Caruana, aveva molta somiglianza con la sua partita contro Carlsen persa al Norway Chess 2024, quindi ha assistito con interesse a tutto il finale, di difficile valutazione.

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Impossibile sostenere che il pubblico non abbia in qualche modo influito sul finale di questa partita ma, probabilmente, il giudizio su ciò è diverso in funzione del lato dal quale lo si guarda.

Per Caruana, e sono sicuro per tutti gli altri giocatori, questa intrusione del pubblico nello svolgimento della partita non è accettabile perché ne falsa lo svolgimento e, potenzialmente, il risultato.

Per Buettner, probabilmente, si tratta invece di un grande passo avanti verso l’organizzazione di tornei con un pubblico pagante e coinvolto. Il problema del disturbo ai giocatori (o dell’involontario “cheating”) si risolverà facilmente quando verrà adottata la gabbia trasparente di cui parlavo in precedenza.

Secondo lui, Caruana sbaglia a lamentarsi, perché per coinvolgere il pubblico è necessario scendere a qualche compromesso e mostrare posizioni e barra in tempo reale ottiene questo risultato.

Giocatori e pubblico al Freestyle Chess di Las Vegas 2025 (Stev Bonhage)

Il dibattito è aperto, ma a me non piace affatto l’idea di spettatori sulle gradinate con bevande e pop-corn, che reagiscono ad uno spostamento della barra di valutazione senza neanche capire cosa stia succedendo davvero sulla scacchiera. Non si raggiungono i grandi numeri se non si fa in modo di coinvolgere anche gli spettatori non esperti del gioco? Probabilmente è vero, ma non sono affatto convinto che riuscire a far venire migliaia di persone a vedere uno “spettacolo” debba diventare la misura del successo del nostro gioco.

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