Uno Scacchista *Edizione 10 Anni*

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

NorwayChess24 – La difficoltà estrema di reggere nei finali

Norway Chess 2024 - Magnus Carlsen (Stev Bonhage)

(Uberto Delprato)
Il Norway Chess 2024 si avvia verso la sua conclusione ma possiamo già dire che, complice la particolare cadenza di gioco, i risultati più sofferti siano arrivati da lunghi finali. In tre occasioni (più una quarta nell’Armageddon vinto da Carlsen su Praggnanandhaa) abbiamo potuto assistere a vittorie in partite a lungo in parità secondo i motori (e secondo la teoria) ma decise da sviste gravi, sviste certamente dovute alla difficoltà estrema di reggere finali sul filo del rasoio, per di più con pochissimo tempo a disposizione e solo 10 secondi di incremento.

Le vittorie di Carlsen su Caruana e Firouzja, e quella di Praggnanandhaa su Caruana sono infatti arrivate dopo la sessantesima mossa, quando i 120 minuti a disposizione per la partita erano agli sgoccioli e i soli 10 secondi di incremento si sono dimostrati insufficienti a gestire la complessità della posizione.

Quello che Carlsen e Pragg hanno fatto è stato “semplicemente” continuare a porre problemi agli avversari, con minacce talvolta reali, talvolta ingannevoli, di entrare in posizioni teoricamente vinte dei rispettivi finali. Giocando sempre con due risultati a disposizione (patta o vittoria), hanno potuto giocare senza fretta, spesso lasciando “bollire” gli avversari nelle loro difficoltà, tanto che anche le mosse di attesa potevano essere interpretate come minacce.

Sappiamo bene tutti cosa vuol dire essere soggetti a questo tipo di tortura psicologica, che spesso si conclude con una mossa avventata o affrettata, quasi che non si vedesse l’ora di finirla: un cambio di pezzi che si spera porti a una fortezza, la scelta di una mossa di Re tra due alternative apparentemente equivalenti… sono molti i possibili errori che “aspettano solo di essere commessi”.

Al di là dei begli esempi tecnici che ci mostrano regolarmente il GM Sergio Mariotti e il MI Federico Manca nelle loro rubriche sui finali, qui si parla di pressione psicologica, di “grinding” come si definisce in inglese il lento macinare che caratterizza principalmente il gioco di Carlsen (e, evidentemente, anche quello di Praggnanadhaa).


Norway Chess 2024 – Caruana-Carlsen, R4 (Stev Bonhage)

Fabiano Caruana – Magnus Carlsen
Norway Chess 2024, 4° turno
Stavanger (NOR), 30 maggio 2024

Una sconfitta dovuta più all’esaurimento delle energie mentali che all’oggettiva posizione sulla scacchiera, condizione che Carlsen negli anni è riuscito più volte a creare con la infinita voglia di vincere.


Al turno successivo è stato Alireza Firouzja a rimanere vittima di un simile “trattamento”. Come antefatto di quello che vedremo, bisogna ricordare due precedenti tra di loro al Norway Chess. Nel 2020, Firouzja perse con Carlsen un finale di pedoni evidentemente patto, con una terribile svista: ne parlai brevemente nel post “La leva scacchistica della classe ’03“.

L’anno dopo, Carlsen vinse di nuovo un finale che sembrava inesorabilmente patto, stavolta in un finale di alfieri. Anche di questo finale, giocato nel 2011, ne scrissi nel post “A lezione di finali da Carlsen“. Possiamo dire che Firouzja ha giocato il finale che vedremo con più di un cattivo ricordo…

Norway Chess 2024 – Carlsen-Firouzja, R5 (Stev Bonhage)

Magnus Carlsen – Alireza Firouzja
Norway Chess 2024, 5° turno
Stavanger (NOR), 1 giugno 2024

Una sconfitta molto dolorosa per Firouzja, ma non si può non fare i complimenti a Carlsen per la perseverenza ed il metodo con il quale ha provato a vincere in tutti i modi.


Norway Chess 2024 – Praggnanandhaa-Caruana, R5 (Stev Bonhage)

Nello stesso turno, anche Praggnanandhaa è riuscito a vincere un lungo e apparentemente patto finale contro Caruana. Che il ragazzo stia affinando le stesse capacità di Carlsen?

Praggnanandhaa Rameshbabu – Fabiano Caruana
Norway Chess 2024, 5° turno
Stavanger (NOR), 1 giugno 2024

Di nuovo un grave errore in una posizione pattabile, ma tutti sappiamo quanto siano ingannevoli i finali di Cavalli. Va però detto che la variante non vista da Caruana non era impossibile da calcolare per un giocatore del suo calibro, specialmente con quasi 8 minuti a disposizione.


Cosa dire, se non che anche i migliori Grandi Maestri possono sbagliare in finale? Questi esempi però possono essere utili anche per noi: in finale c’è sempre bisogno di “credere” nella posizione e rimanere all’erta per ogni piccola possibilità, ponendo problemi all’avversario (se siamo dalla parte superiore) e mantenendo fiducia nelle risorse difensive (se siamo dalla parte debole): il primo a perdere interesse o motivazione ci rimetterà mezzo punto!

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