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Torino 2006 – Olimpiadi invernali e Olimpiadi degli scacchi – parte 2

(Adolivio Capece)
Ma torniamo per un attimo al 19 maggio 2006. Era sabato e fu bellissimo assistere per tutta la giornata all’arrivo delle squadre che furono alloggiate nel Villaggio Olimpico: grandi abbracci tra giocatori e giocatrici via via che si incontravano ritrovando gli amici, ci fu anche una (lunga) diretta su Radio Rai e non mancarono alcune televisioni straniere per qualche intervista in anteprima.

Poi la sera si tenne la cerimonia di inaugurazione all’Auditorium del Lingotto, con sfilata di tutte le bandiere delle nazioni in gara (146), l’inno della FIDE suonato dalla giovane Orchestra Suzuki e l’inno olimpico musicato nientemeno che da Ennio Morricone (ma andato in ‘play-back’ per esplicita richiesta dell’Autore).
Una serata che riservò momenti di commozione.

A condurre la cronaca la giornalista televisiva della RAI Silvia Rosa-Brusin; ospite d’onore nientemeno che Piero Angela; a fare gli onori di casa Paolo Fresco e Roberto Rivello, mentre all’ultimo momento ma in tempo per la cerimonia arrivò il presidente della Fide, Ilyumzhinov, che poi dichiarò ufficialmente aperti i giochi all’unisono con il presidente della Federscacchi, Gianpietro Pagnoncelli.


20 maggio 2006, primo giorno delle Olimpiadi degli Scacchi italiane

La competizione iniziò e poi filò via liscia sotto la guida esperta dell’arbitro capo Geurt Gijssen, senza problemi seri, e alla fine avrebbe riscosso i consensi di tutti.

Permettetemi di ricordare a questo punto il momento del via, che mi vide protagonista e almeno in un primo tempo fece infuriare Gijssen.
Con tutti i giocatori e le giocatrici ai loro posti, Gijssen era già pronto per dare il tradizionale ‘in moto l’orologio del Bianco’, quando lo fermai perché si doveva fare la “cerimonia della prima mossa”.
In realtà poi “la prima mossa” venne effettuata da diversi personaggi che la effettuarono in altrettanti incontri.
Vediamo: Paolo Fresco per l’Ucraina campione in carica, il presidente della Fide Ilyumzhinov per la Russia, il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, per Italia 3, sponsorizzata appunto dalla Provincia, l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Gianni Oliva, per l’India, l’assessore allo Sport del Comune, Renato Montabone, per la Cina femminile (campione in carica) e infine per l’Italia B femminile Piero Angela, immortalato da fotografi e telecamere insieme alle giovanissime Marina Brunello e Marianna Chierici.

Anni dopo Piero Angela si ricordò di quella ragazzina (Marina Brunello) per la quale aveva giocato la mossa e la volle a Roma, insieme al fratello Sabino, per una puntata di Superquark.

Per pochi mesi Marina non fu la più giovane partecipante, che apparteneva alla squadra della Libia: Safa Elnami nata nel dicembre 1995 e quindi di non ancora 11 anni.

Cinque squadre ‘maschili’ schierarono almeno una giocatrice, ovvero le nazionali di Hong Kong, Bermuda, Montecarlo, Qatar e Mozambico. Nella squadra del Qatar giocò l’ex campionessa del mondo Zu Chen, cinese, che aveva sposato poco tempo prima il campione del Qatar, Mohammed Al-Modiahki.

Tornando alla “cerimonia della prima mossa” (che da qualche parte si può trovare in video sul web) a posteriori si rivelò un grande successo, sia per le televisioni sia per la carta stampata. E anche Gijssen si rese conto dell’importanza mediatica della cerimonia e alla fine … mi sorrise!


Una sconfitta per telefonino e la visita del sindaco Chiamparino

 La prima -diciamo così- piccola rogna si verificò nel terzo turno quando si registrò la prima sconfitta “per telefonino” (successe poi altre 4-5 volte).
Accadde nell’incontro Albania – Svezia: la partita era appena iniziata, si era alla terza o quarta mossa quando alla giocatrice albanese Alda Shabanaj squillò il telefono cellulare. L’arbitro dell’incontro intervenne subito e assegnò partita persa alla albanese. Per la cronaca l’arbitro era l’italiano Angelino Trapani, calabrese della provincia di Cosenza, alla sua prima Olimpiade e, a quanto pare, anche alla sua prima esperienza con lo squillo del telefono.
Fu per molti dei giorni successivi al centro della curiosità dei giornalisti.

E a proposito di giornalisti, lasciatemi dire subito che gli italiani furono più che altro interessati alle notizie non agonistiche, mentre quelli stranieri arrivarono in massa e ogni giorno sui giornali di tutto il mondo uscirono ampi articoli e numerose furono le trasmissioni tv.
Per esempio la televisione russa NTV-Plus dedicò all’evento 50 minuti al giorno di trasmissione (!) e quando venerdì 2 giugno Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, visitò le Olimpiadi, i responsabili della televisione pretesero (letteralmente) di fargli una intervista come fosse ‘in diretta’.
Ovviamente c’era il problema della traduzione simultanea: ma ricordavo che Sergio Pagano, uno degli arbitri, bene o male masticava un po’ di russo, per cui andai dai responsabili del Settore Arbitrale e dopo una breve discussione li convinsi (in realtà un po’ a fatica…) a sostituire Pagano nell’incontro che stava dirigendo; si andò avanti per oltre un’ora e molti spettatori rinunciarono a seguire le partite per assistere all’intervista, divertendosi anche; chissà cosa poi fu trasmesso…

Al suo arrivo Chiamparino fu accolto con entusiasmo dai volontari, dal personale della vigilanza e dagli organizzatori. Il sindaco dimostrò davvero grande disponibilità e si sottopose di buon grado alle procedure di accredito; il Direttore Generale della manifestazione, Michele Cordara, gli fece dono del “cd” con l’inno olimpico musicato da Ennio Morricone.
Seguì poi la visita all’interno dell’area gioco, che durò oltre un’ora, e poi il sindaco si sottopose ad altre interviste, dopo quella della televisione russa.


Luci e ombre sui giornali italiani

Torniamo ai giornalisti italiani, che spesso puntavano ad evidenziare negatività, reali o presunte; per esempio uno degli articoli che mi piacque meno fu di una giornalista che scrisse (e al pezzo fu purtroppo dato un certo risalto) che ‘sulle tribune non c’era nessuno a guardare le partite’. Cosa vera ma ovvia, dato che al pubblico era permesso di girare all’interno del salone di gioco, per cui più che seguire le partite (molte trasmesse comunque sui maxi schermi nella vicina sala a disposizione del pubblico stesso) si potevano vedere da vicino i giocatori.
Ma la articolista non aveva pensato di informarsi su questo aspetto della competizione e aveva solo voluto evidenziare quello che per lei era un aspetto negativo.

Un altro momento che ebbe un certo spazio su varie testate fu il ‘Bermuda Party’ che come da tradizione si teneva poco prima della conclusione delle gare; richiamò non per la festa e per le molte simpatiche ragazze in abbigliamento tipico della propria nazione, ma per quella che potremmo definire una scazzottata tra due giocatori a causa della bella quasi ventenne Arianne Caoili; in realtà non accadde nulla di particolare, con Levon Aronian allora ragazzo della filippina (si sarebbero sposati nel 2017) e un altro che tentò di corteggiarla e quasi giunsero alle mani; ma la vicenda venne montata sicuramente oltre il dovuto.
Con grande rammarico ricordo che Arianne, che era già stata in Italia per partecipare a vari tornei e negli anni successivi vi tornò spesso, morì nel 2020 coinvolta in un incidente stradale. Potete leggere il mio ricordo di lei in questo post: “Ricordo di Arianne“.

Passiamo ad un’altra giornata importante per le Olimpiadi: l’incontro, con relativa stretta di mano, tra Kirsan Ilyumzhinov e Bessel Kok, che si presentavano per l’elezione del Presidente della Fide.
Non fu facile organizzare la cosa, non lo fecero volentieri dato che si stavano cordialmente antipatici, ma entrambi si resero conto che non potevano sottrarsi; anche questa volta ci fu un grande interesse soprattutto da parte dei ‘media’ stranieri.

Kirsan Ilyumzhinov era il presidente uscente, suo antagonista il manager belga, di origine olandese, Bessel Kok, quest’ultimo il più gradito ai giocatori di alto livello e a molte Federazioni occidentali: anche Garry Kasparov, il giorno prima della votazione, inviò una lettera in cui più o meno apertamente sosteneva Kok.
Ma quando ci fu l’elezione Ilyumzhinov venne confermato per altri 4 anni con un convincente 96 a 57.
Per partecipare all’elezione arrivò a Torino per un paio di giorni anche la celebre modella Carmen Kass, nella sua qualità di presidente della Federazione dell’Estonia.

Approfitto per ricordare che nell’Executive Board (Consiglio Direttivo) Fide venne eletto il torinese Roberto Rivello, magistrato, docente universitario di Diritto e Organizzazione Internazionale, e “maestro fide”.
Rivello venne successivamente eletto presidente della Commissione Etica, organo di giustizia sportiva della Federazione Internazionale, con competenza su tutto il mondo.


Campionato del Mondo dei Computer

Anche se non riscosse l’interesse che a priori ci si aspettava, voglio ricordare che nell’ambito delle Olimpiadi si svolse anche il Campionato del Mondo dei Computer. In gara 17 programmi.
Vinse “Junior”, sviluppato dagli israeliani Shay Bushinsky e Amir Ban, che aveva già vinto il mondiale computer nel 2004. Al secondo posto un altro ex campione del mondo, “Shredder”, sviluppato dal tedesco Meyer-Kahlen, che superò per spareggio tecnico il programma “Rajlich” del russo Vasik Rajlik. Solo quarto il campione del mondo in carica “Zappa” dell’americano Antony Cozzie (così chiamato dall’autore in segno di stima per il cantante Frank Zappa).
Quanto ai programmi italiani, il migliore fu “Delfi” di Fabio Cavicchio, undicesimo.

Due personaggi importanti, veri pionieri dell’informatica scacchistica, presenziarono e animarono questo torneo: il prof. Paolo Ciancarini dell’Università di Bologna e il campione inglese David Levy, che nell’ormai lontano 1968 era balzato agli onori della cronaca per aver scommesso che nessun computer sarebbe riuscito a batterlo in un regolare incontro con tempi di riflessione da torneo nei dieci anni successivi.


Il controllo antidoping

Prima di passare ai dati tecnici e alle classifiche, un paio di curiosità.

Venne effettuato anche il controllo antidoping che coinvolse complessivamente 16 tra giocatori e giocatrici. Per decidere chi fossero, si sorteggiò di volta in volta dapprima il torneo (maschile o femminile), poi l’incontro, poi la scacchiera e infine il colore.
Al termine della partita l’arbitro avvisava il giocatore o la giocatrice, affidandolo ad un assistente del medico che accompagnava l’atleta nell’apposita area attrezzata per il prelievo.
L’antidoping si svolse senza particolari traumi. Non si registrarono problemi né proteste. Soprattutto nessuno venne trovato positivo!


Classifiche finali

Dopo una lotta accanita e – almeno fino a qualche turno dalla fine – incerta, nell’assoluto vinse la squadra dell’Armenia (Aronian, Akopian, Asrian, Lputian, Sargissian, Minasian), che così conquistò la medaglia d’oro dopo due consecutivi bronzi nelle edizioni precedenti.
Secondo posto per gli outsider cinesi e terzo per gli Stati Uniti che, grazie al miglior spareggio tecnico, prevalsero su Israele.
Clamorosa l’esclusione della Russia dal podio: i favoriti della vigilia furono sconfitti nell’ultima giornata proprio da Israele e così finirono al sesto posto ex aequo, dietro anche all’Ungheria.

Per quanto riguarda l’Italia, complessivamente ci fu una prova positiva delle squadre azzurre.
La maggiore disputò un buon torneo ed alla fine venne compensata da un piazzamento più che dignitoso, con un deciso incremento rispetto alla “classifica teorica” della vigilia: complessivamente 5 incontri vinti, 3 pareggiati e 5 persi. I punti individuali: Michele Godena 6.5 su 11; Carlo Garcia-Palermo 1.5 su 7; Fabio Bellini 7 su 11; Carlo D’Amore 5 su 9; Ennio Arlandi 7 su 9; Daniel Contin 2.5 su 5.

Molto bene i “ragazzini” della seconda squadra, con splendidi risultati individuali. Conclusero con solo un punto in meno della nazionale maggiore, vincendo il prestigioso premio di fascia (terzo livello). Per loro 6 incontri vinti, 2 pari, 5 persi; punteggi: Niccolò Ronchetti 4,5 su 10, Daniele Vocaturo 5.5 su 10, Sabino Brunello 6.5 su 10; Denis Rombaldoni 5 su 9; Christian Cacco 4 su 7; Daniele Genocchio 3 su 6.
Bene anche Italia 3, la compagine sponsorizzata dalla Provincia di Torino. 5 incontri vinti, 3 pari e 5 persi. I punteggi individuali: Spartaco Sarno 6 su 10, Pierluigi Piscopo 5 su 10, Roberto Mogranzini 4 su 9, Folco Castaldo 4.5 su 9, Fabrizio Molina 3.5 su 7; Alberto Pulito 2.5 su 7.

Anna Ushenina, +8, =10, -1 a Torino 2006 (foto Lennart Ootes)

 

Nel torneo femminile, vittoria un po’ a sorpresa dell’Ucraina (Mariya e Anna Muzychuk, Ushenina, Buksa, Osmak), davanti alla favorita Russia e a una Cina decisamente sottotono dopo quattro successi consecutivi nelle precedenti edizioni.

Nel femminile Italia A si piazzò 33a ex aequo, con 6 incontri vinti, 3 pareggiati e 4 persi. I punteggi individuali: Elena Sedina 5 su 10, Olga Zimina 9 su 13, Eleonora Ambrosi 6 su 12, Maria Vincenza Santurbano 1 su 4.
Più che positiva la prova di Italia B, alla fine 64a ex aequo (Maria Teresa Arnetta 5 su 10, Veronika Goi 4 su 11, Marianna Chierici 7 su 10, Marina Brunello 2.5 su 8), 5 incontri vinti, 1 pari, 7 persi, con la piccola Brunello stressata da giornalisti e televisioni e Marianna Chierici protagonista di una grande prova (6 partite vinte, 2 pari, 2 perse) con conquista del titolo di “maestro fide femminile”.

Non va dimenticato che in gara c’erano anche altri due italiani, Duilio Collutiis (6.5 su 11 in prima scacchiera), che giocò nella squadra della ICSC (sordi) e Franco Antonini (2.5 su 6) schierato nella squadra dell’IBCA (ciechi).

Da ricordare anche la prestazione dei “cugini” di San Marino: Guido Guidi 0.5 su 4; Egidio Righi 4 su 11; Danilo Volpinari 4.5 su 11; Enrico Grassi 5.5 su 12; Massimiliano Saccapani 4.5 su 8; Roberto Cecchetti 2.5 su 6.

Festosa la cerimonia di premiazione nel tardo pomeriggio di domenica 4 giugno, alla presenza delle autorità cittadine (l’assessore comunale Montabone, il presidente della provincia Saitta, l’assessore regionale Oliva), dell’avv. Paolo Fresco, presidente del Comitato Organizzatore, del Presidente della Federscacchi Mondiale, Kirsan Ilyumzhinov e del Presidente della Federazione Italiana, Gianpietro Pagnoncelli.
Al termine della cerimonia, Torino passò simbolicamente la “fiaccola” alla città di Dresda, dove si sarebbe svolta la successiva edizione delle Olimpiadi degli Scacchi nel 2008.


Una simultanea in treno

Concludo ricordando che tra le molte manifestazioni collaterali ebbe grande successo la simultanea tenuta da Veronika Goi sul treno ad alta velocità Torino-Milano venerdi 26 dalle 12.20 alle 14.47; treno puntualissimo sia in partenza sia all’arrivo.
Tra i partecipanti, molti di categoria nazionale, anche due gentili signore, più viaggiatori appositamente giunti per l’occasione da varie parti d’Italia, da Bologna, da Verbania e addirittura da Brindisi.

Nel tempo di percorrenza Veronika giocò 30 mosse e concluse vincendole 16 partite, poi per aggiudicazione tre furono dichiarate patte e una sola le fu data persa; giocò correndo su e giù per l’angusto corridoio, tra numerose telecamere di varie tv – tra le quali la RAI, che dedicò alla esibizione un collegamento nella trasmissione “Uno mattina” – ed i flash dei fotografi che seguirono l’esibizione per tutta la durata del viaggio (e il giorno dopo molti furono gli articoli sui giornali).

È stata questa forse la prima volta che una simultanea è stata giocata su un treno, di certo la prima (rimasta poi unica) su un treno italiano dell’alta velocità.

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