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Cinquant’anni e non li dimostra (17): è l’ora di Dad5

(Riccardo Moneta)
Una puntata particolare, questa diciassettesima. Dad5 non è un nuovo movimento dadaista o un lettore CD o un movimento di supporto al nostro Topatsius che ha deciso di sfidare Trump alle prossime (se mai ci saranno) elezioni presidenziali americane. Dad5 è una delle tante possibili trascrizioni di una mossa del gioco degli scacchi: a voi è mai capitato di giocare Dad5? No? E allora guardate questa strana partita di 50 anni fa:

Thomas Casper – Klaus-Dieter Heckert
Benhausen , 1975

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La partita che avete visto non è una invenzione mia o di qualche spiritoso blogghista, ma è stata veramente giocata nella semifinale del campionato della DDR del 1975, forse nei locali della centrale elettrica attigua alla stazione di Ostbahnhof a Berlino Est, o forse fra parecchi boccali di Berliner Pilsner in un locale di Friedrichshain. Ma nessuno indagherà mai. In effetti la partita non dimostra 50 anni, ma almeno 150, e per questo può essere accolta nella nostra rubrica.

Stessa cosa per la successiva partita, per la quale, se non sapessi diversamente, avrei potuto immaginare, quantomeno dal tratto n.9 in poi, a qualcosa giocato di Nero da Paul Morphy alla cieca contro lo zio Ernest. Ed invece siamo in Europa appena pochi decenni fa. Tenetevi saldi!

Stefanov – Andreyev
Bulgaria, 1975

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E qui mi fermo: mi ci vuole una pausa-caffè. Eccomi di sopra, nell’immagine sotto il titolo, ripreso mentre, da solo e in una umidissima serata di settembre, cerco di scegliere una miscela decente di qualcosa di decente in un locale molto lontano da Berlino. Alla prossima!


P.S.: Immagine di copertina: ‘Decisions’ di Tristan Le Blevennec


Queste le puntate precedenti:

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