Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Cinquant’anni e non li dimostra (13)

(Riccardo Moneta)
In questa rubrica siamo soliti presentare partite e posizioni che nel tempo non hanno perso interesse o fascino. Ma interesse e fascino al negativo presentano pure quelle posizioni in cui uno dei due contendenti (e a volte tutti e due!) combina clamorosi/mostrosi guai… non troppo dissimili da quelli che si vedono talvolta in giro ancor oggi.

Ad inizio 1975 (10-23 febbraio) suscitò molta attenzione il match di Stoccolma fra il G.M. danese Bent Larsen (1935-2010), fresco vincitore del forte torneo di Orense, e la grande promessa svedese Ulf Andersson (nato il 27 giugno del 1951). Quest’ultimo confermò di poter essere il degno successore di due grossi nomi dello scacchismo di Svezia quali Stolz e Stahlberg, ma al suo ampio e inatteso successo nel match (5,5 a 2,5, con 5 vittorie e due sconfitte) parecchio contribuirono le sviste del giocatore di Thisted.

L’intero match visse sugli attacchi piuttosto spericolati di un poco concentrato Larsen e sulla rocciosa difesa di Andersson (un predestinato “re delle patte”), che non mancò le ricorrenti occasioni concessegli di trafiggere in contropiede. Ecco l’incredibile misfatto, dopo una prima patta ed una vittoria dello svedese, avutosi nella terza partita:

Bent Larsen – Ulf Andersson
Stoccolma, 1975 – 3ª partita del match
Posizione dopo 29… Txa2


Larsen perse anche la quarta del match, cercando di forzare ad ogni costo una posizione sterile, e vide materializzarsi, sia pure in un match amichevole, i fantasmi dei rovesci subiti contro Spassky nel 1968 e contro Fischer nel 1971. Sullo 0,5-3,5 il danese reagì vincendo la quinta e la settima e portandosi sul 2,5-4,5, quando un’altra enorme sbadataggine lo condannava definitivamente. Eccovi la posizione decisiva:

Ulf Andersson – Bent Larsen
Stoccolma, 1975 – 8ª partita del match
Posizione dopo 46. Rh4


Con Andersson c’era poco da scherzare! Quell’anno fu per lui fortunato e fu anche il primo giocatore che sia riuscito a sconfiggere il neo campione del mondo Karpov. Ma, meglio di certi episodi, ad illustrare la grandezza di Ulf Andersson basterebbe un solo dato: giocò ben 16 edizioni delle Olimpiadi, raggiungendo questo notevole risultato: 58 partite vinte, 119 patte e appena 16 perdute.

E’ ora di voltare pagina e di smetterla con gli errori e con gli orrori. Per cancellare certa robaccia niente di meglio che mostrare la partita che vinse il premio per “il miglior attacco” nel campionato sovietico del 1974. Protagonisti due vecchie conoscenze del nostro blog, ovvero Viktor Kupreichik (del quale potete leggere qui: “Vincere come Kupreichik con il sacrificio di Alfiere in h6“, “Era il 1973 e c’era un fantastico Kupreichik …” e “Viktor Kupreichik ci ha lasciato“) e Karen Grigorian (del quale abbiamo parlato qua: “I Dèmoni non dettero scampo ai gemelli Karen e Levon Grigoryan“).

Viktor Kupreichik – Karen Grigorian
Leningrado, dicembre 1974


Queste le puntate precedenti:

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