Una manovra di matto molto particolare
Il Bianco può dare matto in 4 mosse
(UnoScacchista)
Come tutti sappiamo, più schemi di matto si conoscono, più è facile “scoprire” belle combinazioni in partita. Nel corso degli anni si possono vedere sui libri e nelle raccolte di partite (e quindi ricordare) schemi che, in una particolare situazione, tornano utili nelle nostre partite. In quei casi, è un vero piacere eseguire manovre e anche sacrificare materiale per dare uno scacco matto spettacolare.
A volte, però, lo schema di matto non è realizzabile esattamente come lo conosciamo, ma, diciamo, richiede uno sforzo di adattamento, come nel caso del diagramma di apertura di questo post.
Così come il “matto del corridoio” si può realizzare anche su una colonna laterale e non solo sull’ultima traversa, così alcuni matti hanno bisogno di un blocco o di un autoblocco specifico perché lo schema si realizzi.
Ecco un esempio, tratto da una mia vecchia partita.
Adesso passiamo a considerare lo schema di matto conosciuto come “matto arabo”. Nella sua forma più semplice si presenta in questa forma:
Non è un matto insolito e spesso si incontra in partita, magari come minaccia più che come esecuzione. Questo è un esempio molto famoso giocato dal grande Steinitz.
Torniamo adesso alla posizione del diagramma iniziale, che mostra una posizione tratta dall’analisi di una partita giocata nel Campionato a squadre islandese di quasi due mesi fa.
In questo caso è il Re bianco che svolge la funzione di blocco di una casa di fuga del Re avversario, ma lo schema di matto è sempre quello del matto arabo. La cosa che mi ha colpito nel vedere questo schema associato alla manovra del Re, è che qualcosa di praticamente identico successe nel 1968 durante una famosa partita che un altro Campione del Mondo, Mikhail Tal, giocò con il Nero contro i giovani lettori della “Pionerskaya Pravda”.

Dopo la 26ª mossa del Bianco, la partita raggiunse la posizione del diagramma:
Non è magnifico che certi schemi si possano ripresentare a distanza di così tanti anni e comunque mantenere intatto il loro senso estetico? E che noi, usando le nostre abilità e capacità, abbiamo la possibilità di ripercorrere le stesse strade esplorate dai grandi campioni del passato?