Cinquant’anni e non li dimostra (15)
Acquerello in bianco e nero di Elicia Elidanto
(Riccardo Moneta)
Dei premi di bellezza negli scacchi vi ha già parlato sulle nostre pagine l’amico Tristano Gargiulo in questo articolo di alcuni anni fa: “I premi di bellezza negli scacchi“. Ed eccovi subito, quindi, un premio di bellezza, quello che venne assegnato, appunto nel 1975, al futuro campione olimpico András Adorján per la sua partita dell’Open internazionale di Bagneux contro il campione danese di quell’anno Gert Iskov.
András Adorján – Gert Iskov
Bagneux , 1975
(le note sono dell’epoca e dello stesso Adorjan)
Due parole qui sul campione olimpico di scacchi András Adorján, scomparso all’età di 74 anni l’11 maggio del 2023 dopo una lunga malattia. Adorján, che fino al 1968 aveva il cognome di Jocha, ottenne nel 1970 il titolo di maestro internazionale e nel 1973 quello di Grande Maestro. Cinque anni dopo fece parte della squadra nazionale ungherese che vinse le Olimpiadi a Buenos Aires. Partecipò a sei edizioni olimpiche e nella stagione 1979-1980 arrivò tra gli otto candidati al mondiale grazie al terzo posto nell’interzonale di Riga. Nel 1984 fu tra i secondi di Garry Kasparov e successivamente di Péter Lékó. In patria è stato anche un apprezzato scrittore di romanzi e racconti.

Questo sopra è un ricordo del team ungherese che superò lo squadrone sovietico alle Olimpiadi del 1978 in Buenos Aires: Portisch, Ribli, Sax, Csom, Adorjan e Vadasz rinverdirono le imprese olimpiche del 1927 e 1928 dei connazionali Maroczy, Nagy, Vajda, Steiner e Havasi. Le tre sorelle Polgar contribuirono, insieme a Peter Leko, a tenere alto lo scacchismo magiaro in questo secolo, ma negli ultimi 10 anni sembra che parecchio buio sia sceso su Budapest, e non solo sopra le 64 caselle. Ma andiamo avanti.
Ho già parlato su queste pagine di un indimenticabile fuoriclasse degli anni Settanta, ovvero lo sloveno Albin Planinc (“Albin Planinc, l’immaginazione con ali grandi come il cielo in un carcere piccolo come una mano“).
Restò fra le curiosità di Hastings questa sua particolare miniatura della quale cadde vittima un forte giocatore come l’armeno Raphael Vaganjan.
Rafael Vaganian – Albin Planinc
Hastings, 1974/75
P.S.: nell’immagine sotto il titolo: Elicia Elidanto, Acquerello in bianco e nero
Queste le puntate precedenti:
- Cinquant’anni e non li dimostra (1)
- Cinquant’anni e non li dimostra (2)
- Cinquant’anni e non li dimostra (3)
- Cinquant’anni e non li dimostra (4)
- Cinquant’anni e non li dimostra (5)
- Cinquant’anni e non li dimostra (6)
- Cinquant’anni e non li dimostra (7)
- Cinquant’anni e non li dimostra (8)
- Cinquant’anni e non li dimostra (9)
- Cinquant’anni e non li dimostra (10)
- Cinquant’anni e non li dimostra (11)
- Cinquant’anni e non li dimostra (12)
- Cinquant’anni e non li dimostra (13)
- Cinquant’anni e non li dimostra (14)