Site icon Uno Scacchista

Cinquant’anni e non li dimostra (19)

(Riccardo Moneta)
Oggi il baricentro degli scacchi mondiali si va sempre più spostando verso il continente asiatico e sarà sempre più difficile leggere da qualche parte notizie provenienti dall’Europa come questa pubblicata sul numero dell’ “Alfiere di Re” dell’ottobre del 1921:


Il 24 settembre del 1921 ebbe luogo nella Central Hall di Westminster il match gigante fra le Contee del Nord e le Contee del Sud d’Inghilterra, con la partecipazione di 400 giocatori per parte. Si calcola che, compresi gli spettatori, più di 1.000 persone erano presenti nella sala, prendendo parte o assistendo a questa mastodontica lotta, che si chiuse con la vittoria delle Contee del Nord e con questi parziali:

Prime 7 scacchiere: 5-2; Scacchiere nn. 8-100: 44,5-48,5; Scacchiere 101-200: 45-55; Scacchiere 201-300: 58-42; Scacchiere 301-400: 65-35


Potete immaginare di quale spettacolo si sia trattato! Chi ha vinto non conta, anche se personalmente mi fa piacere rilevare come in pratica la sfida sia stata decisa dagli ultimi, dai più poveri, forse bambini o anziani, cioè dalle scacchiere fra 301 e 400.

E’ però l’ora di rientrare nel tema di questa nostra rubrica, ovvero i ‘50 anni’, e non c’è di meglio per oggi che una frizzante partita giocata da Evfim Geller nel corso di uno dei tornei che più lo videro grande protagonista, il Memorial Alekhine di Mosca ‘75, dove vinse (10,5 p. su 15, imbattuto) mettendo in fila personaggi famosi del calibro di Spassky, Vaganjan, Korchnoi, Kholmov, Hort, Petrosian, Beljavsky, Tal e altri 6 grandi maestri.

Nella foto sotto il titolo riconoscete da sinistra, dopo lo stesso Geller: Karpov, Petrosian, Tal e Furman.

Alexander Beliavsky – Efim Geller
Mosca , 1975

È necessario attivare JavaScript per migliorare la visualizzazione della partita a scacchi.


Non tutti in Unione Sovietica sapevano cogliere le occasioni come ha fatto Geller nell’esempio precedente. Magari crearsele sì, ma poi certe pratiche realizzazioni venivano talvolta a mancare. Il russo Yuri Ovchinnikov ci avrà messo parecchi giorni, se non mesi, per digerire la grandissima mancata occasione a lui qui appresso presentatasi contro l’ucraino Vladimir Trofimovich Grokhotov, il quale ringraziò e portò a casa il risultato pieno.

Y. Ovchinnikov – V. Grokhotov
URSS, 1975

È necessario attivare JavaScript per migliorare la visualizzazione della partita a scacchi.

Ovchinnikov forse non voleva pagare la cena al suo Alfiere in h6, che sarebbe stato eletto protagonista assoluto del matto. Roba del genere è sempre successa e succede ancora oggi (ma non ai campioni!).


Queste le puntate precedenti:

Exit mobile version