(Uberto Delprato)
Finalmente è ufficiale: il “Museo Internazionale degli Scacchi Giovanni Longo – Città di Marostica” è una realtà visitabile da tutti gli appassionati del nostro gioco. Sabato 16 maggio si è svolta l’inaugurazione ufficiale che, alla presenza delle autorità politiche locali, del presidente della ECU GM Zurab Azmaiparashvili e del presidente della FSI Luigi Maggi, ha finalmente permesso a Giovanni Longo di tagliare il nastro tricolore e coronare un sogno accarezzato da tempo e fortemente voluto con caparbietà e visionarietà.
Sulle pagine virtuali di questo blog Claudio Mori ha raccontato molti aspetti del lungo percorso di progettazione e realizzazione del museo. Nel maggio 2022 la conferma che sarebbe stato realizzato “A Marostica il Museo degli Scacchi“; nel marzo 2023 le prime idee con “Marostica: gli scacchi dell’innocenza nell’allestimento del Museo Internazionale“; poi, quest’anno, le ultime tappe di avvicinamento: “Scacchi in Museo a Marostica, tenera follia” e “Marostica, l’allestimento del Museo degli Scacchi“.
Potete ripercorre questo lungo percorso durato quattro anni, se volete, oppure leggere queste poche righe sull’inaugurazione alla quale io e Roberto Cassano abbiamo partecipato, gentilmente invitati dall’amico Giovanni Longo.
L’evento è stato sì un passaggio gioioso e formale per l’apertura del museo, ma è stato soprattutto un abbraccio collettivo a Giovanni che, in circa duecento, abbiamo voluto offrire a chi ha voluto trasformare, per il puro amore per gli scacchi, una sua splendida collezione privata in una esposizione godibile e fruibile da chiunque lo vorrà.
Certo, sono stati importanti e graditi gli interventi del sindaco di Marostica Matteo Mozzo, del sottosegretario al Ministero dell’Impresa e del Made in Italy Mara Bizzotto e dell’assessore regionale alla Cooperazione interregionale Marco Zecchinato. Hanno anche preso la parola il Presidente della FSI Luigi Maggi e, ospite d’onore, il Presidente dell’European Chess Union Zurab Azmaiparashvili.
Tutti però stavamo aspettando Giovanni Longo, che, visibilmente emozionato, ha raccontato brevemente la storia del museo e la sua decisione di volerlo realizzato a Marostica, città-simbolo degli scacchi in Italia per la sua famosa partita di scacchi viventi, che da poco ha compiuto 100 anni (ne potete leggere la storia in “Centenario: 1923, la partita a scacchi viventi di Marostica“, sempre di Claudio Mori). Il lungo applauso, diventato poi una “standing ovation” è stato qualcosa che Giovanni ha confessato di non aspettarsi, ma che è stato assolutamente spontaneo e affettuoso.
La visita del museo è qualcosa che non posso fare altro che consigliare a tutti coloro che amano il nostro gioco, al di là degli aspetti agonistici e tecnici. È un lungo viaggio artistico attraverso la fascinazione che nei secoli ha colpito innumerevoli artisti, di diversa ispirazione ed estrazione, nel creare la loro interpretazione di 64 caselle e 32 pezzi: Giò Pomodoro, Man Ray, Marcel Duchamp, solo per citarne alcuni.
L’esposizione è organizzata in spazi tematici sulla base del continente di provenienza degli oggetti, ma ben presto ci si accorge di essere trasportati in mondi paralleli e “sghembi”, fluttuando tra i secoli e le correnti artistiche fino ad approdare a quella che apparentemente è la conclusione del percorso, ma che è anche il punto di partenza per reinterpretare la nostra società: la scacchiera di Enrico Baj.
Regalatevi davvero un grande viaggio nel mondo degli scacchi e andate a Marostica per vedere, di persona, set di scacchi famosi, che sicuramente avete visto in fotografia, ed espressioni artistiche che vi sorprenderanno e divertiranno: grazie davvero a Giovanni per la passione che per tanti anni lo ha guidato nella raccolta di tutti questi capolavori da ogni parte del mondo, e per la caparbietà e la generosità con le quali li ha donati a noi tutti. E che il “Museo Internazionale degli Scacchi Giovanni Longo – Città di Marostica” possa diventare un centro pulsante di cultura scacchistica, un luogo centrale attorno al quale organizzare visite, eventi e racconti sul “Gioco più bello del Mondo”!
Ma siccome questi eventi sono anche, e soprattutto, un’occasione per rinsaldare amicizie e conoscenze, la giornata di sabato è continuata in una trattoria il cui nome è particolarmente caro agli scacchisti: “Caissa”. Lì tra collezionisti, appassionati ed esponenti a vario titolo del variegato mondo culturale scacchistico, la giornata è continuata all’insegna del divertimento e dell’allegria.
Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del museo, grazie a tutti coloro che sono riusciti a venire a Marostica da ogni parte d’Italia e un ringraziamento speciale a Giovanni Longo: che l’entusiasmo e la passione per gli scacchi non ci abbandonino mai!
