(Uberto Delprato)
Bello giocare a scacchi in famiglia, vero? Ma in quante famiglie si gioca a scacchi ad alti livelli non solo tra moglie e marito, ma tra generazioni? Per capirci, non fra nonni e nipoti o padri e figli a livello di principianti o anche di giocatori da circolo. Intendo proprio giocatori di livello internazionale, insomma Grandi Maestri o Maestri Internazionali. Non c’è nessuna regola genetica che trasmetta gli scacchi tra generazioni, eppure esiste qualche caso di famiglia o addirittura dinastia scacchistica.
Probabilmente tutti hanno sentito parlare di Anna Cramling Bellón, famosa “content creator” scacchistica (come si dice oggi), ma anche Maestro FIDE femminile. Bene, la ragazza (che ha appena compiuto 23 anni) è figlia di due noti Grandi Maestri, che il suo doppio cognome svela: Pia Cramling e Juan Manuel Bellón López. Non ne ha ereditato il titolo, ma di certo si deve essere cibata di pane e scacchi fin dall’infanzia! Anna e sua madre Pia hanno rappresentato la Svezia alle Olimpiadi di Chennai del 2022, caso molto raro.
Raro ma non unico, visto che il GM Ziaur Rahman e suo figlio Tahsin Tajwar Zia, Maestro FIDE (recentemente dovrebbe aver completato le norme di MI), hanno giocato nel 2022 nella nazionale del Bangladesh alle Olimpiadi di Chennai.
Non hanno mai giocato nella stessa squadra nazionale, invece, il GM tedesco Thomas Pähtz (GM) e sua figlia Elisabeth Pähtz, anch’ella Grande Maestro (titolo confermato dopo una lunga battaglia procedurale con la FIDE).
Non ho potuto trovare conferma scritta, ma alcune fonti riportano che il GM uzbeko Tair Vakhidov sia il padre di Jakhongir Vakhidov, Grande Maestro e membro del team che nel 2022 vinse l’oro alle Olimpiadi di Chennai.
Parlando poi di dinastie, spicca quella olandese dei Van Foreest, che oltre alla generazione attuale dei Jorden e Lucas (entrambi Grandi Maestri) e Machteld (Maestro FIDE femminile) annovera i loro avi Arnold van Foreest (campione olandese nel 1889, 1893 e 1902) e Dirk van Foreest (campione olandese nel 1885, 1886 e 1887).
Altro esempio di famiglia scacchistica è quella rumena dei Foisor: il padre Ovidiu-Doru è Maestro Internazionale, la madre Cristina-Adela (scomparsa nel 2017) era anche Maestro Internazionale. Le figlie hanno seguito la loro passione scacchistica: Sabina-Francesca è Maestro Internazionale ed è stata Campionessa USA nel 2017 poco dopo la morte della madre, mentre Mihaela-Veronica è Maestro Internazionale femminile.
Chiudo questa rapida carrellata citando Eduard Dubov, nonno del GM russo Daniil Dubov. Eduard non era un giocatore, ma un matematico ed un esperto arbitro internazionale, che ha dato anche il suo nome ad un sistema di accoppiamento nei tornei svizzeri.
Sicuramente avrò dimenticato altri “giocatori in famiglia”, ma adesso vi voglio presentare la famiglia Purdy. Cecil Purdy è stato un noto giocatore e pubblicista australiano, Maestro internazionale a tavolino e Grande Maestro per corrispondenza. Fu anche il primo Campione del Mondo per corrispondenza vincendo il titolo nel 1959 (potete trovare molte informazioni nella serie di post che ha pubblicato qui Salvatore Tramacere).
Cecil si sposò nel 1934 con Anne Crakanthorp, figlia del due volte campione australiano di scacchi Spencer Crakanthorp. Dal loro matrimonio nacquero due figli, John Spencer e Diana. John Spencer Purdy seguì le orme del padre (e del nonno) vincendo il Campionato australiano di scacchi nel 1955 e nel 1963.
Da sinistra. Prima fila: Vladimir Bagirov, Yuri Averbakh, Brian Harkin, Karlis Lidums, ? McAuliffe. 2a fila: Cecil Purdy (a braccia incrociate), Garry Koshnitsky, A. Cuntala. 3a fila: (3 a sinistra e 2 a destra) Lucius Endzelins, Karlis Ozols, Ortvin Sarapu, P. Purkalitis, Phil Viner. 4a fila: (solo 2) Wolfgang Leonhardt, John Hanks. 5a fila: John Purdy, Frank Crowl, Emmanuel Basta, Artù Teters, Vas Lapin, L. Cohen. 6a fila: R. Stalley, AL Miller, ed a destra WJ Goss.
Cecil Purdy vinse quattro volte il Campionato australiano (1935, 1937, 1949 e 1951) e ci andò molto vicino nel 1960, quando … vediamo cosa successe grazie al racconto che Yuri Averbakh riporta nel suo “Lecturas de ajedrez” (Ediciones Martínez Roca, 1969), traduzione in spagnolo dell’originale “В поисках истины (Записки гроссмейстера)” del 1967.
All’ultimo turno Cecil Purdy, che aveva la concreta possibilità di vincere il titolo di campione, doveva giocare con suo figlio John Spencer, che aveva giocato un torneo molto incostante. Quella “sfida in famiglia” fu una battaglia violenta, al termine della quale il figlio sconfisse il padre, privandolo così del titolo di campione.
Dopo la fine della partita, l’anziano Purdy si alzò dalla sedia, si asciugò il sudore dalla fronte e tra il serio e il faceto disse “Ecco quello che succede ad insegnare a giocare a scacchi ai figli!“
