Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Ma quanto si gioca a scacchi in giro per il mondo! E Pia Cramling …

(UnoScacchista)
Oggi pensavo di pubblicare un post su qualche evento di cronaca, qualcosa che è successo di recente o sta per cominciare. Riordinando le idee, mi sono accorto che ci sono fin troppe notizie sulle quali potrei costruire un racconto, spaziando da Erigaisi che ha superato per un paio di partite i 2800 durante il Campionato Europeo a Squadre, ai Campionati Mondiali Giovanili di Florianopolis in Brasile; da Kramnik che continua la sua personale e sgraziata battaglia contro il cheating, a Christopher Yoo che perde il senno a Saint Louis; da Kasparov che torna alla scacchiera per un torneo Chess 9LX sempre a Saint Louis, alla seconda tappa del FIDE Grand Prix femminile in Kazakhstan; dai Campionati Europei Seniores a Lignano Sabbiadoro al Campionato Mondiale per dilettanti a Rodi. Insomma… da dove cominciare?

Alla fine mi sono detto che tutti questi eventi sono già coperti da moltissimi canali social e dai siti specializzati, quanto e meglio di come potrei fare io in un solo post, quindi perché non parlare di… Pia Cramling! Sì, esatto, dell’unica, insuperabile Pia, la svedesina che fu la quinta donna a conquistare il titolo di Grande Maestro e che ha attraversato la storia degli ultimi 50 anni di scacchi dall’era pre- a quella post-Polgar e che oggi, a 61 anni, è ancora lì attorno al 35° posto della classifica Elo a battagliare con ragazzine più giovani di sua figlia.

La tredicenne Pia Cramling nel 1977 a Wiik aan Zee

Anna Cramling, figlia di Pia, è una delle “content creators” più seguite della “scaccosfera” (forse un neologismo, non so, ma visto gli esempi recenti, penso si possa dire) e una brava giocatrice, cosa che era evidentemente destinata a diventare, visto che il padre è a sua volta un Grande Maestro: Juan Manuel Bellon Lopez, del quale ci ha parlato Antonio qualche tempo fa.

Insomma, cosa sta facendo Pia per essere diventata la protagonista di questo post di cronaca? Non contenta di partecipare attivamente alle scorribande della figlia sui social, YouTube in particolare, ha accettato la sfida di affrontare in un match alla scacchiera niente meno che Levy Rozman, che sono sicuro conoscerete meglio come Gotham Chess. Levy, un Maestro Internazionale, ha fatto molta fortuna con il suo canale YouTube, tanto da superare i 5 milioni e mezzo di iscritti ed essere eletto miglior “streamer” di scacchi nel 2023.

La famiglia Bellon-Cramling a Gibilterra nel 2017 (Sophie Triay)

Bene, questa sfida dal valore sportivo infinitamente inferiore agli esempi che ho portato ad inizio post, è stata presentata come una “Battaglia di generazioni” ed è un’ottima dimostrazione di quello che recentemente sembra essere la direzione presa da un certo tipo di offerta scacchistica: puro entertainment. Ne ho scritto un anno e mezzo fa (“Come si evolveranno gli scacchi nei prossimi anni?“) e vedo che sempre più sembra essere questo il futuro.

Nakamura afferma che il suo contributo alla crescita mondiale del business legato agli scacchi (principalmente, se non unicamente, online) rende quasi insignificante quello di Carlsen. Sembra un’assurdità, ma c’è del vero se lo stesso Carlsen ha sentito il bisogno di lanciare uno nuova App (“Take, take, take”) che vuole trasformare l’esperienza di seguire le partite dal vivo secondo il concetto di uno sport nel quale fare il tifo per i propri beniamini: un tifo però “social”, non come quello che noi facevamo negli anni passati. Henric Buettner (colui che sta dietro all’iniziativa Freestyle Chess) si è spinto a dire che il potenziale degli scacchi in questo senso è enorme, tanto da vedere in futuro gli scacchi giocati al Madison Square Garden con gli spettatori che fanno un tifo rumoroso “chiamando” le mosse dei giocatori. Uno spettacolo che non voglio neanche immaginare, da “matusa” quale sono…

Ecco perché voglio parlare di Pia Cramling e del suo inconfondibile sorriso. Un modo di intendere gli scacchi come battaglia sportiva, certo, ma con stile. E anche una passione per il miglioramento che va al di là della ricerca della vittoria a tutti costi e che si basa sulla comprensione e la visione strategica. Commentando la preparazione al match di Levy Rozman, Carlsen gli ha suggerito di cercare di batterla alle cadenze rapide (il match si gioca in tre parti: cadenza classica, Rapid e Blitz), perchè “in una partita manovrata e lenta… ” e ha fatto una smorfia come per dire “… non avresti scampo“.

E così è stato nella prima partita, giocata ieri. Forza Pia. Non ho nulla contro Gotham Chess, che mi sta molto simpatico e di cui seguo talvolta i concitati e divertenti video, ma a me piacciono ancora gli scacchi giocati. Per gli scacchi unicamente di intrattenimento ci saranno altri estimatori.

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