La priorità di Carlsen? Il Freestyle Chess
Carlsen al Freestyle Chess 2024
(Uberto Delprato)
Carlsen tenterà di nuovo la scalata al titolo di Campione del Mondo? No, a dar retta a quello che dice la sua partecipazione ai tornei a cadenza classica è destinata a diminuire. Si, qualche grande torneo, come il Norway Chess, recentemente le Olimpiadi, ma gli scacchi a cadenza classica sembra non interessino più al norvegese.
Forse i tornei Rapid e Blitz che sembra prediligere, tanto che aveva detto che gli sarebbe piaciuto integrarli nel formato del match per il titolo mondiale? Mah, anche quelli vanno bene e conquistare in serie titoli mondiali di specialità sembra piacergli ancora ma… solo pochi tornei all’anno, perché ci sono molte possibilità interessanti senza dover andare in giro per il mondo in località improbabili.
E allora? Forse il suo futuro è online, dove continua a arrivare ai primi posti in quasi tutte le manifestazioni a cui partecipa? Giusto ieri ha battuto di nuovo Firouzja nel Julius Baer Generation Cup, quarta e ultima tappa prima delle finali del Champions Chess tour 2024. Sì, certo, i tornei online sono comodi, li puoi giocare ovunque ti trovi, magari senza tanta preparazione, però… il livello di gioco è quello che è…
Ma insomma, benedetto ragazzo, vuoi davvero smettere di giocare quando non sarai più numero 1 nelle classifiche Elo o hai trovato qualche nuovo obiettivo? Mica vorrai diventare un autore di libri e corsi o un allenatore? No, la sua priorità è adesso il “Freestyle Chess”. Cioè?

In più di qualche occasione Carlsen ha detto di apprezzare molto le sfide e la libertà di pensiero che gli scacchi “Fischer Random” (o Chess960″ o “ChessXLV”) garantiscono. L’unico aspetto agonistico che, secondo lui, rimaneva di sistemare era giocarli a cadenza classica e non solamente Rapid. Bene, questa è la definizione del “Freestyle Chess”: Chess960 giocati a cadenza classica.
La formula è stata sperimentata a febbraio di quest’anno nel Freestyle Chess G.O.A.T. Challenge, che Carlsen ha vinto battendo in finale Abdusattorov. Il torneo ha avuto un discreto successo e, soprattutto, è piaciuto a quasi tutti i giocatori, tanto che Jan Henric Buettner, la mente (e i soldi) dietro il torneo di Febbraio, si è imbarcato nell’impresa di organizzare il primo “Freestyle Chess Grand Slam“, che dovrebbe essere composto di sei-otto tornei da giocarsi in giro per il mondo in località di lusso.
“Gli scacchi devono evolversi in uno spettacolo più dinamico e accattivante, che consenta ai giocatori di mettere in mostra le proprie abilità fin dalla prima mossa.” (Magnus Carlsen)
Quello che Buettner sta riuscendo ad organizzare è in pratica il “torneo ideale” per Carlsen (sue parole), tanto che il norvegese si è impegnato a giocare Chess960 solamente nel Freestyle Chess Grand Slam e a fare di tutto per promuovere l’iniziativa.
Se Carlsen si è dato da fare per dare credibilità al tutto e per riunire un numero sufficiente di giocatori interessati a partecipare, Buettner è riuscito ad assicurarsi un finanziamento di ben 12 milioni di dollari statunitensi, che verrà elargito da “Left Lane Capital”, un fondo di investimento in aziende tecnologiche.
Carlsen, che è uno dei co-fondatori di Freestyle Chess, ha avuto “un ruolo determinante nel dare forma al formato delle competizioni di Freestyle Chess”, come riportato nel comunicato stampa di un paio di mesi fa.
“Le varianti moderne degli scacchi come il FischerRandom definiranno il futuro degli scacchi, che devono evolversi verso un gameplay più emozionante.” (Magnus Carlsen)
Non sono sicuro che la finalità giusta sia quella di offrire uno spettacolo più emozionante: gli scacchi sono ANCHE spettacolo, ma non SOLO spettacolo. Senza una componente tecnica di qualità e una profondità di gioco che i migliori al mondo possono mostrare come raggiungibile dai giocatori umani, ben poco resterebbe a giustificare l’esistenza del gioco, secondo me.
Resta corretta, sempre secondo me, l’intuizione di Fischer che ad alto livello è liberatorio eliminare la parte più ripetitiva e mnemonica dello studio delle aperture. E’ bene che la pianificazione strategica inizi presto e per permettere ciò, è logico che i giocatori debbano avere sufifciente tempo a disposizione. Non è affatto scontato che questo approccio possa funzionare a livello della maggior parte dei giocatori, che dallo studio delle aperture traggono il vantaggio di poter impostare le loro partite in maniera più fiduciosa, ma tutta l’iniziativa è di grande interesse.

Insomma, ottimi presupposti, eccellente compagine ad organizzare il tutto e, adesso, anche i soldi di uno sponsor che “ci crede”. il 2025 sarà l’anno di lancio del FreestyleChess: vediamo se e come la FIDE saprà accogliere questa nuova sfida e l’accoglienza che i tornei avranno da parte degli spettatori. Credo sarà un successo, ma solo se anche la compagine di commentatori l’esperienza live saranno di alto livello, rendendo le partite comprensibili a tutti.
Già annunciare il proprio ritiro negli scacchi ha poco senso. Quasi tutti i giocatori a un certo punto semplicemente smettono di giocare a tempo lungo a tavolino. Aggiungiamo che, in un’epoca in cui si giocano anche tornei importanti online, annunciare il proprio ritiro è senza senso. Se volessimo stabilire la data in cui carlsen ha annunciato il proprio ritiro, secondo me potremmo tranquillamente segnarla quando ha rinunciato a difendere il titolo. Magari giocherà ancora per molto, anche a tavolino, ma di fatto il punto di non ritorno è quello. E non tornerà indietro, nonostante molti sognino una sfida con Gukesh.
è campione del mondo in tutte le specialità con le varie tempistiche, sbaglio o l’unico titolo del mondo che gli manca è proprio il 960? appena si disputerà il mondiale 960 sarà pronto a prenderselo