Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

I Finali questi sconosciuti: ohibò la tattica

(Antonio Monteleone)
Già vedo gli occhietti dei più giovani, e gli occhi di tutti gli altri, illuminarsi nel leggere l’ultima parola del titolo di questo post. E sì, a chi non piace vedere o esibirsi in mirabolanti sacrifici, lanciarsi in complicazioni che sembrano promettere chissà cosa e fare mosse che tagliano tutti i ponti dietro di sé con l’adrenalina che sale a mille? E il tutto in pieno mediogioco, in presenza di tanti pezzi che aumentano le possibilità e la confusione nella posizione e, diciamocelo chiaramente, anche nella nostra testa!

Ebbene sì, per gli amanti della tattica c’è la notizia che questa spesso si verifica anche nei finali, con continuazioni a volte nascoste, difficili e non visibili a prima vista. La cosa può sembrare strana, visto che si potrebbe pensare che l’esiguità del materiale in campo potrebbe favorire e semplificare il calcolo delle varianti ma, alla fine, ci si trova di frequente in posizioni dove si hanno combinazioni e colpi tattici di alto spessore e inaspettati che niente hanno da invidiare a quelli del Mediogioco.

Il finale che segue mi colpì particolarmente quando lo vidi la prima volta: posizione minimale, che fa quasi abbassare la guardia alla parte più debole, ma che nasconde un’insidia decisamente pericolosa.



Questo è un colpo tattico da tenere bene a mente. Per certi versi semplice, ma non immediato e, o lo si conosce, oppure può sfuggirci nel furore della lotta.

Abbiamo scritto semplice: ma lo è poi così veramente?



Evidentemente né Sevian né Caruana conoscevano la Manik-Gallagher e né a entrambi è balenata l’idea di quella possibilità tattica nascosta. Colpo tattico semplice? Sì, quando lo si conosce, ma se è sfuggito a due Top GM, tanto semplice alla fine non lo è.

A scusante dei due giocatori, c’è il fatto che la partita era un blitz, e viste il numero di mosse giocate, stavano probabilmente viaggiando sugli incrementi, con a disposizione solo qualche secondo, o forse meno, per muovere. Sicuramente a tempo lungo e con qualche minuto a disposizione, entrambi avrebbero visto la minaccia latente nella posizione. Altrettanto sicuro che se avessero visto la posizione dell’altra partita, considerata la loro memoria fotografica, avrebbero facilmente trovato la mossa vincente, anche se bisogna riconoscere che nei momenti concitati di una partita lampo, spesso anche i grandi fanno mosse inconsulte, come è invece la prassi nelle nostre partite lampo al circolo!

Certo, i più critici potrebbero disquisire sul fatto che senza l’errore dei conduttori dei Neri, questi colpi tattici non si sarebbero potuti verificare, ma questo è però anche vero per tutte le combinazioni e i tatticismi che si verificano nel mediogioco e invitano a una attenzione sempre massima, anche quando sembra che non ci sia più alcun pericolo, soprattutto in finale con il materiale ridotto.

Ora, inseriamo nel nostro bagaglio culturale scacchistico questo tatticismo e teniamolo lì, ad ampliare le nostre conoscenze e, non si sa mai, pronti ad utilizzarlo alla prima occasione possibile!

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