Torre e pedone contro Alfiere: è un Finale sempre facilmente vinto?
(Antonio Monteleone)
La Qualità di vantaggio è sempre un buon viatico per la vittoria finale. Poi, se a questa si aggiunge anche un pedone in più, allora sembra proprio che per il difendente non ci sia speranza.
Eppure, negli Scacchi non sempre le cose sono come sembrano, e anche in situazioni disperate c’è spesso spazio per una strenua difesa.
È questo il caso che andiamo ad analizzare nel seguente Finale, dove si assiste al paradosso che a pedoni pari il difendente ha partita persa, mentre con un pedone in meno ha la Patta in tasca.
Un altro di quei Finali difficili da interpretare.
Di solito la parte in vantaggio vince, ma ad una condizione: avanzare rapidamente il Re prima di spingere il pedone in profondità. Nel nostro caso, la vittoria era possibile anche con la spinta di quest’ultimo, .
Da notare, però, che tutto era già scritto nei libri.
Ercole del Rio
1831
Insomma, senza l’amico elettronico, poco meno di duecento anni fa già si era giunti alla giusta conclusione. Ma Jumabayev, conosceva questa posizione analizzata dal modenese Ercole del Rio?
Alla fine, di nuovo Finali all’apparenza semplici che si dimostrano essere decisamente difficili. Tanta fatica che rischia di essere vanificata per una mossa fatta rapidamente che però fa la differenza tra pareggiare e perdere una partita.
Ma, soprattutto, anche in posizione apparentemente disperata, cercare sempre una risorsa per complicare la vita all’avversario, tanto al massimo la partita si perde, mentre si possono trovare reali chance di arrivare ad un insperato pareggio.