Uno Scacchista *Edizione 10 Anni*

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Avete l’acqua alla gola, vi manca lo spazio?

(Topatsius)
Sfondamento al Centro, attacco sulle ali e sull’arrocco, gambetti e sacrifici, ultima traversa debole, apertura improvvisa di una diagonale, deviazione e sovraccarico, sgombero e adescamento, attacco doppio e scacco di scoperta, pedoni doppiati e bloccati, pedone passato e pedone arretrato, pedone isolato e pedone libero …

… E ancora scacco perpetuo e zugzwang, interferenza, inchiodatura, blocco e fortezze, stallo e attacco doppio, promozione e case critiche, Re non arroccato e alfieri contrari (e ancor peggio se uguali), debolezza della settima traversa, torri incolonnate e tanto altro ancora. Terrificante. Quanti elementi combinativi e posizionali da tener presente esistono negli scacchi? Come riuscire a vedere tutto e a fare una sintesi di tutto senza perdere di vista l’essenziale, cioè il famoso “vantaggio posizionale”?

Juri Averbach, in una delle sue opere, ricordava come qualcuno un giorno avesse ingenuamente chiesto a Richard Reti quante mosse riuscisse a calcolare anticipatamente durante una partita. Reti rispose: “Nessuna”. Il Grande Maestro cecoslovacco voleva così sottolineare -commentò Averbach- come la cosa più importante negli scacchi sia la valutazione corretta della posizione ed un conseguente valido piano di gioco.

In determinati casi, in effetti, più che il calcolo serve il colpo d’occhio, quel colpo d’occhio che consente di vedere che a volte il tuo avversario non ha lo spazio per difendersi, neppure per muoversi, che sta con l’acqua alla gola, che ha a disposizione meno di un quarto della scacchiera e che pertanto puoi sopraffarlo con facilità, immediatamente, perché tuo è il vantaggio di spazio, un grande vantaggio di spazio. Lo spazio, nel nostro gioco, è fondamentale!

Guardiamo questa posizione.

Fuller – Purdy
Sidney, 1961

Però c’è una via molto più semplice una volta che si sia compreso come al Re Nero manchi uno spazio vitale per salvarsi. Il Bianco giocò

Un esempio piuttosto istruttivo di una “liquidazione” vincente.

Il Grande Maestro Ludek Pachman, nel suo lavoro “Apertura, mediogioco e finale negli scacchi” (Monaco 1977), aveva già sottolineato come fossero tre gli elementi fondamentali di una battaglia sulla scacchiera: il fattore tempo, il fattore spazio e il fattore materiale. Ecco, a volte, come nell’esempio visto, si arriva ad una posizione in cui ad essere determinante per una piacevole conclusione è proprio il fattore spazio. In conclusione: avete l’acqua alla gola e vi manca lo spazio? Abbandonate ché è meglio!

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