I Finali questi sconosciuti: il loro sottile confine con il Mediogioco
Guseinov-Artemiev a Skopje 2018
(Antonio Monteleone)
Vi siete mai trovati a filosofeggiare, tra voi e voi o con degli amici, su argomenti di varia natura che stuzzicano la vostra fantasia, tipo la madre di tutte le domande: “Ma qual è il significato profondo della vita?“. Domande buttate lì, alle quali ben sappiamo non esserci una risposta definitiva, ma sulle quali ci piace disquisire per dare delle nostre ipotesi ed ascoltare quelle degli altri.
Ecco, questo è quanto mi accade talvolta anche negli Scacchi e proprio recentemente ho riproposto agli amici del circolo una mia domanda che ponevo in gioventù quando eravamo pieni di “perché?”: “Ragazzi, secondo voi quando finisce il Mediogioco e quando inizia il Finale?”. Uberto mi ha risposto: “Quando il Re non può essere oggetto di attacchi da matto“, risposta di per sé corretta, anche se non mi convince completamente. Ricordo che alcuni sostenevano: “Quando il Re esce dal suo rifugio, l’Arrocco, e diventa parte attiva nello svolgimento della partita“. Diciamo che questa, unita alla prima, può dare un’altra spiegazione plausibile. Ma, forse, una decisa linea di demarcazione a volte non esiste, nonostante la nostra voglia e tendenza a cercare di catalogare il tutto.
Quello che andremo a vedere, è un Finale giocato da due forti GM in un Blitz di un Campionato Europeo. Diciamo che una partita con tempi di riflessione molto veloci non è il massimo per testare la bontà delle mosse giocate, ma sicuramente ci fa vedere il calcolo veloce, l’intuizione e il colpo d’occhio che hanno i giocatori di livello superiore nel trattare queste posizioni.
Allora, quanto appena visto come lo classifichiamo? Mediogioco, Mediogioco Avanzato o Finale? Io propenderei per la terza ipotesi, con qualche apertura sulla seconda, ma non ne sono poi completamente sicuro.
Voi che ne dite?