I Finali questi sconosciuti: l’eterna lotta tra l’Alfiere e il Cavallo
Norway Chess 2025, Gukesh (Michal Walusza)
(Antonio Monteleone)
In gioventù, quando si approssimava il Finale, si aveva la convinzione che l’Alfiere fosse quasi sempre più forte del Cavallo. Complice la visione di qualche Finale di Botvinnik e di Fischer, dove soprattutto la coppia degli Alfieri sembrava dominare quella dei Cavalli. Naturalmente c’erano delle eccezioni, ma il destino sembrava segnato.
Fino ad oggi, in cui la potenza di calcolo dei programmi scacchistici e la loro adozione nello studio delle posizioni ha ridimensionato questo assunto, come molti altri tipo la famosa Maggioranza di pedoni sull’Ala di Donna, ed ha portato a un nuovo modo di affrontare le posizioni, soprattutto dalle giovani leve.
Insomma, il Cavallo non ha più quel mezzo punto di valore in meno che, a questo punto arbitrariamente, ognuno di noi nella propria mente gli assegnava. Di sicuro, nella lotta del singolo Cavallo contro il singolo Alfiere, al vantaggio di quest’ultimo di agire a largo raggio (lunga gittata), ma solo su metà delle sessantaquattro caselle, si contrappone quello del Cavallo di poter colpire sulle case dell’altro colore di quelle controllate dall’Alfiere senza che quest’ultimo possa intervenire. Non per ultimo, poi, viene esaltata la capacità del Cavallo di fare quelle mosse spesso imprevedibili, che lasciano sempre aleggiare nell’aria i suoi famosi Doppi che tanto terrore hanno sempre portato nelle file nemiche.
Oggi, poi, è un fiorire di sacrifici di pedoni, per conquistare l’iniziativa alla ricerca del vantaggio o anche alla ricerca dell’equilibrio. Sacrifici che spesso sfuggono alla normale comprensione del giocatore da circolo, ma che dimostrano la loro validità nel proseguito di partite che però viaggiano sempre sul filo del rasoio. Tutto, studiato a tavolino con l’immancabile aiuto del nostro, oramai fedele, amico elettronico.
Ne è un esempio il Finale che andremo ad analizzare, giocato da due giovanissime leve indiane, al Top del rating mondiale essendo uno dei due, tra l’altro, l’attuale Campione del Mondo!

Bel Finale giocato a viso aperto dai due giovanissimi Top GM indiani. Quello che impressiona è la loro voglia di entrare in posizioni molto complicate senza paura di sacrificare materiale e sempre spinti dalla volontà di cercare l’iniziativa e l’attività dei pezzi.
Di sicuro, anche per loro ci sono dei momenti di “passaggio a vuoto”, in cui smarriscono la retta via nel turbinio delle complicazioni, ma altrettanto sicuro che entrambi sono in forte progressione per avvicinarsi sempre di più ai livelli dell’attuale “Mostro della Scacchiera”: Magnus Carlsen.
E voi, che giocatori siete? Quelli che preferiscono il Cavallo o quelli che preferiscono l’Alfiere?
Io, avendo giocato per tanto tempo, e giocandolo ancora specie in partite rapide, l’Attacco Trompowsky vi suggerisco la mia preferenza senza… darvi la mia preferenza!