Akiba Rubinstein si schiantò sul Gambetto di Budapest
(Riccardo Moneta)
Il Gambetto di Budapest è una di quelle difese minori che nel periodo romantico hanno conosciuto dei momenti di gloria. E’ un peccato vederlo sempre di meno nei tornei internazionali di oggi. Alla sua notorietà molto contribuì il torneo di Berlino del 1918, e molto per merito del polacco Akiba Rubinstein (1882-1961), il quale con i pezzi bianchi incocciò prima su Milan Vidmar ed appena una settimana dopo su Jacques Mieses.
Il Gambetto di Budapest era in verità già conosciuto tempo prima. Sviluppato e studiato dai maestri ungheresi Breyer, Baràsz e Abonyi, pare che la prima partita nota con questo Gambetto risalga al 1896, quando a Budapest Geza Maroczy oppose questa originalissima difesa a un certo Adler. Ma è stato soprattutto István Abonyi (1886-1942) ad approfondirlo nel 1917, dopo averlo sperimentato contro l’olandese Esser nel torneo di Budapest 1916.
Ma torniamo a Berlino 1918. Questa è la partita del 22 aprile fra Rubinstein e Vidmar:
Akiba Rubinstein – Milan Vidmar
Berlino, 22 aprile 1918
E quest’altra, con i commenti apparsi all’epoca sulla “Revue Suisse d’Echecs”, è della settimana dopo:
Akiba Rubinstein – Jacques Mieses
Berlino, 29 aprile 1918

Il Gambetto di Budapest costò caro al buon Rubinstein, che in questo torneo quadrangolare finì ultimo, assai staccato. Ecco la classifica: 1.Vidmar 4,5 2.Schlechter 3,5 3.Mieses 3 4.Rubinstein 1.
Il campione polacco si sarebbe ripreso prontamente con un buon secondo posto, alle spalle di Lasker, nel successivo quadrangolare berlinese dello stesso anno.
Il Gambetto di Budapest, invece, non avrebbe più raggiunto momenti altrettanto felici. Fu Alekhine nel 1925 il primo a spegnere seriamente gli entusiasmi dei sostenitori di tale Gambetto, quando convinse tutti della bontà del tratto 4.e4 “col quale il Bianco prende il controllo della casa ‘d5’, che è il tallone d’Achille di questa difesa del Nero”. Negli ultimi decenni soltanto alcuni GM, coraggiosi e dallo stile brillante, lo hanno utilizzato saltuariamente, e fra questi Short, Ivanchuk, Jobava e Mamedyarov.
Domani a chi toccherà? Ci saranno altri temerari nel XXI secolo? Ciò che ai più giovani si può segnalare è “The Fabulous Budapest Gambit”, un libro uscito nel 2017, scritto dal GM ucraino Viktor Moskalenko e che costituisce, secondo la stampa specializzata, il lavoro più completo che sia stato finora pubblicato su quest’avvincente difesa.
L’immagine sotto il titolo proviene da un lavoro di Gabriel Pacheco (n. 1973), celebre illustratore messicano.