Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

L’attacco Gledhill di Walter Shipley

(Riccardo Moneta)
Ai nostri tempi non lo ricorda quasi più nessuno, eppure sul finire del XIX secolo, e un poco oltre, Walter Penn Shipley (1860-1942) era una figura da tutti conosciuta nel mondo degli scacchi.

Americano, buon giocatore per corrispondenza e non solo, fu anche organizzatore di tornei e presidente di un prestigioso club, il Franklin Chess Club di Philadelphia. Dobbiamo alla penna del suo connazionale John S. Hilbert, del quale fu pubblicato nel 2012 il volume “Walter P. Shipley, Philadelphia Friend’s of Chess”, se molte sue partite commentate ci sono state tramandate insieme alla principale corrispondenza che lui ebbe con i più noti giocatori del suo tempo (Steinitz, Lasker, Pillsbury ad esempio).

Quella che vi presento oggi è una delle ultime partite conosciute di Shipley, e anche tra le più belle, giocata per corrispondenza quando già aveva 57 anni. L’accompagno con note parzialmente tratte dall’ “American Chess Bulletin” dell’epoca.

Walter Penn Shipley – David Janowski, 1917
Difesa Francese, Attacco Gledhill

E bravo Walter! Il Nero non sarà stato irreprensibile, ma tu ci sei apparso pressoché perfetto!

Peccato che si sia parlato assai poco nei testi e nelle riviste italiane di questo statunitense, nato il 20 giugno del 1860 e che, oltre ad essere un valido giocatore sia per corrispondenza sia a tavolino, è stato anche un considerevole personaggio. Laureatosi in legge a Philadelphia, lavorò dal 1883 prima presso lo studio legale del padre, poi presso uno studio con altri, in seguito e fino al 1927 con un suo proprio studio indipendente.

Seppe in particolare distinguersi in meritevoli attività mecenatesche, indirizzate all’aiuto di persone povere e inferme. Così si legge di preciso sul sito (altra fonte del presente articolo) della “University of Deleware”:
In addition to his chess interests, Walter Penn Shipley was a director for the John C. Winston Company, a member of the Friends Meeting house at Green and Coulter streets, treasurer for the Germantown Preparative Meeting of Friends, and patron of the Home of Aged and Infirm Colored Persons”.

Shipley trascorse gran parte della vita nella sua abitazione di Germantown (Tennessee, contea di Shelby) e ugualmente per quasi tutta la vita fu accompagnato dalla passione per gli scacchi: pensate che per ben 34 anni di seguito (!) curò una
rubrica di scacchi sul “The Philadelphia Inquirer”.

Abbiamo visto la sua buona tecnica manifestata nella partita per corrispondenza contro David Janowski. Però nel 1917 (a 57 anni di età) Shipley aveva da tempo abbandonato qualsiasi ambizione nel gioco a tavolino, che lo aveva visto più che
discreto protagonista in diverse precedenti manifestazioni, segnatamente nell’ultima decade del XIX° secolo. E’ stato infatti calcolato per lui un valore massimo pari a 2634 punti Elo, riferibili al settembre 1901, con un potenziale 12° posto nelle classifiche mondiali.

C’è da tener presente che Shipley è sempre stato soltanto un dilettante e che non venne mai a giocare in Europa. Nonostante ciò, e a conferma delle sue qualità, seppe sconfiggere una serie di giocatori fra i migliori al mondo; basti citare: Steinitz e
Zukertort (sconfitti rispettivamente nel 1883 e 1884), Gunsberg (nel 1889), Lasker (1892) e Pillsbury (1893). A volte nelle statistiche appare anche una patta contro Capablanca, ma in realtà si trattò di una partita giocata, fra altre, in simultanea dal
campione cubano a Manhattan nel 1910 e conclusa, appunto, con un pareggio al 68° tratto; una partita che comunque Capablanca salvò a stento con due pedoni in meno.

Walter Penn Shipley si era sposato assai giovane, nel 1879, con Anne Emlen, ed ebbe tre figli: Thomas, James e Walter jr.. Morì a 81 anni, il 18 febbraio del 1942 a Germantown.

Il volume che vedete nell’immagine sotto il titolo venne pubblicato nel 2012, contiene circa 250 sue partite, molte delle quali commentate, ed è il frutto di certosine ricerche da parte di John Samuel Hilbert sull’attività scacchistica di Walter Shipley, sulle sue rubriche e sulla corrispondenza intrattenuta con alcuni grandi del suo tempo quali Steinitz, Lasker, Capablanca e Pillsbury.
Così scrive Hilbert nell’introduzione a questo suo lavoro: “Walter Penn Shipley è stato, insieme a Hermann Helms e pochissimi altri, una delle persone più importanti nello sviluppo degli scacchi tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo negli Stati Uniti. E’ stato il principale organizzatore del gioco per corrispondenza negli anni ’90 dell’Ottocento, un giocatore di talento, amico e sostenitore di campioni, molto rispettato a livello internazionale per la sua correttezza e onestà, tesoriere e in seguito presidente del Franklin Chess Club di Philadelphia. Lui ha saputo dare tutto il possibile al gioco degli scacchi”.

E’ altresì significativo e interessante notare come Hilbert spieghi ai lettori il motivo che lo spinse a scrivere su un giocatore scarsamente famoso come Shipley anziché su altri: “Ho rivolto la mia attenzione ad una personalità come Shipley … perché lui ci insegna come i più grandi successi negli scacchi non siano necessariamente quelli raggiunti solo sulla scacchiera, ma anche quelli che derivano dal tempo, dall’impegno e dall’energia che vengono dedicati per accrescere il piacere che altri provano in questo passatempo adatto a tutti…


P.S.: Il presente articolo è stato pubblicato per la prima volta nello “Yearbook” 2022 dell’ASIGC; si ringraziano gli amici Salvatore Tremacere e Maurizio Sampieri.

About Author

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da Uno Scacchista

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere