Uno Scacchista

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I Finali questi sconosciuti: Occhi aperti fino alla fine

Le Quang Liem - Inarkiev Ernesto, Mosca 2019 (Estratto dal video su YouTube di Rapid Chess)

(Antonio Monteleone)
Giocare un Finale fino all’ultimo respiro. Questa è la logica conclusione di una partita giocata correttamente da entrambi i giocatori. E anche agli alti livelli a volte non sempre è chiaro come muovere e disporre i propri prezzi, con il risultato finale che comincia a fluttuare verso una conclusione o l’altra perché i dettami sono chiari ma, fortunatamente, la pratica è un’altra cosa.

Quello che andremo a vedere è un Finale tratto da una partita Blitz, quindi senza che i due contendenti abbiano avuto la possibilità di pensare a lungo su piani, idee e piazzamento ideale di Torri, Cavalli e Alfieri, con solo l’esperienza, il colpo d’occhio, la conoscenza delle posizioni, l’istinto e, naturalmente, la forza di gioco a sostenerli nel turbinio delle mosse veloci giocate senza sosta alla ricerca dello spunto vincente.



Sicuramente la necessità di muovere “al volo” non ha aiutato i due giocatori a trovare sempre le mosse giuste, ma altrettanto sicuramente Le Quang Liem ha mancato per due volte il seguito vincente che sarebbe stato nelle sue corde trovare, anche a corto di tempo.

Un’ulteriore dimostrazione, se ce ne fosse stata la necessità, di come in Finali che sembrano essere “sotto controllo”, basta un niente per cambiare drammaticamente il loro esito, e che mosse all’apparenza equivalenti da giocare, spesso sono la strada che porta verso lidi diversi, dalla vittoria, al pareggio e, peggio, alla sconfitta.

Quindi, occhi aperti, occhi aperti fino all’ultima mossa.

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