Scacchisti: siate veloci, veloci, veloci!
(Riccardo Moneta)
Velocissimi su ‘La Velocissima’. Questa è un’immagine pubblicitaria tratta dalla rivista “Le Vie d’Italia”, organo ufficiale del “Touring Club Italiano”. Correva l’anno 1919. Nel 1919 nessuno immaginava come sarebbe stato il mondo nel 2019 o nel 2029, mentre oggi qualcuno purtroppo non ricorda bene com’era nel 1919.
Il segreto per battere il tempo è essere più veloci del tempo, cioè lasciarcelo dietro e fare in modo che lui non ci superi definitivamente. Ma la velocità è un’arma a doppio taglio. Molto prima del 1919 negli scacchi si era veloci a vincere, ma anche … a perdere! Ho scelto tre esempi.
Hans Lindehn – Ladislas Maczuski
Paris 1863
Gambetto Nordico
Chissà se il buon Ladislas ebbe il coraggio di pubblicare sulla sua rivista “Le Pion” questa partita? Chi la possedesse (“Le Pion” fu una delle prime riviste della storia degli scacchi) può andare a controllare?
Se la partita non vi è parsa troppo veloce, allora guardate quest’altra, che vi convincerà a non mettere il Re nella prima casa che càpita dopo aver subìto uno scacco.
Imbisch – Goring
1899
Uno che era abituato a giocare veloce e a vincere velocemente era l’irraggiungibile americano Paul Morphy. Nessuno però sa che Morphy già ai suoi tempi disponeva di un motore Leela Chess Zero. Ecco come, con o senza motore, veloce veloce vinceva in simultanea “alla cieca”:
Morphy – Dominguez
L’Avana, 1864
Avete finito di leggere il post oppure siete lenti e state ancora a guardare la prima partita? Se vi è piaciuta la partita di Lindhen, andatevi a gustare pure la sua bella vittoria, sempre col Gambetto Nordico, contro von Kolish a Parigi nel 1860. Non la riporto qui perché mi è caduta la bandierina.
A presto!