Uno Scacchista *Edizione 10 Anni*

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Le difficoltà nel difendere un Finale con un pedone in meno

(Antonio Monteleone)
Difendere un Finale con un pedone in meno è sempre molto difficile come, per contro, vincerlo con un pedone in più spesso lo è altrettanto.

Diciamo che orientarsi è a volte difficile, anche agli alti livelli, con il rischio di incorrere in errori o, peggio, di non capire bene la posizione con “quelli di concetto”. Ma questo è il bello del nostro gioco, dove ti puoi preparare, studiare, allenare, ma poi sei lì da solo alla Scacchiera, dove tutto diventa più difficile, anche per i più forti.

Una considerazione da fare, poi, è che con gli attuali tempi di riflessione si arriva sempre al nostro bel Finale con poco tempo a disposizione e, altrettanto spesso, giocando solo sugli incrementi, cosa che può creare ansia e annebbiare le capacità di calcolo e di giudizio.

Quello che andremo a vedere oggi è un Finale tra due Top Player dove ci sarà un’altalena di momenti favorevoli a chi è in vantaggio e a chi si difende strenuamente.



Finale ancora una volta complesso nella sua apparente semplicità. Errori di una certa rilevanza commessi da due tra i migliori giocatori del momento, che fanno del calcolo, dell’inventiva e dell’intuito le loro armi migliori.

Eppure, la manciata di secondi a loro rimasta per le nuove cadenze di gioco, li ha costretti per tutto il Finale ad affidarsi a decisioni prese “al volo” perdendo entrambi più di una volta la retta via.

Tempo usato dai giocatori vs. tempo disponibile [in verde, incrementato di 30 secondi per mossa] (dettaglio sulle mosse oggetto di questo post) – Elaborazione UnoScacchista
Per capire meglio la gestione del tempo in questo Finale, sotto riportate tutte le mosse con, tra parentesi, i secondi impiegati per ognuna di esse.



Insomma, una corsa contro il tempo, senza averne mai a sufficienza per pianificare e riflettere, ma giocando quasi esclusivamente d’istinto, praticamente senza mai riprendere fiato, come ad esempio con un bel quarto d’ora a disposizione per pensare con tranquillità e precisione. E non è un caso che due errori decisivi siano avvenuti quando entrambi sono andati vicino a perdere per il tempo alla mossa 58 e, come si sa, a Scacchi vince chi fa il penultimo errore.

Tempo usato dai giocatori per singola mossa (dettaglio sulle mosse oggetto di questo post) – Elaborazione UnoScacchista

Interessante notare che entrambi i due contendenti hanno giocato con una media di 29 secondi a mossa, praticamente tutto il Finale sugli incrementi e questa è una caratteristica peculiare del nostro gioco in questi tempi moderni.

Questo è il nuovo indirizzo degli Scacchi attuali: Nervi saldi e concentrazione massima fino alla fine oltre a, naturalmente, delle buone capacità di analisi e calcolo rapidi e al possesso di una buona fantasia. Il tutto necessario per sopperire al poco tempo a disposizione per riflettere, con la componente umana che prende prepotentemente la scena. E forse, in questo caso, anche con la componente fortuna che negli Scacchi, si dice, non esiste anche se poi c’è anche il detto che “la fortuna aiuta gli audaci” o “… i più forti”.

Il tutto non è altro che la dimostrazione che a Scacchi niente è mai detto, anche quando tutto sembra deciso e bisogna sempre combattere fino all’ultima mossa, soprattutto oggi.


PS: L’immagine di apertura è un fotogramma preso dalla diretta in streaming di Chessbase India

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