Riprendiamo a parlare di scacchi…

Mi accorgo che sono passati più di quattro mesi dall’ultima volta che ho pubblicato qualcosa su questo blog. Sono stati quattro mesi di intenso lavoro per me, ma anche quattro mesi che hanno visto tante cose succedere nel mondo degli scacchi.

Ma prima di riannodare un po’ le fila su colonne, traverse e diagonali, voglio simbolicamente riprendere il discorso da dove l’avevo lasciato: la BREXIT.

(Immagine di Pawel Kuczynski)

La notizia più importante degli ultimi giorni è che l’Alta Corte inglese ha stabilito che per avviare le procedure di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea (ossia attivare l’ormai famoso Articolo 50) non basta una decisione del governo basata su un referendum consultivo, ma serve una decisione del Parlamento.

Inutile commentare su tutto quello che nel frattempo è successo (il premier che ha promosso il referendum che si dimette dichiarando che non aveva preparato nessun piano per gestire la situazione in caso di BREXIT e che non ha nessuna intenzione di farlo, il leader dell’opposizione interna, forte sostenitore della BREXIT, che si ritrova senza sostegno interno del partito e si esclude dalla corsa al premierato, il leader dell’opposizione in parlamento, tiepido sostenirore del REMAIN, che viene sfiduciato dal suo stesso partito, il leader del minuscolo partito che più ha sostenuto la BREXIT che, tronfio del successo, se ne vanta a Bruxelles e poi si dimette avendo, secondo lui, ottenuto lo scopo della sua vita politica) ma è utile notare come in una nazione apparentemente all’avanguardia nella gestione della cosa pubblica è bastato un referendum dalle implicazione pratiche impossibili da comprendere per la gente comune (ma, a quanto si è visto, anche da molti politici che di queste cose dovrebbero vivere) per aprire uno scenario da brividi: una nazione che non sa neanche quali sono le procedure legali per dare seguito ad una decisione popolare indicata con una consultazione refendaria su una materia che, per qualcuno, potrebbe addirittura richiedere l’approvazione della Regina. Insomma in una situazione che a me ricorda tanto la scommessa dei fratelli Duke in “Una poltrona per due” (un dollaro per provare chi dei due ha ragione, senza curarsi delle conseguenze sulla vita delle persone attorno a loro), il Regno Unito si è dimostrato molto più incompetente di quanto tutti pensavamo.

Leave misunderstandings
Farage: Non intendevano dire che daremo più soldi al servizio sanitario nazionale
Gove: Non volevamo mica dire che avremmo ridotto il numero di immigrati
Johnson: Non stavamo parlando sul serio di votare per la BREXIT!

Ma perchè metto tutta questa attenzione sulla BREXIT? Perchè mi sembra una sorta di “proof of concept” di cosa cialtroneria e arroganza possano produrre quando chi ha il potere e il mandato per affrontare i problemi decide di lavarsene le mani e chiedere la decisione al “popolo”. Il quale popolo, in realtà, li aveva eletti proprio per prendere quelle decisioni!

Non voglio fare parallelismi impropri con referendum passati (in Ungheria e in Colombia) o futuri (in Italia), ma ho la netta l’impressione che il ricorso al referendum sia ormai utilizzato dai governi per ottenere una conferma del mandato a governare. Trasformando un’istituzione per dirimere questioni etiche (es. divorzio, aborto) o sistemiche (es. monarchia/repubblica) in uno strumento per decisioni politiche che non si riescono a prendere o far approvare in parlamento: e se il risultato non è quello atteso, beh, basta dimettersi, anche se le dimissioni non erano incluse nel quesito referendario.

E se addirittura la battaglia per l’elezione del prossimo presidente degli Stati Uniti ha assunto i connotati di una lotta su ipotetiche supremazione morali anzichè di un confronto su idee e politiche, allora torno a guardare con piacere al nostro semplice gioco degli scacchi, dove regole e risultati sono chiari e non opinabili.

Oddio, qualche cosa di non puramente scacchistico rilevante al di fuori della scacchiera è successo, ma di questo parlerò in altri post. Ed ora, torniamo a parlare di scacchi.

Benritrovati.

One thought on “Riprendiamo a parlare di scacchi…

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  1. Mi piace che UnoScacchista riprenda a farci compagnia. Mi piace il tema scelto per la ripresa e i suoi contenuti. Buona domenica e tanti auguri. R.

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