La scomparsa del GM Aloyzas Kveinys

(Topatsius)
Da pochi giorni, come certamente saprete, non è più fra di noi, a causa di un infarto, uno dei Grandi Maestri più conosciuti e stimati in tutto il mondo, il lituano Aloyzas Kveinys (9.7.1962-26.7.2018)

Sono venuto a conoscenza della triste notizia il giorno stesso della sua scomparsa, leggendo per caso questo tweet di Tarjei J.Svensen.

Il giorno dopo è giunto in redazione un  bel ricordo di lui da parte del maestro e istruttore Riccardo Del Dotto, ricordo che UnoScacchista ha qui pubblicato alcuni giorni fa:

Oggi vi parlo nuovamente di Aloyzas Kveinys, più estesamente, per farvi conoscere un poco di più quello che è stato uno dei più stimati Grandi Maestri “globetrotters della scacchiera” a cavallo dei due secoli.

Chi era Kveinys? Allievo del grande Vladas Mikenas, è stato cinque volte campione di Lituania (1983, 1986, 2001, 2008 e 2012), otto volte componente della squadra olimpica lituana a partire dal 1992 (nel 2000 e 2008 in prima scacchiera); nel 2014 conquistò con la sua squadra nazionale il titolo di campione del mondo senior (“over 50”). Ottenne il titolo di Grande Maestro nel 1992. Nel 2015 era ancora in prima scacchiera per la sua Lituania ai campionati europei di Varsavia.

Vinse (da solo o a pari merito): Ostrava 1992, Praga 1993, Marbach (Ger) 1994, Bonn 1995, Parnu 1996, Capelle la Grande 2002, Staufer, Bristonas, Charleroi e Lausanne 2003, Bad Worishofen e Bogny 2004, Gausdal 2005, Jozef Kocan Memorial (Polonia) 2006, Panevezys (LTU) 2007, Moss (Norvegia) 2009, Le Tourquet e Mallorca 2013 e ancora Bad Worischofen 2016. Niente male, anche se gli manca un super torneo.

Nelle Olimpiadi giocò complessivamente 97 partite (con 29 vittorie, 45 pareggi, 23 sconfitte). Raggiunse il suo massimo punteggio Elo nel 2004 (2565). Tra i campioni da lui sconfitti ci sono grandi nomi come quelli di Kamsky e Shirov.

Visse a lungo negli anni ’80 a Mosca, dove studiava all’Università e dove ottenne la laurea. Ma in quegli anni non era facile lasciare l’Unione Sovietica, farsi largo tra i GM affermati e procurarsi il visto per girare il mondo come a lui sarebbe piaciuto e come avrebbe fatto solo a partire dal 1992, dopo il raggiungimento di una nuova indipendenza da parte della Lituania.

Garcia Palermo-Kveinys, Torino Olimpiadi 2006, foto Roberto Cassano

Tra le altre cose Kveinys è stato allenatore, fra il 2010 e il 2012, della squadra femminile dell’Iran! A tal proposito è interessante riportare alcune sue parole in una intervista concessa al sito lituano “Respublika” nel maggio 2012. L’intervistatore (Arunas Abromaitis) gli faceva notare come ben pochi lituani si sarebbero trasferiti per lavoro dal freddino Baltico all’Iran:

Hai avuto difficoltà, là?”.

No”, rispose Aloyzas, “No, perché i giocatori di scacchi di tutto il mondo sono come i soldati della pace. Possiamo sempre sederci al tavolo dei negoziati e discutere pacificamente”.

Ma gli USA hanno definito l’Iran come l’asse del male. Tu non ti sentivi seduto sull’asse del male?

”No, e poi tutto in Iran è pulito e ben organizzato. E il cibo è buono”.

“Ma non hai avuto problemi nell’allenare donne in un Paese musulmano?”

“No, basta rispettare le loro regole, il loro modo di vivere e i valori. Lo Stato non lo so, ma la gente laggiù è molto pacifica”.

“Perché allora è finito il tuo lavoro con la squadra iraniana?”

“Mi hanno proposto un prolungamento del contratto, ma io volevo riposare un po’. E’ in realtà il clima troppo caldo di quella regione che dà un po’ fastidio ad un uomo del Nord come me. Anche se in Lituania per un giocatore di scacchi è difficile trovare lavoro. Ma io penso di essere ancora utile alle squadre nazionali lituane”.

E infine, all’intervistatore che gli chiedeva se avesse mai sognato di entrare nella top ten mondiale o addirittura di competere per il massimo titolo, Kveinys rispondeva:

“Beh, quando sei giovane e ingenuo il mare ti sembra una strada, la vita sembra andare sempre meglio. Tuttavia, gli scacchi, come ogni altro sport, richiedono sponsor, manager che ti spingono, giornali che scrivono di te…. Bisogna alla fine sapersi creare una propria nicchia in questo mondo, e accontentarsi”.

Ancora Garcia Palermo-Kveinys, Torino Olimpiadi 2006, foto Roberto Cassano

Aloyzas Kveinys era un grande esperto della partita Siciliana, che giocava indifferentemente di bianco (però lui apriva spesso anche di Donna) e di nero. Tanto esperto e innovatore che esiste una variante che porta il suo nome. Ecco la variante Kveinys della Siciliana: 1.e4 c5 2.Cf3 e6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Db6, della quale così scrisse Andrew Martin su ChessBase: ”È sorprendentemente rara, in realtà offre eccellenti possibilità al Nero”.

Ma Aloyzas era soprattutto molto forte nei finali. Poco più di un anno fa, Sagar Shah di ChessBase gli chiese quale fosse il segreto della sua abilità di finalista.

Ho imparato gli scacchi dai maestri Mikenas e Vistaneckis: erano entrambi molto bravi nel ​​finale, e poi ho potuto migliorare la mia tecnica grazie al mio buon amico Edourdas Rozentalis, col quale ho giocato migliaia di finali, spesso derivanti dalla difesa Russa che lui era solito utilizzare contro di me”.

Kveinys è stato uno dei giocatori più attivi al mondo, ha viaggiato e si è soffermato un po’ ovunque, in particolare in Islanda e in Polonia, e ovunque si è lasciato apprezzare e voler bene per la sua simpatia ancor prima che per il suo gioco gagliardo.

Una delle persone più simpatiche e divertenti che abbia mai conosciuto, sempre sorridente; lo ricordo a Reykjavik 2015, quando disse che avrebbe potuto fare a “braccio di ferro” con chiunque utilizzando, lui così grande e grosso, soltanto il suo dito mignolo”, ha scritto ieri l’altro su Twitter Fiona Steil-Antoni.

E il quattordicenne MI indiano Nihal Sarin: “Ho avuto l’opportunità di combattere con i pezzi neri contro di lui nell’Open di Reykjavik, nel novembre dell’anno scorso. Lui aveva un grande senso dell’umorismo, come ho scoperto quando abbiamo analizzato nel nostro dopo-partita, partita che era finita con un pareggio”.

E il problemista norvegese Ostmoe: “Very sad news. He was not only a strong player, but also a very friendly one”.

E il GM polacco Mikhail Krasenkow: “Un grande uomo che ho conosciuto fin dall’infanzia e contro il quale ho giocato il maggior numero di tornei tra tutti i giocatori di scacchi: nei tornei junior e studenteschi, nei campionati polacchi delle squadre e in altri eventi, dal 1979 al 2016. Era un eccellente giocatore di posizione e nei finali. E una brava persona. Riposa in pace, Aloyzas”.

Altre belle fotografie potrete trovarle su questa pagina del sito islandese “Skak”, che mostra anche un divertente filmato postato su Facebook dalla WGM, e oggi ministro delle finanze di Lituania, Dana Reizniece-Ozola:

Ma è ora che vi mostri un esempio dello stile di Aloyzas Kveinys:

Kveinys-Maki Uuro, 2005

Tratto al Bianco. Questa è una posizione apparentemente equilibrata, anche se il Bianco gode della “piccola qualità”. In realtà il cavallo nero non sta bene in quella casa c5, e i pedoni neri sono sotto pressione. Ma bisogna approfittarne lesti, e il nostro bravissimo Aloyzas ci dimostra come la partita sia pressoché già vinta dal bianco. Si continuò così:

28.Txd8+ Dxd8 29.b4 axb4 30.a5 Df6 31.Ad5 Dd8 32.e4 Dd7 33.Dxd7 Cxd7 34.a6 b5 35.a7 Cb6 36.Axf7 g5 37.Rf1 Rg7 38.Ad5 1-0

Ma come, vuoi provare ancora un’altra variante?”, scriveva qui il bravissimo Riccardo Del Dotto nel suo ricordo di Aloyzas Kveinys.

Eh, caro ragazzone Aloyzas, occhi e baffi di “pasciuto gatto”, questa ultima variante non ce l’aspettavamo da te, proprio non avresti dovuto giocarla, proprio ti avremmo voluto impedire di giocarla….

Ma l’hai voluta giocare lo stesso…. O forse un arbitro ha deciso così. Che tu possa riposare in pace.

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