Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

C’è del bello e dell’inspiegabile a Brest

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(Antonio M.) Si conclude oggi a Brest (Francia, Bretagna) il massimo campionato a squadre francese, giocato da dodici squadre su ben otto scacchiere. Molti giocatori di livello e molte partite interessanti, che mi hanno dato lo spunto per un rapido post a sottolineare, ancora una volta, quanto gli scacchi siano imprevedibili e, quindi, affascinanti.

(Antonio M.)
Si conclude oggi a Brest (Francia, Bretagna) il massimo campionato a squadre francese, giocato da dodici squadre su ben otto scacchiere. Molti giocatori di livello e molte partite interessanti, che mi hanno dato lo spunto per un rapido post a sottolineare, ancora una volta, quanto gli scacchi siano imprevedibili e, quindi, affascinanti.

Con un turno di anticipo sugli 11 previsti, si è già laureata campione la squadra di Bischwiller (cittadina non lontana da Strasburgo) che ha schierato, tra gli altri, Naiditsch, Bacrot e Fressinet. Il secondo posto non dovrebbe invece sfuggire alla squadra di Asnières (Le Grand Echiquier) sulla carta più forte, potendo contare su Vachier-Lagrave e Harikrishna.

La Torre Tanguy, con il Castello di Brest sullo sfondo (Foto di Thesupermat, CC BY-SA 3.0)

Nel seguente diagramma si raggiunge un interessante finale, che sembra essere abbastanza semplice ma che racchiude alcune insidie.

Dopo 71. C:f5 si raggiunge una posizione sostanzialmente pari, ma il Bianco opta per

il Nero è riuscito ad entrare in una posizione in cui il vantaggio di un pezzo del Bianco non è sufficiente per la conquista del punto intero. Incredibile! Il Nero riesce ad andare a Donna e poi deve vivere l’incubo di dover lottare per il pareggio contro due pezzi leggeri. Un modo per vincere in realtà c’era, ed era quello di portare l’Alfiere in “h8” o in “g7” prima della spinta del pedone in “c2”, ma c’è anche da dire che i due giocatori dalla settantesima in poi hanno giocato con circa un minuto a testa arrivando spesso al limite utilizzando l’incremento per non perdere per il tempo! La partita è continuata fino alla centoventiseiesima mossa, ed ha raggiunto il record attuale di durata di una partita nel torneo, pari a sei ore e quindici minuti. Complimenti alla combattività dei due giocatori che di sicuro non hanno siglato una patta d’accordo!!


Ma che a Brest qualche problema sui finali ci sia, lo dimostra anche la partita Villegas – Landa, nella quale il Bianco riesce a raggiungere una posizione che, anche in questo caso, sembra facile da condurre in porto con un pareggio ma…

Ora che cosa può essere successo? Un errore di trascrizione del risultato? Il Bianco ha perso per il tempo? Il Bianco ha abbandonato perché ha visto i fantasmi d’ipotetiche continuazioni forzanti, il tutto rafforzato dalla differenza di Elo con il suo avversario? (“abbandono così gli dimostro di aver capito la posizione e quello che accadrà inevitabilmente“). Di sicuro è sconfortante come un giocatore da oltre 2300 punti di Elo Fide non abbia imposto il pareggio al suo avversario nel finale di Torri, a dir la verità abbastanza elementare, pur andando a finire in un finale di pedoni che non si vede come il Nero possa vincere e che, da alcuni commenti, sembra essere patto secondo quanto riportato su un libro di finali di Dvoretsky. Chissà, a questo mistero solo Villegas potrà darci una risposta e, se lo vorrà, spiegare cosa gli sia passato per la testa in quel momento.


Ma alla fine, se questi finali sono così ostici, allora la cosa più semplice e vincere prima!

Che ne dite? Bella eh? Però qui il solito dubbio a questo punto prende forma: sembra facile ma…

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