Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

I luoghi degli scacchi: Firenze

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(Claudio S.)
Il 30 novembre del 1870 il giovane principe indiano Rajaram Chuttraputti, Maharaja di Kolhapur, morì per un malore improvviso mentre si trovava alloggiato al Grand Hotel di Palazzo Giuntini in Piazza Ognissanti. Tornando in patria da Londra, il principe aveva intrapreso un itinerario attraverso le città europee di Parigi, Nizza e Genova, ma la morte lo attendeva a Firenze, a soli ventuno anni d’età.

Secondo la tradizione indù, il suo corpo doveva essere arso in un luogo che si trovasse alla confluenza di due fiumi, e a Firenze l’unico noto era quello dove l’Arno e il torrente Mugnone si incontravano, e le sue ceneri in seguito dovevano essere gettate nelle acque. Il sindaco di Firenze Ubaldino Peruzzi de’ Medici diede il permesso per la cremazione, nonostante fosse ritenuta un rito pagano, alla condizione che avvenisse di notte. Molti fiorentini si recarono ad assistere all’evento, e da quel momento il luogo venne chiamato “l’Indiano”.
Quattro anni più tardi, nel 1874, in quel luogo, che si trova al termine del Parco delle Cascine, venne eretto un monumento in onore del principe indiano, scolpito dal britannico Charles Francis Fuller.
Quella statua, ancor oggi visibile, testimonia il carattere del popolo fiorentino, aperto e sensibile verso ospiti portatori di tradizioni diversissime. Fu anche questa grande apertura verso l’esterno che contribuì a fare di Firenze la culla delle arti e della cultura, nel Medioevo con Dante e Giotto, poi nel Rinascimento, quando iniziò il regno della famiglia de’ Medici, e poi ancora nei secoli fino ai nostri anni, con la nascita di movimenti interessanti quali quello dei Macchiaioli, inquieti e innovativi giovani pittori che erano soliti ritrovarsi, negli ultimi decenni dell’Ottocento, al “Caffè Michelangiolo” di via Larga.
Gli scacchi non furono da meno delle altre arti, con la nascita di campioni come Rosselli, Castaldi, Clarice Benini, Scafarelli e Mariotti.


Il marchese Stefano Rosselli del Turco è stato il primo giocatore fiorentino di caratura internazionale. Nel torneo dell’USI del 1905, giocato nella sua Firenze, venne tuttavia preceduto dal goriziano Reggio e dal sorprendente aretino Luigi Vignoli. Quarto giunse il ventunenne Costantino Passera, che morirà di malattia due mesi dopo.

Divenuto finalmente campione italiano nel 1923, Rosselli decise di difendere il titolo nella sua Firenze, nel 1929, contro il veneziano Monticelli. Dopo una prima parte a favore del fiorentino, il veneziano si aggiudicò il titolo con una serie finale di vittorie.

Monticelli e Rosselli

Nella primavera del 1930 furono indette le “Manifestazioni scacchistiche fiorentine in onore del maestro Stefano Rosselli Del Turco”, per festeggiare il suo primo trentennio di attività.
Rosselli tenne una simultanea su 40 scacchiere, e vinse il torneo magistrale, dopo una partita di spareggio contro Singer.

Nel 1935 si disputa a Firenze il torneo valido per il titolo italiano, vinto dal romano Antonio Sacconi. Il Rosselli si deve accontentare della seconda piazza, a pari punti con Romi ma nettamente avanti ad un Monticelli fuori forma.

Nel 1936 si tiene a Firenze un nuovo campionato italiano, che porta alla ribalta un nome nuovo.
Il ventenne Vincenzo Castaldi, nativo di Marradi nel Mugello fiorentino, vince a sorpresa questo campionato, e l’anno successivo compie una grande impresa alle Olimpiadi di Stoccolma, dove sconfigge i grandissimi Tartakower e Reshevsky.

Ecco una “istantanea” di Riccardo Del Dotto su Firenze, Castaldi e quegli anni:
“Sono gli anni in cui si pontifica la nascita dell’Impero, dove il nostro Castaldi viene premiato “con belle parole e semplicità fascista” dal Grand’Ufficiale ingegner Luigi Miliani, che sottolinea “l’espressione della vigorosa giovinezza italiana in ascesa verso le più alte leve”, così come riportato dal cronista dell’epoca, che non manca di ricordare come “nell’applauso fervido, unanime, che ha salutato il nuovo campione è vibrata la salda fede che egli saprà cogliere per la Patria nuovi e maggiori successi.” Anche Firenze, certo, era immersa nel clima autarchico di quell’Italietta. Ma aveva risorse culturali immense. Al caffè delle Giubbe Rosse potevi incontrare Luzi, Bigongiari, Montale, Vittorini. Oltre ai giocatori di scacchi. A Firenze si stampava “L’Italia Scacchistica”, che era creatura tutta toscana, nata per volere del viareggino Alberto Batori e del fiorentino Stefano Rosselli del Turco. Da quell’ambiente prese le mosse Vincenzo Castaldi. E tanti altri ancora, nomi più o meno noti dello scacchismo italiano: da Francesco Scafarelli a Clarice Benini, dai Maestri Bruzzi, Cambi, Ceccato e Mondaini, ai tanti altri forti giocatori come Di Vincenzi, Cecconi, Longo, Borghesi, Bianchi, senza dimenticare gli esuli, fiorentini d’elezione, come l’ungherese Krausz ed il conte russo Obolenski, maestro di Sergio Mariotti”.

Nel 1941 Firenze ospita un piccolo torneo magistrale, vinto dai due padroni di casa.

Firenze 1941: 1°-2°Castaldi e Rosselli 8/9, 3°Nestler 6, 4°Del Vecchio 5,5, 5°-6°Gabinara ed Hellmann 4,5, 7°Bonfioli 3, 8°Ceccato 2,5, 9°-10°Borroni e Gonetti 1,5

Nel 1943, si disputa a Firenze la finale del campionato italiano, che nonostante i disagi della guerra risulta di buon livello. Vincenzo Nestler vince con merito.

In piena guerra, anzi quando questa si avvicina alla fine, esplode a Firenze il talento di un ragazzino, Francesco Scafarelli, classe 1933, che a 12 anni è già in grado di vincere una partita a Castaldi. Il fiorentino Ricci lo descrive così ne “l’Italia Scacchistica” del 1946: ”… primo della classe in una Terza Media di Firenze, ottima speranza dello scacchismo italiano. Imparò a giuocare in casa; ma dopo un po’ di tempo Franceschino fu stufo di avere per avversario soltanto papà, che perdeva sempre; ed allora – eravamo ai primi del 1943 – lo condussero al nostro Circolo Scacchistico… Ce lo siamo custodito e curato un po’ tutti noi vecchi (chi non si sente vecchio di fronte ai pantaloncini corti di Franceschino?)…”.

Nel maggio del 1948 si tiene a Firenze un nuovo campionato italiano, con una formula che farà alquanto discutere: al torneo vennero ammessi i giocatori in possesso almeno della 1a categoria. L’Italia Scacchistica scrive che “un simile sistema sembra escogitato per soddisfare l’ambizione dei giocatori mediocri i quali, sapendo di non riuscire a superare le prove di selezione, vogliono per pura vanità assicurarsi il diritto di giocare il torneo di campionato italiano.” I partecipanti sono 52. Castaldi, nonostante un inizio incerto recupera e vince il torneo insieme al sorprendente Primavera. Lo spareggio si conclude con il suo netto successo per 2,5-0,5.

Campionato italiano, Firenze 5/15 maggio 1948: 1°-2°Castaldi e Primavera 8/10, 3°Napolitano 7,5, 4°-5°Calapso e Fleter 7, 6°-9°Del Pezzo, Giustolisi, Paoli e Sacconi 6,5, 10°-15°Calà, Ceccato, Cenni, Nestler, Riello e Siveri 6 (52)

Nel 1952 il Circolo Scacchistico Fiorentino organizza presso il Grand Hotel di Firenze un interessante torneo internazionale, che può contare su di un montepremi di Lire 50.000. Vincitore della competizione è il reggiano Enrico Paoli, ma va segnalata la continua ascesa di Giorgio Porreca, residente a Firenze per ragioni professionali, il brillante gioco d’attacco dell’americano Ulvestad, il solido e preciso gioco posizionale del campione brasiliano Mendes e la bella prova del reggiano Siveri.

Firenze ospita altri due campionati italiani, nel 1953, anno che vede il successo del beniamino di casa Vincenzo Castaldi, e nel 1965.

Firenze, Campionato Italiano 1953
Firenze, Campionato Italiano 1965

Nel 1972 Firenze ospita un piccolo torneo internazionale. Il maestro internazionale Sergio Mariotti, erede dei grandi fiorentini del passato Rosselli, Castaldi, Benini e Scafarelli, giunge secondo alle spalle di un GM slavo.

Firenze 1972: 1°Damjanovic 6/7, 2°Mariotti 5, 3°-4°Lombard e Kovacs 4,5, 5°Paoli 3,5, 6°Klein 2,5, 7°Di Vincenzi 1,5, 8°Tacchio 0,5


Puoi trovare “I luoghi degli scacchi” nelle principali librerie on-line, come MondadoriStore, ibs e laFeltrinelli.

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