Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Antonio Sacconi vs Alireza Firouzja

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(Riccardo M.)
Che gran match, eh? Un momento, un momento … Non so se Firouzja si sia mai recato a Foligno. So per certo che non era fra i partecipanti al torneo di Foligno del 1924. Tuttavia quando lessi che Alireza Firouzja all’età di 12 anni aveva vinto il Campionato nazionale assoluto iraniano e che a 14 era già Grande Maestro, ho pensato subito al maestro romano Antonio Sacconi.

Mi direte: “cosa c’entra Sacconi?”. Sacconi (5.10.1895-22.12.1968) vinse il suo primo serio torneo nel 1926, quando aveva 31 anni: si era a Milano e lui precedette due grossi nomi, quelli di Stefano Rosselli del Turco e di Mario Monticelli. Sempre nel 1926 sconfisse Mario Monticelli col punteggio di 5 a 3 e 2 patte. Poi vinse il suo primo Campionato Italiano alla bellezza di 40 anni, nel 1935, davanti a Massimiliano Romi e di nuovo a Rosselli Del Turco. Fu nominato maestro internazionale nel 1951, quando aveva 56 anni, e a Lerici vinceva nel 1962 (quindi a 67 anni) il Campionato nazionale a squadre con la formazione dei “Dipendenti comunali di Roma”, formata dai giocatori della Accademia Scacchistica Romana (Tatai, Giustolisi, Zichichi, Fricker, Sacconi), che dominò incontrastata.

Ecco, ciò che colpisce, negli scacchi dei nostri giorni rispetto agli scacchi di un secolo fa, è proprio questo aspetto: oggi la precocità di Firouzja non è un caso isolato, come non lo erano, per il verso esattamente opposto, i passi lenti del Sacconi ai suoi tempi.

Oggi non ci meravigliamo più di tanto quando leggiamo che un altro ragazzino di 12 anni, il belga Laurent Simons, “il piccolo Einstein”, ha conseguito la laurea in fisica all’Università di Anversa e in un solo anno ha aggiunto un master in fisica quantistica con risultati di eccellenza. Oggi, viceversa, ci meravigliamo quando ci parlano (piuttosto difficile, direi) della biografia agonistica dell’ingegner Sacconi.

E’ vero che oggi si è maturi (o semplicemente si è percorsa più strada) assai prima, in ogni settore, ma così come sopraggiungono grandi risultati già a 12 anni, ugualmente nello sport (e non solo) potrebbero sopraggiungere enormi delusioni a 12 anni. Possono essere, queste ultime, sempre sostenibili?

Tempo fa, ad esempio, lessi di una partita di calcio giovanile ufficiale (14-15 anni era in verità l’età dei ragazzi) disputatasi in Sardegna, in localià La Caletta, nei pressi di Orosei, e vinta da una delle due squadre col punteggio di 40 reti a zero, forse un record. Cosa accade nella testa di un ragazzo di 14 anni, che ha giocato nella squadra sonoramente sconfitta, quando torna a casa e il papà gli chiede com’è andata la partita? E il giorno dopo fra i compagni di scuola? E’ da considerare un risultato normale il 40-0 (sembra tennis!), o è, o potrebbe diventare, un’umiliazione non facile da assorbire?

Mah?! Lasciamo perdere (è proprio il caso di dire!). Il confronto improponibile e scherzoso fra Firouzja e Sacconi è stato fatto soltanto per riflettere un attimo su di un minimo aspetto del cambiamento epocale che il mondo e l’umanità (non solo negli scacchi) ha avuto in appena un secolo. Cosa accadrà fra un altro secolo? Ai posteri l’ardua sentenza …

Oggi tutti sanno chi è il G.M. franco-iraniano Firouzja, ma forse non tutti sanno, neppure in Italia, chi è stato Sacconi. Lo sa, invece, chi ha letto questo post di Roberto (“Antonio Sacconi (1895 – 1968), il conte scacchista“) e pertanto sa della patta del nostro maestro col grande Alekhine e conosce anche quell’episodio del 1939 passato alla storia come “lo schiaffo al gerarca fascista”. E sa anche che il Sacconi è stato uno dei più forti maestri italiani della prima metà dello scorso secolo, e non un nome qualsiasi che trova posto nel Dizionario Enciclopedico del 1971 fra il giocatore milanese Girolamo Saccheri e il compositore sovietico Boris Sacharov.

Oltre che vedere le mosse di un giocatore attivo cent’anni fa, molto m’incuriosisce ascoltare/leggere le sue parole e i suoi commenti alle partite. Eccone una, giocata per l’appunto al Torneo di Foligno nel 1924, proprio con i commenti dello stesso Antonio Sacconi. La partita fu da lui vinta clamorosamente, in sole 17 mosse, contro uno dei più forti, se non il più forte (ma dalla partita che segue non parrebbe), giocatore italiano della prima metà del Novecento: Mario Monticelli.

La partita e i commenti apparvero sul numero di ottobre 1924 della pubblicazione mensile di Palermo “L’Alfiere di Re”. Leggiamoli insieme.

Monticelli – Sacconi
Foligno, 1924
(note di Antonio Sacconi)

Eh, sì, davvero parecchie cose negli scacchi sono mutate da quei tempi… Scusate, ma adesso vi debbo lasciare perché sono finalmente arrivato al casello di Foligno, fra meno di un’ora inizierà il match e di qui in avanti non posso più scrivere … ciao!

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