Chess tweet: Attaccare il Benko come Fischer contro il Dragone
Vasily B. Malinin
(Antonio Monteleone)
Oggi il Web è una fonte inesauribile d’informazioni e per noi, naturalmente, di tipo scacchistiche. E anche il Social più famoso, Facebook, oramai raccoglie una folta schiera di appassionati che producono post in quantità industriale, proponendo partite famose, stra-conosciute, ma anche di giocatori poco noti che si esibiscono in partite brillanti e in combinazioni che niente hanno da invidiare a quelle dei mostri sacri.
E nel girovagare fra notizie di varia natura, mi sono di recente imbattuto sulla pagina di Chess ON in due partite decisamente brillanti, che mi hanno mostrato un modo di affrontare il Gambetto Benko in una maniera molto moderna, con la prematura aggressione del pedone “h” del Bianco al Fianchetto aperto dal Nero, il tutto però avvenuto alla fine degli anni Ottanta!
La cosa non può non avermi fatto venire in mente le parole di Fischer sul suo modo di affrontare il Dragone, che più o meno suonavano così: “si rinforza il pedone e4, poi si spingono i pedoni sull’ala di Re, si apre la colonna “h” anche a costo di sacrificare materiale e poi zac zac, matto!”
Che spettacolo! Un Matto che sembra un quadro composto in maniera armonica. I due Alfieri affiancati e i due Cavalli ai lati, danno vita a una composizione quasi da Studio. Che bello! Ma a gioco corretto il Nero… e bla, bla, bla. Ma chissene importa, il Matto è spettacolare e da solo merita la visione della partita!
Allora? Semplice no, h4 poi h5 e “zac zac Matto!”.
In queste due partite, il Bianco si è esibito in due attacchi brillanti, senza aver paura di sacrificare i grossi calibri e conducendo l’attacco in maniera spettacolare. Gambetto Benko a questo punto demolito? Calma, perché il Nero in entrambe le partite ha “collaborato” con il suo avversario, anche se bisogna riconoscere che è bastato un niente per portarlo in posizione persa.
Di sicuro il Gambetto Benko e il Dragone sono due Difese ancora del tutto vive e il Nero ha a sua disposizione ancora molte carte da giocare, ma la spinta del pedone “h” in profondità oggi va di moda e Malinin, uno dei tanti forti giocatori sovietici misconosciuti, ha anticipato i nostri tempi, dove questi affondi laterali sono oramai il pane quotidiano.
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