Strategia e Tattica/51: Alekhine – Capablanca, San Pietroburgo 1914
Alekhine e Capablanca a San Pietroburgo nel 1914
(del GM Sergio Mariotti)
Molti dei nostri lettori dicono che io sono un inguaribile nostalgico di questo gioco, e devo dire che hanno ragione.
Io sono cresciuto in una epoca dove si giocava a scacchi con la propria testa, non c’erano né computer né una moltitudine di libri di teoria, ci si fidava delle proprie analisi e si cercava soprattutto la bellezza del gioco senza fare troppi calcoli e devo dire che non mi piace come si gioca adesso, troppa teoria, troppi database, troppi programmi che ribaltano addirittura molti dei principi generali che sono stati la base del nostro gioco, quindi mi tengo la mia opinione e vado avanti così.
La partita che ho scelto oggi fa parte delle mie nostalgie e me la tengo stretta e comunque spero che sia di vostro gradimento. Approfitto di questo articolo per augurare a tutti voi delle Buone Feste ed un felice anno nuovo, ciao, Sergio Mariotti.
Alexander Alekhine – José Raúl Capablanca
San Pietroburgo, 1914
Un caro saluto a tutti.
Grande Sergio (!!)
Ciao, quando la scuola ipermoderna con reti, nimzowich etc affrontarono i dogmi classici di tarrasch, gli scacchi ebbero la loro evoluzione, adeguando i vecchi ai nuovi concetti, (come è successo con steinitz rispetto ai romantici) ora, se con l’aiuto dei software si arriva a rivalutare certi vantaggi dichiarati ( es. controllo del centro) e si approfondiscono altri elementi strategici per studiare e cercare di capire altre strade, come l’AI sta già facendo ma che gli esperti non hanno ancora bene decifrato, è un’ulteriore evoluzione del gioco che peserà meglio i principi generali ad oggi utilizzati. Questo fenomeno non si può fermare e neanche rifiutare, se lo avessero fatto in passato saremmo ancora agli scacchi romantici di anderssen, che ci piaccia a no…. che ne pensate?