Uno Scacchista

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I finali questi sconosciuti: impossibile da perdere… anzi no!

(Antonio Monteleone)
Vi è mai capitato di entrare in una posizione che ritenevate più che buona e dirvi tra voi e voi compiaciuti: “Questa è impossibile da perdere“; oppure, se il vostro avversario sulla carta ha un punteggio Elo di gran lunga superiore al vostro: “Ora voglio proprio vedere come fa a vincere“.

E poi, spesso, verificare sulla propria pelle come quell’impossibile non era veramente tale e come il giocatore più forte ti ha mostrato la via per la vittoria, altrettanto spesso facilitata dai vostri errori.

Quello che andremo a vedere è uno di quei finali che possiamo catalogare nella tipologia del primo pensiero sopra accennato, dove un giovanissimo IM si confronta contro un ben più esperto GM in una partita Blitz 3′:2″, quindi gioco molto veloce che, come già visto, è foriero di tante possibili imprecisioni ed errori.



Certo, se il Bianco non avesse provato a vincere, e si fosse accontentato della Patta, avrebbe semplicemente ripetuto le mosse, ma così non è stato ed eccolo perdere un finale imperdibile.

Già sento in lontananza i classici commenti da Circolo del tipo: “Che pollo il Bianco“; “Ma come si fa a perdere un Finale del genere?“; “Che scarso, ma era un Finale elementare!“.

Prima di tutto, il conduttore dei Bianchi è un ragazzino indiano di quindici anni (!), ma guarda che strano, ed è già un Maestro Internazionale. Ha giocato la partita con il piglio del professionista e con una velocità veramente notevole, considerando che entrambi i giocatori hanno fatto ben un centinaio di mosse in tre minuti più gli abbuoni di soli due secondi a mossa. Quindi, i due giocatori hanno giocato praticamente “al volo”, con un ottimo livello di precisione considerando che molte scelte importanti sono state fatte rapidamente e sicuramente ad intuito. Certo, la scelta optata dal Bianco alla sessantunesima mossa lascia perplessi, ma forse è stata la via ritenuta più sicura per mantenere il pedone in più con qualche chance, in realtà non reale, di vittoria. E poi si sa che, quando si è in ristrettezza di tempo, a volte si opta per scelte irrazionali che a tempo standard non si sarebbero mai fatte.

In ogni caso, lo “scarso” è arrivato terzo assoluto in questo “Latvian Chess Federation & Fide 100-Year Blitz Tournament”, con il guadagno di ben 75 punti Elo, giocato a Riga in Lettonia i primi di agosto di quest’anno a corredo del Torneo “Riga Technical University Open 2024” e insieme al “Riga Open Rapid Chess Championship 2024” giocato il giorno dopo. Per inciso, in questo Blitz ha battuto ben quattro GM, e la vittoria all’ultimo turno gli avrebbe consentito di appaiare a dieci punti il vincitore del Torneo (guarda caso un altro giocatore indiano, il GM Inyan Pa): insomma, non proprio robetta!


Ora, nel vedere questa partita, ho cercato qualche riscontro su alcuni libri sui Finali e, leggendo il “Dvoretsky’s Endgame Manual 2th edition”, che è una sorta di “Bibbia” sui Finali di ogni genere, mi sono imbattuto in questa posizione derivante da uno Studio di V. Kantorovich del 1989


Che botta! Ma possibile che per anni e anni ci si sia sbagliati su questo finale? Allora andiamo a vedere il nostro amico elettronico che ci dice e lui propone:


Allora, che ne dite? Si parte da una posizione teoricamente patta ma poi, per arrivare a questa patta, il cammino non è che sia così semplice. E ci ritroviamo a dare per scontato alcune cose del tipo: “Si è patta teorica” per poi ritrovarci amaramente a dire “Era patta ma devo rivedere dove ho sbagliato!“.

In questo caso a ricevere l’inaspettato cadeau è stato il GM ungherese che non può che ringraziare il suo giovanissimo avversario.

Di sicuro, sono ora più sollevato che uno dei miei capisaldi, in fatto di Finali di Torri, non sia stato demolito come una vecchia edizione del libro di Dorevtsky aveva riportato e come la nuova edizione dello stesso libro ha prontamente corretto. E se ore di analisi possono alla fine risultare fallaci, figuriamoci il giocarle, queste mosse e queste posizioni, in una manciata di minuti!

Per chi è interessato ed ha tempo, riporto il link del video della partita per capire la velocità delle mosse, e di conseguenza delle scelte fatte nei momenti critici, giocate dai due contendenti. Si può capire il perché di alcune mosse e scelte a prima vista incomprensibili. Impressionano, però, la sicurezza e la velocità del ragazzino che sembra essere quasi un veterano.

E adesso è ora di mettere fine a queste interessanti analisi, anche se non ne ho riportate altre parimenti interessanti, e non mi rimane che augurare a tutti un sereno Anno Nuovo.

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