Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

“Carpe Diem” scacchistico

(Massimo Cecchini)
Ho preso spunto dalla recentissima partita Nemeth – Moroni, giocata al primo turno del campionato europeo a squadre che sì è svolto a Batumi (Georgia), per questo breve articolo.
E’ per quanto successo al nostro portabandiera che mi è venuta in mente la famosa espressione “carpe diem”, che probabilmente molti di noi associano al famoso film del 1989 di Peter Weir, Dead Poets Society, tradotto da noi in L’attimo fuggente.

In ambito scacchistico possiamo liberamente associare questa espressione al significato di cogliere l’attimo vincente, il momento in cui si presenta l’occasione di muovere per vincere e che, se non colta, non si ripresenta più nel prosieguo della partita.

Per completezza d’informazione, “carpe diem” è una locuzione latina tratta dall'”Ode del carpe diem”, del poeta latino Orazio, traducibile in «afferra il giorno», ma spesso resa con «cogli l’attimo», traduzione non letterale, ma efficace a trasmettere il concetto che le parole latine volevano esprimere. La Treccani chiarisce meglio il concetto e spiega che l’intento del poeta è quello di esortare a godere dei beni che la vita ci offre giorno per giorno; la massima intende riassumere l’ideale di una vita goduta nel presente, vivendo ogni giorno pienamente, poiché il futuro è incerto e il tempo scorre inesorabilmente.

Veniamo, quindi, alla posizione della partita sopra citata.

Z.Nemeth (2212) – L.Moroni (2544)
Batumi (Georgia), 05/10/2025
Campionato europeo a squadre – 1° turno

Diagramma dopo la mossa 28 del Nero

Tocca muovere al Bianco che gioca:


Come sappiamo, esempi di “carpe diem” succedono spesso.

Torniamo indietro di qualche anno, al 1992; siamo a Linares, in Spagna, per il match di semifinale dei Candidati tra il tedesco Arthur Jussupow e l’olandese Jan Timman. Jussupow stava conducendo il match, avendo vinto la prima partita.

La posizione seguente è tratta dalla terza partita del match ed è scaturita dopo la mossa del Bianco, 31.Da1.

A.Jussupow – J.Timman
Linares 1992 – match, 3ª partita

Diagramma dopo la mossa 31 del Bianco

Il Nero giocò

Il match si concluse con la vittoria di Timman per 6 a 4, che poi perse il match della finale dei Candidati contro Nigel Short.


Un caso ancora più eclatante accadde nell’agosto 1934 a Syracuse (Stato di New York, USA), durante la partita

Monticelli – Al Horowitz
Syracuse, 22/08/1934 (12° turno)

Diagramma dopo la mossa 27 del Nero

La posizione sopra riportata è stata inserita in numerosi libri e riviste come ad esempio L’Echiquier (numero di ottobre-novembre 1934, pag. 785); Complete Book of Chess Stratagems di Fred Reinfeld (New York, 1958, pag. 127) e sempre di Reinfeld il The Complete Book of Chess Tactics (New York, 1961, pag. 149); Chess Review (numero di marzo 1962, pag. 79).

Il Bianco gioca

In questa partita è valido più che mai l’aforisma di Tartakower che a scacchi vince chi commette il penultimo errore.


Esempi sul carpe diem scacchistico ne esistono una infinità tanto che il MI Fabio Bruno ha trattato questo tema nel suo libro Carpe diem ovvero l’attimo fuggito, edito da Ediscere, riunendo 29 esempi di partite giocate nello stesso torneo, Porto San Giorgio 2004.

Carpe diem !


Massimo Cecchini è nato a Vigevano (PV) nel 1966. Dopo il conseguimento della laurea magistrale in Economia, ha ripreso a cimentarsi nei tornei e al termine del 2008 ha conseguito la 1^ categoria nazionale. Istruttore FSI dal 2006, ha insegnato e insegna il gioco alle giovani generazioni. Da sempre appassionato della storia di questo gioco.

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