I Finali questi sconosciuti: quelle semplici spinte di rottura di pedone di cui spesso ci si dimentica
Keymer-Vidit, FIDE Grand Swiss 2025, (foto FIDE)
(Antonio Monteleone)
È inutile ripeterlo continuamente: quando si è alla Scacchiera anche le cose più semplici, a volte, diventano terribilmente difficili. E questo accade, come piccola consolazione per noi “spingilegno” per passione e divertimento, anche ai livelli più alti.
Diciamo che per me, quando vedo dei grossi errori da parte di over 2600 e, peggio, 2700 c’è sempre una sorta di stupore perché convinto che a certi livelli il “sentire” la posizione di un “Top Player” dovrebbe andare oltre il semplice calcolo delle mosse e delle varianti e fargli individuare rapidamente la mossa giusta anche in assenza di questi.
Una sorta di “… La risposta è dentro di te…” con a volte l’amaro seguito “… epperò è sbagliata!”, per citare il simpatico Quelo (interpretato dal comico Riccardo Guzzanti) in un suo famoso e divertente sketch televisivo. Eh sì, perché gli Scacchi sono bellissimi e tremendi allo stesso tempo, e quando giochi una mossa d’istinto che sembra risolutiva, ti ritrovi a rimpiangerla per l’errore celato dietro di essa.
È vero, c’è lo studio delle posizioni, del posizionamento dei pezzi e delle manovre tipiche, tutti elementi che dovrebbero essere da bussola quando navighi nelle acque agitate delle complicazioni alla Scacchiera, ma a volte questa bussola casca in acqua e sei solo tu con i tuoi pensieri, le tue paure, le tue convinzioni e le tue incertezze a doverti muovere tra le onde e c’è sempre lui, l’errore che, malefico, sta lì ad aspettarti sornione perché sa che prima o poi lo farai.
Il Finale che andremo a vedere è giocato da due Top Player e partirà con uno di Torre e Donna per poi trasformarsi in un, sempre insidioso, Finale di pedoni.
Insomma, Re più attivo ma rischi maggiori: sembra un controsenso. Forse la spiegazione sta nella conformazione pedonale e nell’impedonatura, che nel Mediogioco può avere un suo compenso dinamico e anche difensivo, ma che in Finale può mostrare le sue tare. Beninteso, il Finale era pari alla quarantatreesima mossa, ma il Nero ne aveva a disposizione solo una di mossa buona per pareggiare, e forse questo pericolo, nell’apparente calma, deve essergli sfuggito.
Vidit ha sottovalutato le potenziali minacce di Keymer pensando ad un Finale oramai patto? Forse, ma qui dovrebbe entrare in gioco quella “sensibilità posizionale” del forte giocatore che dovrebbe scovare i pericoli dove ristagna una pericolosa tranquillità, mentre in questo caso le difese si sono abbassate pericolosamente portando al disastro finale.
Keymer da par suo, per contro, ha sfruttato l’occasione che gli si è rivelata. Ha calcolato tutto dopo la mossa di rottura del pedone c4, compresa la corsa dei pedoni a promozione? Io penso di sì, di sicuro avendo la tranquillità di chi non potrà mai perdere quel Finale, ma anche la precisione e rapidità di calcolo che si conviene a questi livelli: Bravò.