Uno Scacchista *Edizione 10 Anni*

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

I Finali questi sconosciuti: la difficoltà nel difendersi con il Cavallo contro la Torre

TePe Sigeman 2026, J.Van Forrest - Carlsen (fermo immagine da ChessBase India)

(Antonio Monteleone)
Si sa, ci sono dei Finali che sono “teoricamente patti”. Tutti li conosciamo, eppure in cuor nostro speriamo di non arrivarci perché alcuni sono decisamente ostici.

Per me, uno di questi è quello dove il Cavallo si trova a fronteggiare la Torre avversaria, Finali che di solito sono dati per patti, tranne in due casi: 1. quando il Cavallo viene separato dal Re e poi catturato dall’azione combinata di Re e Torre avversaria; 2. quando Cavallo e Re sono relegati agli angoli della Scacchiera, con una limitata libertà di movimento che porta al Matto o di nuovo alla perdita del Cavallo.

Di recente abbiamo visto un caso di per sé drammatico occorso nell’ultimo CIS Master, dove in una posizione pari il difendente ha allontanato il Cavallo dal Re, contravvenendo a questi dettami, perdendo al colpo. Se ancora ce ne fosse bisogno di spiegare, questa è la differenza tra il vedere le posizioni tranquillamente a casa e giocarle alla Scacchiera: a volte c’è quell’irrestibile impulso a farti fare la mossa sbagliata che non ha spiegazioni, nonostante uno conosca la Teoria, conosca le Posizioni e bla, bla, bla.

E la cosa che un poco ci consola, è che queste difficoltà s’incontrano anche ai massimi livelli ma a Roma, in questo caso, si dice “Ariconsolate co’ l’aglietto”! Eh sì, perché un conto sono gli errori, rari, di quelli forti e un altro quelli abbondanti fatti da chi forte sogna di esserlo.



Mamma mia che Finale difficile! Ma quello che impressiona è l’inusitata serie di errori di Carlsen, uno dei pochi giocatori a raggiungere precisioni di gioco vicino al 100%, praticamente una macchina! Diciamo una partita sfibrante di quasi cento mosse, e momenti difficili ci possono anche stare, con un Finale difficile in cui basta un attimo a passare da vinto a patto, poi di nuovo vinto, poi di nuovo patto e così via.

Insomma, un Finale che è l’essenza della bellezza del nostro gioco e anche un poco della vita, dove una cosa è la Teoria e l’altra è la Pratica.

Quanti ne avete sentiti dire: “Ho perso un Finale teoricamente patto” ? Oppure arrabbiarsi per averne perso uno, che si sapeva genericamente che fosse patto ma dove non si è riusciti a trovare la strada giusta?

La verità è che uno questi Finali, come tutti gli altri, deve giocarli fino a rimanere Re contro Re, Finale che si ritiene essere patto al 100%! Altrimenti, si fa patta subito alle prime mosse, perché si sa che lì la posizione è praticamente pari.

E voi? Quanti Finali teoricamente patti avete perso?

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