Uno Scacchista *Edizione 10 Anni*

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Scacco matto all’assassino (18)

(Fabio Lotti)

Excursus sul rapporto giallo-scacchi nella letteratura poliziesca

Excursus sul rapporto giallo-scacchi nella letteratura poliziesca. La ricerca si fa sempre più difficile ma io sono ancora più ostinato…

Scacchi, delitti, indagini… cos’è la vita se non un gioco perverso in cui regna la follia? Qui tutte le precedenti puntate. (UnoScacchista)

[In apertura un dettaglio della copertina di “L’orfanotrofio sul lago” di Daniel G. Miller, Newton Compton 2025]


Questa volta ho trovato particolari riferimenti scacchistici in Morte di Odisseo di Franca Oliva, Mondadori 2025. Intanto vediamo di che cosa tratta il libro…

Siamo al decimo anno della guerra di Troia. Si parte dalla morte di Odisseo, re di Itaca, che giace con il capo frantumato sulla sponda del fiume Scamandro. Arma del delitto uno strano “cavallo di legno, lungo una spanna e mezzo e alto in proporzione.” Chi è l’assassino?.

Zeus vuole che Efesto, dio del fuoco, scenda sulla terra e ricerchi il colpevole, così come ha già avvertito Agamennone, il capo degli Achei. Indagine difficilissima dato che Odisseo era odiato da molti, fra cui lo stesso Agamennone ingannato da una sua lettera per l’uccisione rituale di sua figlia Ifigenia, potendo iniziare così la guerra contro Troia.

E poi c’è Tersite che detesta Odisseo e porta ancora i lividi dei suoi colpi. Forse è lui l’assassino (uomo basso che zoppicava con la gobba e il cranio a pera) visto da Diomede dirigersi proprio verso lo Scamandro. Anche perché ora si dà alla fuga…

Al centro della storia si staglia Efesto che può rendersi invisibile o trasformarsi nel personaggio desiderato per scoprire eventuali indizi, e anche per amoreggiare, magari, con Elena avendo preso le sembianze di Paride (furbetto, eh!). Interrogando il fiume Scamandro scopre che la sera del delitto ha sentito due voci di donne. Qualcuno, un guerriero, doveva raggiungerle nella notte. Ma chi?…

Saremo di fronte ad un bel viaggio tra miti, dei, ed eroi: il dio Ermes che rincorre Efesto per impartirgli gli ordini di Zeus, il dio Hypnos che addormenta certi personaggi per favorire la trasformazione di Efesto, l’indovina Cassandra e l’indovino Calcante, Aiace Oileo e Aiace Telamonio, Enea, Palamede, gli amori fra Achille e Patroclo, la schiava Briseide e altri ancora. Con le loro peculiari caratteristiche tra rabbia, odio, amore, devozione, gelosia, sospetto, inganno e i vari sentimenti dell’animo umano.

Al centro, ripeto ancora, soprattutto Efesto (anche Agamennone ha la sua parte) che va avanti nella ricerca del colpevole e non si arrende nemmeno di fronte a momenti di dubbio e di crisi aumentati dopo un altro omicidio. Fino a quando…Ecco…ha incominciato a capire…

Bellissima lettura giallo-epica che ci riporta indietro negli anni quando studiavamo queste affascinanti storie!

Da non perdere.

E ora vediamo dove si trovano gli scacchi.

Parla Tersite rivolto ad Efesto che ha preso le sembianze del suo amico Euelpide “ Ingoiavo il vino per scordarmi di Troia e intanto giocavo con Palamede a quella strana battaglia in miniatura e piena di regole che lui stesso aveva inventato: gli scacchi. Vedo quel momento come se fosse adesso. Toccai uno dei due Cavalieri e poi esitai. “Ora devi muovere il pezzo. Conosci la regola. L’hai toccato perciò sei obbligato a muoverlo.” Palamede lo osserva sorridente e inesorabile. Tersite grugnisce ma non è affatto in collera: la serata è fresca, ha bevuto e mangiato cibo come un generale dell’esercito, non il rancio della truppa, che importa se domani la guerra sarà sempre lì? Allora solleva il Cavaliere in groppa al cavallo e lascia che trottino insieme nella maniera assurda escogitata dal suo avversario, prima in una direzione poi nell’altra. Tutto l’accampamento impazzisce per gli scacchi e, naturalmente, per i dadi, più semplici e veloci. Entrambe invenzioni di Palamede, due tra le tante. Tersite si dice che l’amico ha inventato ogni cosa buona al mondo. Non è il solo a pensarlo, basta chiedere a chiunque nell’esercito acheo. “Ahimè, Tersite, vedo male la tua posizione.” Palamede muove in diagonale lo Stratega nero e agguanta il povero Cavaliere bianco. Tersite capisce di avere esagerato col vino, ma è caparbio e prova a proteggere il suo Polemarco arroccando e nascondendolo oltre l’Oplita, tozzo e possente nella panoplia che lo ricopre. Inutile. Lo Stratega nero è inesorabile, bracca il Polemarco nemico correndo come vuole tra le caselle chiare e scure e lasciando una scia di Peltasti bianchi capovolti sulla tavola. Antifo e il medico Macaone, che fino a quel momento sono rimasti in silenzio alle spalle dei due giocatori per non perdere una mossa della partita, adesso emettono gemiti ridicoli misti a risate. “Che male che male.” “Povero Tersite, sei morto.” “Arrenditi, soldato, ormai è finita.” Tersite suda e, alla disperata, copre il Polemarco con l’unico dei due Arcieri che gli è rimasto. Di nuovo inutile. Un Oplita nero toglie di mezzo l’Arciere bianco e stavolta è “scacco a morte”, la partita è terminata. Tersite brontola, chiama in causa gli dei e butta giù il Polemarco, così ammette la sconfitta. (pag.100/101)


Brevissima citazione anche in Sherlock Holmes – Oscure trame di Orlando Pearson, Mondadori 2025.

Vediamo prima di che cosa si tratta…

Siamo in un’umida mattinata di novembre 1947. Watson ha novantaquattro anni appena compiuti e sta dedicandosi alla stesura di un nuovo romanzo i cui eventi descritti si sono verificati tutti nei primi due anni della Seconda guerra mondiale. La storia ha dunque inizio il 22 novembre 1940 quando i nostri eroi vengono convocati a Whitehall, più precisamente al ministero degli Esteri in King Charles Street. Loro compito sarà quello di recarsi in Germania per uno scambio di prigionieri tra le due nazioni in conflitto. Viaggio certo non facile lungo un’Europa in fiamme. Tra l’altro a Berlino succedono dei fatti criminali di ragazze viaggianti sui treni della S-Bahn durante la notte nello scompartimento di seconda classe, aggredite e gettate fuori dopo essere state ridotte in uno stato di incoscienza. Perciò lo stesso Joseph Goebbels in persona, ministro della propaganda del Reich, chiede la collaborazione di Holmes. Bisogna che accetti per salvare la trattativa. Ma non sarà facile perché le aggressioni continuano. Occorre organizzare qualcosa di concreto per incastrare l’assassino seriale. Magari con l’aiuto di certe sostanze come il laudano e il Pervitin, e anche attraverso la visione di un grammofono…(leggere per credere).

La storia del nostro incredibile duo non terminerà qui perché dovranno recarsi anche a Mosca per cercare un accordo con Stalin, il segretario del Partito comunista sovietico. Dove finiranno, addirittura, in carcere! E questa volta sarà il dottor Watson, su ordine dello stesso Stalin, a ritornare in Inghilterra da solo per far accettare le condizioni di una alleanza con il suo paese.

Il tutto dentro un clima di spettrale scenario dovuto alle devastazioni della guerra. Con personaggi (ce ne sono, naturalmente, altri come lo scrittore Wodehouse) realmente esistiti e “ogni evento storico meticolosamente documentato”.

Ed ecco la brevissima citazione

Sta parlando il dottor Watson proprio su questa nuova avventura la cui trama si fa più avvincente “quando si scopre che siamo stati testimoni di una partita a scacchi diplomatica che avrebbe cambiato l’assetto politico del mondo per parecchi anni a venire”.


Li troviamo anche in Sherlock Holmes – Complotto in Francia di James Patrick Heatherly, Mondadori 2026, quando Ormond Saker, amico di Sherlock Holmes, in missione segreta per sventare un complotto, gli manda due messaggi cifrati sfruttando gli scacchi. Ecco il primo “Signor Sherrinford Re e cavallo minacciati dalle torri STOP. Il pedone è stato impegnato per affrontare le torri STOP. Probabile sacrificio del pedone STOP. Riserve di pedoni in diminuzione STOP. Sostegno vitale STOP. Firmato: O.S.” (pag85). Ed ecco il secondo “Signor Sherrinford Re e cavallo sotto scacco dalle torri STOP. Fine della partita fra dieci mosse STOP. Il pedone affronterà le torri allo scacco matto STOP. Sicurezza del pedone in dubbio STOP. M e servitore sull’isola STOP. Sostegno immediato fondamentale STOP. Firmato: O.S. (pag.100).

Micro citazione in L’orfanotrofio sul lago di Daniel G. Miller, Newton Compton 2025, quando la protagonista investigatrice coreana Hazel Cho pensa “Non ho altra scelta. Devo risolvere questo caso. Ma come? Ho troppi pezzi in movimento sulla scacchiera e non abbastanza tempo”. (pag.237).

Infine eccoli in Il mistero di Villa lamento di Roberto Carboni, Newton Compton 2024, a pag.43 quando il personaggio principale, giornalista americano Paul Cialdini che racconta in prima persona, ritornato nella sua casa dopo un’aggressione, trova “Libri gettati a terra e calpestati. La scacchiera e i pezzi sparsi, l’orologio da competizione frantumato”. In seguito ritrova il suo quaderno con gli appunti di scacchi “ Strano, avevo riempito molte pagine con minuziose analisi della Difesa Siciliana. Eppure, avevo sempre giocato la Partita Spagnola. Sistemai i pezzi sulla scacchiera e li mossi. La mia mano agiva con precisione, sebbene non ricordassi nulla. Il dedalo della complicata difesa si districava in tutte le sue varianti. Un’altra prova inconfutabile che il passato non se n’era andato con il trauma cerebrale, ma dimorava in me”. (pag.58)


Fabio Lotti è nato a Poggibonsi (Siena) nel 1946. Laureato in Materie Letterarie, è Maestro per corrispondenza e collaboratore di riviste scacchistiche specializzate. Ha pubblicato vari testi teorici, tra i quali “Il Dragone italiano“, “Gambetti per vincere” e “Guida pratica alle aperture“.

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