Lionel A.B.F. Kieseritzky

(Riccardo M.)
Questo giocatore appartiene all’epoca d’oro degli scacchi, a quella di grandi personaggi quali Anderssen, Morphy, Paulsen, Staunton, giocatori geniali, divulgatori e maestri brillanti che vissero il loro momento di gloria intorno alla metà dell’Ottocento.

Kieseritzky nacque il primo gennaio 1806 (ma era il 20.12.1805 per il calendario russo) a Tartu, nell’attuale Estonia; allora Tartu si chiamava in verità Dorpat, capoluogo di quella regione baltica che fin dal XIII secolo era nota come Livonia.

Il suo nome per esteso era Lionel Adalbert Bagration Felix Kieseritzky e la sua era una famiglia di origine tedesca.

Imparò il gioco da bambino e a scuola non aveva rivali, potendo dare vantaggi di pedoni o addirittura di un pezzo a quasi tutti i suoi coetanei. E, dopo i coetanei di Dorpat, Lionel si misurò con i più forti giocatori delle città vicine, come Reval e Riga, continuando a mietere successi. Divenne insegnante di matematica nella università di Dorpat.

D’improvviso decise di lasciare l’insegnamento e la sua stessa terra per tentare all’estero la via del professionismo negli scacchi. E cos’altro a quei tempi si poteva scegliere se non Parigi e il suo Café de la Regence?

Cafè de la Regence
Il Café de la Regence

Kieseritzky vi si trasferì nel 1839 e v’incontrò subito i maestri più forti: Deschapelles, Saint Amant, Labourdonnais. In alcune partite amichevoli con quest’ultimo prevalse di misura, ma purtroppo non poté più competere con lui in quanto Labourdonnais l’anno successivo morì a Londra, dove si era recato per sfidare il locale campione Mac Donnell.

Nel 1842 pareggiò, sempre a Parigi, con l’emiliano Ignazio Calvi (7 a 7 ed una pari). A Londra andò anche lui nel 1846 e giocò partite amichevoli con Bird, Loewenthal, Mongredien, Schulten. Perse un piccolo match con George Walker (+1,-2), ma vinse con Horwitz (7 a 4 e una pari).

Sempre nel 1846 curò la pubblicazione delle “50 migliori partite” giocate al Cafè de la Règence in quel periodo. Nel 1848 ospitò a Parigi il forte maestro inglese Buckle, dal quale fu a sorpresa sconfitto per 3 a 2 (con 3 patte). Nel 1849 fondò la rivista “La Regence”, che diresse fino al 1851. Nel 1851 a Londra si prese la rivincita su Buckle (2 a 1).

Sapete tutti che prima del 1850 non c’erano i tornei, e che alla vetta del successo si poteva giungere solo attraverso singole sfide. Kieseritzky batté Saint Amant e divenne così il numero uno di Francia (infatti Deschapelles aveva già appeso la scacchiera al famigerato chiodo) e tra i primissimi in Europa.

E finalmente arrivarono i tornei, mai disputati nel mondo fino ad allora. E s’iniziò a Londra nel 1851 con un sistema a gruppi eliminatori. Ma gli anni erano trascorsi e già la forza di Kieseritzky (che ne aveva 45) non era più quella dei primi momenti parigini. A Londra il nostro uomo ebbe la sfortuna di trovarsi subito di fronte niente di meno che Adolf Anderssen, il “leone di Breslavia”, astro nascente di Germania: una patta e due sconfitte lo estromisero subito. E lui fu molto sincero e leale: “Nessuna scusante, Adolf ha giocato meglio di me”. E come poteva esprimersi diversamente, visto che i due avevano appena dato vita a quella che sarebbe stata una delle partite più famose della storia degli scacchi e che fu denominata “l’immortale”?

Non poté purtroppo avere più nessuna rivincita, né da Anderssen né da altri, in quanto la morte lo colse a soli 47 anni, all’inizio di maggio del 1853. Di immortale, oltre quella partita perduta, resta il nome di una variante del Gambetto di Re, questa: 1. e4 e5 2. f4 exf4 3. Cf3 g5 4. h4 g4 5. Ce5. E’ il Gambetto Kieseritzky.

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