Stranezze in apertura/1

(del GM Sergio Mariotti)
Inizia oggi la mia collaborazione con “UnoScacchista”, il Blog nella cui redazione è anche il mio carissimo amico Riccardo Moneta. Seguo da tempo questo sito di scacchi e sono veramente contento di come viene gestito e degli argomenti che vi sono esposti. Ho pertanto deciso di dare anch’io una mano, per quello che posso.

L’argomento che nel Blog gestirò sarà titolato: “Stranezze in apertura”, un tema del quale penso di essere abbastanza esperto visto tutto quello che ho fatto nella mia carriera. So che oggi molto è cambiato, che si gioca quasi esclusivamente secondo la teoria, secondo quello che dicono i database e quello che dicono i forti programmi di gioco, ma a me piace pensare che ancora nei tempi moderni il cervello umano sia in grado di dare al gioco quella fantasia necessaria per giocare partite piacevoli ed interessanti. La teoria è importante, ma non è tutto, e a chi non piacerebbe essere ricordato per una bella combinazione o un attacco alla baionetta che termina con la distruzione del proprio avversario? Cercherò di farvi gustare ad ogni articolo, che avrà una cadenza mensile, quello che si prova giocando secondo gli schemi ideati dalla propria mente e la soddisfazione che si ottiene quando il risultato ci è favorevole.

Inizio la mia collaborazione mostrando la partita che mi è più cara, la Mariotti-Gligoric di Praja de Rocha 1969, che è stata premiata dalla stampa internazionale tra le migliori 10 di quell’anno e che è quella che ha fatto conoscere il mio stile di gioco nel mondo scacchistico. Forse chi ha una certa età, come Riccardo, già la conosce, ma sono sicuro che tanti giovani ne sono ignari e quindi la dedico proprio a loro, perché ne traggano le dovute conclusioni.

MARIOTTI – GLIGORIC
Praja de Rocha (POR) 1969, Torneo Zonale
Apertura Est Indiana

Da notare che il cavallo in g1 del bianco non si è mai mosso e difende il proprio re dalle possibilità di attacco della regina avversaria.

C’è da fare un ultimo e grazioso commento su questa partita: quando Gligoric ha abbandonato, ed è stato un vero signore perché mi ha teso la mano e mi ha detto in italiano “mi scuso per aver giocato così male”, mi ha poi chiesto dove avevo preso questo tipo di impianto adottato nella partita, e quando gli ho detto che avevo studiato tale apertura sul libro del maestro tedesco Gunderam, è diventato rosso in faccia e mi ha subito salutato andando via di fretta.

Io sul momento ero rimasto perplesso, ma poi il suo secondo mi ha spiegato che tre mesi prima del torneo Gunderam aveva spedito questo libretto a Gligoric chiedendo se lui potesse scrivere una prefazione, e che il GM aveva rimandato indietro tale libretto a Gunderam dicendogli che tutto quello che c’era scritto erano idee assurde ed ingiocabili!

Dopo questa partita, che ha fatto il giro di tutto il mondo, il maestro tedesco mi ha fatto i complimenti e mi ha spedito tutti i suoi libretti di aperture strane come regalo, ed io l’ho ripagato di questa gentilezza vincendo altre partite con giocatori famosi applicando le sue idee assurde ed ingiocabili!!!

Termino questo articolo dicendo ai lettori che se qualcuno è a conoscenza di proprie od altrui partite giocate in apertura con stile fantasioso e non molto teorico, e che siano svolte tra giocatori di un certo livello, e che rientrano nel tema “Stranezze in apertura”, può spedirle alla mia mail ceppy01@yahoo.it ed io, nel tempo, le commenterò per la rubrica.

Un saluto a tutti, Sergio Mariotti.


Sergio Mariotti è nato a Firenze il 10.8.1946. Campione italiano nel 1969 e 1971, MI nel 1969 e GM (il primo italiano) nel 1974, dopo il bronzo individuale alle Olimpiadi di Nizza, quando la rivista “Chess Magazine” lo battezzava come “The italian fury”. Nel 1976 è stato buon 10° all’Interzonale di Manila. In Italia ha vinto ovunque negli anni ’70, ma all’estero ha giocato pochi tornei, anche per motivi di lavoro. E’ stato Presidente FSI (1994-1996) e in seguito commissario tecnico della squadra nazionale.

6 thoughts on “Stranezze in apertura/1

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  1. Sergio, benvenuto in UnoScacchista!
    Ti ringrazio a nome di tutti per le parole gentili nei nostri (e miei) confronti.
    E il record assoluto di contatti sul Blog che stiamo riscontrando già a quest’ora del mattino dimostra che tu sei sempre una leggenda per gli appassionati di scacchi e che questo articolo e questa bellissima partita stanno avendo tutto il successo che ci attendevamo e che meritano.
    Ciao!

  2. Complimenti per la sua bella vittoria coraggiosa da 23 enne! In bocca al lupo per questa nuova collaborazione che già vedo interessante.
    Non le mando le mie partite con le stranezze in apertura perché potrebbe diventare rosso in faccia e non parlarmi più.

  3. Grazie Riccardo e Sergio Mariotti per il bel articolo, aspetto con anticipazione i prossimi!! Mi permetto un saluto ricordando i tempi de il Ciocco e quelle belle simultanee al Ciocco e a Castelnuovo Garfagnana di alcuni anni fà !

  4. Una leggenda. Riccardo ha colpito nel segno. Per noi, giovani scacchisti degli anni ottanta, tale è stato e tale lo è ancora. Primo Grande Maestro italiano, gioco senza compromessi, con la convinzione che, se il lavoro nel Banco di Roma gli avesse lasciato più spazio, avrebbe potuto dire la sua in campo internazionale, dove non è riuscito ad esprimere appieno le sue enormi doti e potenzialità che avrebbero potuto portarlo a confrontarsi con i grandi dell’epoca, per il raggiungimento dei più alti obiettivi da sempre sogno inconfessato di ogni scacchista.
    Da giovane ho visto questa partita, di cui però ricordavo solo le mosse iniziali che …. non capivo! Ma come, ci hanno sempre insegnato che un attacco sulle ali può avere successo solo con il centro chiuso ed il nostro GM affianca impunemente i pedoni e4, f4, g4 ed h4 con il Re al centro e lo stesso con i pedoni disposti in maniera fluida e pronto ad essere aperto in ogni momento. E per di più lo fa contro un grande maestro fortissimo che avrebbe dovuto disintegrarlo per questa sfrontatezza! Invece non solo non viene disintegrato, ma a sua volta distrugge un attonito avversario che, sono sicuro, non avrebbe mai pensato di perdere questa partita dopo le prime dieci mosse del Bianco. Ed è qui che capisci la differenza tra te, che muovi i pezzi e Lui che vede nella posizione possibilità nascoste che non ti verrebbero neanche in mente di prendere in considerazione. Ben trovato Maestro, da chi non può che vedere con entusiasmo idee ed analisi, senza l’aiuto massiccio dell’oramai onnipresente elettronica, da un pezzo di storia dello scacchismo italiano.

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