Spettacolari combinazioni o profonda preparazione?

(Antonio M.)
Ricordate la partita di Paravyan nell’articolo: “I fuochi d’artificio di Paravyan a San Pietroburgo”? Spettacolare, con un continuo susseguirsi di mosse inattese da parte del Bianco, che mise ripetutamente la propria Regina in presa, per poi concludere con una caccia al Re a dir poco emozionante. Da rimanere sbalorditi. Eppure, non so per quale strana associazione di idee, appena terminato di gustarmi la partita, mi è venuta in mente subito la posizione del diagramma.

La partita è la Gruenfeld vs Polugaevsky, Interzonale di Riga 1979, dove il fortissimo GM russo giocò la “sua” variante della Najdorf, che dà vita a complicazioni spesso a dir poco selvagge. Dopo:

Poluegaevski al torneo AVRO del 1973 (foto di Rob Mieremet / Anefo – Archivio nazionale olandese)

Ma le capacità di Polugaevsky di entrare in profondità nelle analisi delle aperture si erano già manifestate dieci anni prima, contro un avversario che aveva fatto del gioco combinativo la sua caratteristica principale e che lo identificò allora e lo identifica ancora oggi come il giocatore d’attacco per antonomasia: Mikhail Tal. In questo caso il “Polu” l’architettò veramente bene: preparò la stessa variante che Tal analizzò con i suoi secondi durante la preparazione del match contro Korchnoi per la semifinale dei candidati al titolo mondiale del 1968. Le analisi del team di Tal si fermarono alla ventesima mossa, ritenendo che il Bianco, con un pezzo in meno e due pezzi minacciati, non avesse una iniziativa tale da giustificare il sacrificio.

Lev non si arrese alle apparenze e caparbiamente si mise a cercare una continuazione che avrebbe alimentato l’attacco: l’esito positivo di questa ricerca fu ciò che mostrò in maniera convincente al suo illustre avversario nella partita Polugaevsky-Tal giocata a Mosca nel Campionato Sovietico del 1969.

Fino a dove era arrivata la preparazione casalinga di Polugaevsky? Forse oltre la trentesima mossa, praticamente a risultato acquisito!


Questo accadeva in un tempo oramai lontano, in cui le analisi sulla scacchiera venivano fatte da “umani” e non dalle macchine. Oggi tutto è cambiato, con analisi coadiuvate da programmi e computer sempre più potenti in grado di fornire varianti e analisi sempre più veloci e precise.

Torniamo adesso a quella mia strana associazione che ho citato all’inizio dell’articolo, perché nasconde una domanda: “Paravyan ha trovato quella spettacolare combinazione sulla scacchiera o è frutto di una preparazione casalinga, magari supportata da quanto oggi la tecnologia ci mette a disposizione?”.

Va anche considerato che oggi i tempi di riflessione sono molto più brevi rispetto a quelli dell’epoca di Polugaevsky, quando i giocatori avevano a disposizione due ore e mezza per quaranta mosse più un’ora per venti mosse dopo la sospensione, durante la quale si poteva analizzare la posizione fino alla ripresa del gioco il giorno dopo. Questo significa che oggi lanciarsi in analisi che per la complessità della posizione necessitano di tanto tempo, può essere controproducente nella gestione complessiva della partita, soprattutto se poi non si trovano continuazioni forzanti.

E la domanda prende più forza se si pensa che oggi, con i programmi scacchistici che hanno oramai raggiunto e superato la forza di gioco dei più forti Grandi Maestri in circolazione, la possibilità di andare in profondità sulle varianti di apertura durante la preparazione è aumentata a dismisura. Soprattutto in presenza di una posizione tattica, la macchina, senza lasciarsi sviare dall’emozione che può portare l’uomo a conclusioni affrettate e scelte imprecise, snocciola varianti concrete in poco tempo che aiutano sicuramente ad evitare di commettere gli errori più grossolani e di scartare istintivamente posizioni ancora difendibili se non addirittura di trovare seguiti vincenti in posizioni apparentemente disperate.

Probabilmente solo Paravyan può rispondere alla mia domanda, ma se “Polu” era capace di analizzare nel dettaglio, ed in maniera abbastanza precisa, varianti fino alla trentesima mossa, allora oggi con l’ausilio di un programma scacchistico potentissimo, fortissimo e velocissimo …

Voi che ne dite?

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