Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Tre Cavalli contro un Cavallo

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(Topatsius)
Santo cielo! Tre Cavalli contro uno?? Beh, andiamo per gradi. Con una figura di vantaggio (con pedoni) la partita è generalmente vinta, con due figure stravinta. Lo sanno anche i bambini. Non sempre è così, però. Càpitano delle eccezioni, specie nei finali quando mancano tutti i pedoni e quando pertanto le figure debbono, per vincere, giocoforza dare lo scaccomatto.

In apertura del suo lavoro “Il finale negli scacchi” (ed. Mursia, 1974) il mai abbastanza compianto maestro Enrico Paoli dedicava un spazio minimale e scherzoso al finale di Re+Due Cavalli vs Re solo. A Paoli bastava un tranchant “… un’incongruenza del nostro gioco, una forza potente e pericolosa che nel finale non vale un fico secco: infatti con i soli due Cavalli non c’è alcuna possibilità di mattare”.

Poi, sì, tra due principianti può anche accadere che il Re in inferiorità si vada a cacciare in un cantone e si becchi il matto. Ma questa è un’altra storia, evidentemente.

Vi siete mai chiesti, però, se lo stesso giudizio di “fichi secchi” può valere anche per il Finale di 3 Cavalli e Re contro un Cavallo e Re? No? Non è la stessa cosa, forse?

Mark Dvoretsky nel suo “Manuale dei finali” scrive che “… three knights will win against a single knight”, ma non spiega come.

Nel suo libro “Six Hundred Endings”, Lajos Portisch dedica lo studio numero 271 a questa particolare configurazione, argomentando che “... la questione è di interesse prevalentemente teorico, perché è abbastanza improbabile che la situazione si crei sulla scacchiera.“. Cita comunque una possibile continuazione della posizione seguente (ideata dal GM Andras Adorjan) in cui la sottopromozione a Cavallo è l’unico modo per il Nero per cercare di vincere.

Portisch cita poi uno studio composto da Adorjan, mostrando (bontà sua) anche la soluzione.

AdorjanMossa al Nero. Il Bianco vince

Qualcun altro ha scritto: “non capisco perché questo finale dovrebbe essere inserito in un libro sui finali; non ha alcuna ragion d’essere!”

Di sicuro è un finale che nel gioco vivo càpita rarissimamente. E perché, di grazia, si dovrebbe preferire la promozione ad un terzo Cavallo anziché a qualunque altra figura? In gioco vivo dovrebbe indubbiamente trattarsi di un caso che definire eccezionale è dir poco.

Eppure ne abbiamo trovato uno: è la partita del 38° campionato femminile di Jugoslavia (nel 1985) fra Branka Vujic e Maria Petrovic.

(B.Vujic-M.Petrovic, Jugoslavia 1985)

Davvero particolare, se non unico: se il Bianco non spinge il pedone, il Cavallo nero lo cattura ed è patta, come abbiamo detto. Ma se promuove a Donna o a Torre si becca lo scacco doppio in e6 ed è nuovamente patta per lo stesso motivo.

Alla conduttrice dei Bianchi non restò pertanto che la brillante quanto forzata:

Abbiamo trovato la classica (come si dice?) “mosca bianca”? Qualcuno dei nostri lettori è forse a conoscenza di altre partite nelle quali sia accaduto questo tipo di finale?

E, a gioco corretto, quante mosse dovrebbero essere necessarie, mediamente, per vincere questo finale? E come si vince? E perché i programmi di scacchi ci dicono che 3 Cavalli contro 1 vincono sempre?

Per dare una risposta a queste ultime tre domande basterebbe solo fare un po’ di allenamento … provare e vedere e capire … capire che aveva ragione Mark Twain quando diceva che “non tutti i Cavalli sono nati uguali, alcuni sono nati per vincere”!

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