Botvinnik: “limitare i movimenti dei pezzi avversari e attivare i propri”
(Riccardo Moneta)
Nulla di nuovo sotto il sole: “limitare i movimenti dei pezzi avversari e attivare i propri pezzi” è una regola fondamentale per vincere una partita. La partita che oggi vi presento è adatta per dimostrarlo. E a commentarla per noi italiani fu nel ’53 nientemeno che un campione del mondo!
Si tratta della Grigory Ravinsky – Leonid Shamkovich, giocata a Vilnius nel 1953 in occasione di una semifinale del torneo di Campionato dell’URSS. Di Leonid abbiamo già parlato qui su UnoScacchista.
Ravinsky-Shamkovich
Vilnius 1953

Questa partita, naturalmente, è stata giocata in uno stile ben diverso da quello della scuola italiana: allora si prediligeva il gioco aperto. Tuttavia spero che riesca gradita al lettore italiano.
Firmato:

Eh, già, proprio così! Grossa (ma forse non tanto) sorpresa finale! I commenti a questa partita appartengono interamente alla mano dell’allora campione del mondo Mikhail Botvinnik, il quale li inviò in esclusiva alla rivista mensile “La scacchiera”, dove un abbonato traduttore, il professor Mamoli, volle italianizzare perfino il suo nome in “Michele”.

“La scacchiera” veniva pubblicata a Milano nei primi anni ‘50 ed era diretta dal suo fondatore, Ariodante Agostinucci, un tipografo di Gubbio (1903-1997) appassionato di scacchi e di francobolli (e già citato in altri post sul nostro Blog), trasferitosi nel 1926 a Milano dove divenne Presidente del Circolo Ambrosiano.
Agostinucci firmava anche degli articoli, utilizzando lo pseudonomo di “Iccuni Tsoga”.

Non resta che augurarci, di conseguenza, che Magnus Carlsen prima o poi (oppure Ding Liren) invii ad UnoScacchista una partita da lui commentata. Può accadere. Per intanto un ringraziamento postumo a Mikhail Botvinnik e a “La Scacchiera”.